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SAN-SEBASTIAN-BACHAJON-443x330UN ATTACCO ANNUNCIATO. Più di 600 agenti delle forze di polizia incendiano la sede regionale San Sebastián Bachajón.

Il 20 marzo gli ejidatarios di Bachajón informavano che il commissario ejidale Alejandro Moreno Gómez stava organizzando la sua gente “per sgomberare gli ejidatarios in resistenza di San José en Rebeldía e della Sede Regionale San Sebastián”, terra recuperata dagli indigeni di Bachajón.

Gli aderenti alla Sesta dichiaravano che non avrebbero ceduto nella lotta per difendere la loro terra e per la liberazione dei prigionieri, e chiedevano di vigilare sulla situazione. Nello stesso tempo i giornali locali scrivevano che “si prevedono scontri armati tra gruppi antagonisti che si disputano la zona”, cosa che ha aperto, come in altre precedenti occasioni, alla repressione del governo.

Denuncia e Comunicato delle donne e uomini di San Sebastián Bachajón

Pubblicato da: POZOL COLECTIVO 21 marzo 2015

EJIDO SAN SEBASTIAN BACHAJON, ADERENTE ALLA SESTA DICHIARAZIONE DELLA SELVA LACANDONA.

CHIAPAS. MESSICO. 21 MARZO 2015

 

Alla Comandancia Generale Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale

Alle Giunte di Buon Governo

Al Congresso Nazionale Indigeno

A l@s compañer@s aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona

Ai mezzi di comunicazione di massa ed alternativi

Alla Rete contro la Repressione e per la Solidarietà

Al Movimento per la Giustizia del Barrio di New York

Ai difensori dei diritti umani nazionali ed internazionali

Al popolo del Messico e del Mondo

Compagni e compagne denunciamo che oggi 21 marzo 2015 alle ore 8 della mattina circa 600 elementi delle forze di polizia hanno incendiato la nostra sede regionale San Sebastián con la partecipazione del Commissario ejidale Alejandro Moreno Gómez e del Consigliere Samuel Díaz Guzmán. Di nuovo si mostra la politica di morte e corruzione del malgoverno, il suo disprezzo per il popolo ed i diritti umani, la sua smania di appropriarsi del nostro territorio per depredare la terra, l’acqua e tutto quello che esiste nel nostro territorio per profitto come se fosse merce.

Riteniamo responsabili i capi dei paramilitari Peña Nieto e Manuel Velasco della violenza a San Sebastián Bachajón e delle violazioni dei diritti umani, morte e repressione contro le donne e uomini della nostra organizzazione che non vendono la propria dignità per le loro briciole.

Respingiamo le menzogne del malgoverno per diffamare la nostra lotta e fabbricare reati contro l’organizzazione che difende la madre terra. Insieme al Commissario ejidale Alejandro Moreno Gómez ed il Consigliere Samuel Díaz Guzmán realizzano dei blocchi stradali sulla strada Ocosingo-Palenque, all’altezza dell’incrocio per Agua Azul, per accusare l’organizzazione di bloccare la strada, ed inotre questi lacchè del malgoverno abbattono gli alberi e sappiamo che vogliono costruire accuse di reati ambientali per arrestare le autorità autonome della nostra organizzazione.

Ci dissociamo da queste azioni organizzate ed appoggiate dal malgoverno insieme al commissario ejidale, che cercano solo il modo di aggirare la legge per metterci in prigione e depredare il territorio per progetti transnazionali a beneficio solo di quelli che stanno sopra. Con la nostra organizzazione dopo lo sgombero violento del 9 gennaio 2015 abbiamo fondato la sede regionale San Sebastián per continuare a prenderci cura delle terre e chiedere il ritiro del malgoverno, e qui continueremo a stare perché siamo i popoli originari di queste terre e non permetteremo che il malgoverno venga a comandare il popolo.

Ricordiamo oggi con degna rabbia il primo anniversario del nostro compagno caduto Juan Carlos Gómez Silvano coordinatore dell’organizzazione nella comunità Virgen de Dolores ed il prossimo mese il secondo anniversario del nostro compagno caduto Juan Vázquez Guzmán segretario generale dell’organizzazione, a San Sebastián Bachajón la lotta continua in loro memoria.

Vogliamo il ritiro della forza pubblica dalle nostre terre minacciate dal febbraio 2011 e della commissione nazionale per le aree naturali protette.

Vogliamo la liberazione dei nostri prigionieri politici Juan Antonio Gómez Silvano, Mario Aguilar Silvano e Roberto Gómez Hernández e dei compagni ingiustamente detenuti Santiago Moreno Perez, Emilio Jimenez Gomez ed Esteban Gomez Jimenez.

Dalla zona nord dello stato del Chiapas, le donne e gli uomini di San Sebastián Bachajón mandano saluti combattenti

Mai più un Messico senza di noi.

¡Tierra y libertad! ¡Zapata Vive!
¡Hasta la victoria siempre!
Presos políticos ¡Libertad!
¡Juan Vázquez Guzmán Vive, la Lucha de Bachajón sigue!
¡Juan Carlos Gómez Silvano Vive, la Lucha de Bachajón sigue!
¡No al despojo de los territorios indígenas!
¡Presentación inmediata de los compañeros desaparecidos de Ayotzinapa!
¡JUSTICIA PARA AYOTZINAPA, ACTEAL, ABC, ATENCO!

Testo originale

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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manta-entradaEJIDO SAN SEBASTIAN BACHAJON ADERENTE A LA SESTA DICHIARAZIONE DELLA SELVA LACANDONA. CHIAPAS. MESSICO. 21 DICEMBRE 2014

Alle Giunte di Buon Governo

All’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale

Al Congresso Nazionale Indigeno

Al Festival Mondiale delle Resistenze

AI compagn@ aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona

Ai mezzi di comunicazione di massa ed alternativi

Alla Rete contro la Repressione e per la Solidarietà

Al Movimento di Justicia por el Barrio di New York

Ai difensori dei diritti umani nazionali ed internazionali

Al popolo del Messico e del mondo

Compagni e compagne, il nostro popolo lotta contro la depredazione e la repressione del malgoverno che ad ogni costo vuole strapparci il nostro territorio, le nostre risorse naturali e la dignità di popolo, ma in tutto questo tempo il nostro popolo si è organizzato per difendersi e far sì che la lotta sia più grande e così il malgoverno non riesce a distruggere questa lotta ed è per questo che ci attacca ed ha assassinato Juan Vázquez Guzmán il 24 aprile 2013, ed al compa Juan Carlos Gómez Silvano il 21 marzo 2014, ci sono anche tre compagni carcerati a Yajalón, Chiapas, Juan Antonio Gómez Silvano, Mario Aguilar Silvano e Roberto Gómez Hernández , che sono stati torturati dalla Polizia Municipale di Chilón e dal Pubblico Ministero Indigeno di Ocosingo, Rodolfo Gómez Gutiérrez, che ha puntato la pistola alla testa del compagno Mario Aguilar Silvano oltre ad un sacchetto di plastica.

Per tutte queste ingiustizie del malgoverno che vuole vederci morti o in prigione, vivere nella miseria e nell’emarginazione perché ci sottrae la nostra terra per darla alle grandi imprese ed ai politici corrotti affinché si arricchiscano, mentre le nostre comunità muoiono di fame, senza ospedali né scuole. Vengono qua solo in campagna elettorale a lasciare le loro briciole per ingannare la gente ed approfittare dei loro bisogni. Respingiamo questa mala politica che sfrutta il popolo, per questo oggi, noi come organizzazione, con le nostre comunità, in assemblea abbiamo deciso di recuperare le terre che ci erano state sottratte dal malgoverno il 2 febbraio 2011, con la complicità del commissario ejidale di allora di San Sebastián Bachajón, Francisco Guzmán Jiménez, alias el goyito ed ora del suo fedele discepolo Alejandro Moreno Gomez ed l suo consigliere Samuel Díaz, che sono al serizio del malgoverno e non del popolo.

Riteniamo responsabili i tre livelli del malgoverno rappresentati dai leader paramilitari Enrique Peña Nieto, Manuel Velasco Coello e Leonardo Guirao Aguilar, di ogni aggressione contro i nostri compagni e compagne che proteggeranno le terre recuperate e che legalmente e legittimamente appartengono al popolo tzeltal di San Sebastián Bachajón e non al malgoverno, che diffidiamo dall’avvicinarsi con i suoi poliziotti o paramilitari.

Chiediamo la liberazione dei nostri prigionieri a Yajalón JUAN ANTONIO GOMEZ SILVANO, MARIO AGUILAR SILVANO e ROBERTO GOMEZ HERNANDEZ; di SANTIAGO MORENO PEREZ, EMILIO JIMENEZ GOMEZ detenuti a Playas de Catazajá; di ESTEBAN GOMEZ JIMENEZ detenuto a El Amate.

Chiediamo a tutti i compagni e compagne, organizzazioni, popoli e comunità del Messico e del mondo di vigilare e di dare la loro solidarietà alla nostra lotta perché insieme possiamo vincere i soprusi e la repressione del malgoverno.

Esprimiamo il nostro totale rifiuto dei megaprogetti di sfruttamento contro i popoli del Chiapas e di tutto il paese, per questo manifestiamo tutta la nostra solidarietà ai compagni e compagne dell’ejido Tila, Los Llanos, Candelaria, San Francisco Xochicuautla, la Tribù Yaqui, compagni e compagne di Puebla, Morelos, Tlaxcala, Oaxaca ed a tutti i popoli che combattono contro la prigione, la morte e la repressione del malgoverno e diciamo loro che continuino a lottare perché non sono soli.

Dalla zona nord dello stato del Chiapas, le donne e gli uomini di San Sebastián Bachajón mandano combattivi saluti.

Nunca más un México sin nosotros.

Atentamente

¡Tierra y libertad! ¡Zapata Vive!

¡Hasta la victoria siempre!

Presos políticos ¡Libertad!

¡Juan Vázquez Guzmán Vive, la Lucha de Bachajón sigue!

¡Juan Carlos Gómez Silvano Vive, la Lucha de Bachajón sigue!

¡No al despojo de los territorios indígenas!

¡Presentación inmediata de los compañeros desaparecidos de Ayotzinapa!

¡JUSTICIA PARA AYOTZINAPA, ACTEAL, ABC, ATENCO!

Testo originale

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

 

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La Jornada – Lunedì 1° luglio 2013

Settimana mondiale in memoria dello zapatista assassinato a Bachajón

Hermann Bellinghausen. Inviato. San Cristóbal de las Casas, Chis. 30 giugno. In solidarietà con la lotta degli ejidatarios di San Sebastián Bachajón, comincia oggi, e fino a martedì prossimo, una settimana mondiale in memoria del rappresentante indigeno Juan Vázquez Guzmán, assassinato in aprile, e perché la lotta di Bachajón prosegue.

Nella capitale della Nuova Zelanda, il Wellington Zapatista Group ha realizzato una veglia con candele e fiori di fronte alla missione diplomatica del Messico e consegnato all’ambasciatrice Rosaura Leonora Rueda Gutiérrez una petizione al governo di Enrique Peña Nieto: affinché gli assassini di Guzmán compaiano davanti alla giustizia e si ponga fine agli abusi flagranti dei diritti delle comunità tzeltal di San Sebastián Bachajón, aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona.

Collettivi di Parigi e Tolosa, Francia, hanno annunciato il loro sostegno alla lotta dell’ejido contro il progetto turistico di Agua Azul sul loro territorio e l’esproprio delle loro proprietà. Denunciano la violenza dispiegata dai gruppi paramilitari collusi con le autorità.

Rispetto a Juan, riconoscono che ha dedicato la vita alla difesa del suo territorio e che il suo è chiaramente un omicidio politico sotto il comando del malgoverno. Sostengono che il crimine non fermerà la resistenza e la determinazione di fronte all’attacco del governo, burattino delle multinazionali.

Venerdì, gli indigeni aderenti alla Sesta hanno ringraziato in particolare il Movimento del Barrio di New York, promotore di questa settimana di protesta. Simultaneamente si sono svolti eventi di solidarietà in Colombia, Inghilterra (Dorset e Londra), Germania (Berlino) e Stati Uniti, e in diverse parti del Messico (Puebla, Veracruz, Michoacán e Distrito Federal).

Gli attivisti neozelandesi nella loro lettera dicono al governo messicano: “Abbiamo seguito con preoccupazione le risposte dei governi federale, statale e municipale (di Chilón) alla resistenza civile degli ejidatario di San Sebastián in difesa delle proprie terre.

Dal 2007 subiscono violenze e repressione da parte del Partito Rivoluzionario Istituzionale e organizzazioni paramilitari. La loro resistenza all’esproprio di terre tradizionalmente tzeltal per progetti transnazionali, in particolare nel sito delle cascate di Agua Azul, li ha collocati sulla linea di fuoco di chi vuole le loro terre con fini di lucro.

I tentativi combinati di dissolvere la comunità e la sua resistenza sono iniziati nel 2009, con la detenzione di otto ejidatarios e l’aggressione contro il loro avvocato in un posto di blocco paramilitare. Due anni più tardi, 117 ejidatarios sono stati catturati dalla polizia per un tentativo di sgombero del botteghino di ingresso alle cascate di Agua Azul, e una decina di loro sono rimasti in carcere senza alcun fondamento”.

La lettera continua: Repressione e violenza sono state accompagnate da abusi legali e giudiziali, condanne della Corte, negazione dei diritti ed arresti e sgomberi per tutto il 2011, favorendo la presa di controllo delle terre, di proprietà collettiva, da parte delle autorità.

I continui assalti all’autonomia di Bachajón sono culminati la notte del 24 aprile 2013 con l’omicidio di Vázquez Guzmán sulla porta di casa. Il segretario generale dei tre centri abitati dell’ejido è stato crivellato con sei colpi d’arma da fuoco, e nessuno è stato accusato.

I solidali neozelandesi chiedono la tutela delle terre di proprietà collettiva degli indigeni, così come l’indagine esaustiva sulla morte di Vázquez Guzmán e la liberazione di Antonio Estrada Estrada, in carcere a Playas de Catazajá, e Miguel Demeza Jiménez, recluso a El Amate, anch’essi aderenti alla Sesta dell’ejido. http://www.jornada.unam.mx/2013/07/01/politica/019n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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