Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for settembre 2011

La Jornada – Venerdì 30 settembre 2011

Si consolida l’assedio paramilitare della comunità di San Patricio

Hermann Bellinghausen

La giunta di buon governo (JBG) Nueva semilla que va a producir, del caracol zapatista Que habla para todos, di Roberto Barrios, ieri ha allertato su nuove “minacce di morte, massacri, furti, danni, saccheggi ed abusi” contro le basi di appoggio dell’EZLN della comunità chiapaneca di San Patricio, municipio autonomo ribelle La Dignidad, da parte del gruppo armato che tiene sotto assedio il villaggio.

Le continue aggressioni sono “guidate dai malgoverni ed eseguite dai loro paramilitari di Paz y Justicia e Uciaf”. Questi gruppi erano attivi nella zona nord tra il 1995 e il 1997, rendendosi “colpevoli di molte morti e sgomberi delle comunità” nella regione chol e nella selva nord.

I filogovernativi, che hanno fatto irruzione lo scorso 10 settembre, continuano a seminare danni ai beni delle famiglie zapatiste. “Il giorno 15 hanno distrutto le recinzioni” dove si allevano gli animali in forma collettiva, mettendo così in pericolo il bestiame. Gli invasori, racconta la JBG, costruiscono case ed occupano gli spazi “con l’intenzione di cacciare i nostri compagni”. Queste persone “non hanno alcun rispetto, sono violenti, aggressivi, e fanno uso di droga; in passato sono stati assassini”, anche se “il malgoverno non ha mai fatto giustizia”.

Il 17 settembre, gli invasori hanno dichiarato che i danni provocati sarebbero stati risarciti dalla presidentessa municipale di Tila, Sandra Luz Cruz Espinosa, “perché è stata lei ad ordinare loro di restare nel podere”. Minacciano di appropriarsi di tutti i beni degli zapatisti e di “uccidere tre dei nostri compagni”. Quel giorno “è passato in sella al suo cavallo José Vera Díaz, della comunità Moyos (Sabanilla), con due armi”, si è unito agli invasori e li ha “diretti”. Il giorno 23 è arrivata un’altra persona armata. “E’ chiaro che si stanno armando e preparando per compiere le loro minacce di morte e massacro”.

La JBG indica i capi degli invasori: Mario Vásquez Cruz, Alfredo Cruz Martínez e Samuel Díaz Díaz. “Reclutano le persone con 500 pesos e con l’inganno dicono loro di aver già ottenuto la terra”.

Inoltre, secondo la JBG, Paz y Justicia sta preparando altri gruppi a Unión Hidalgo (Sabanilla), guidati da Hipólito Ramírez Martínez (Abelino), Rodolfo Guzmán Ramírez e dal militare Germán Gómez Guzmán, “del quale ignoriamo il plotone al quale appartiene”. Assicurano che “per il 7 ottobre massacreranno i compagni”.

Proseguono i furti e l’uccisione degli animali. Il giorno 25 “hanno mietuto 220 piante di mais, che equivalgono a 13 mila 200 chili”. Hanno sottratto yucca, canna, patate dolci, palme commestibili, peperoncini, arance e banani, mentre “proseguono incessanti spari e movimenti notturni in stile militare con armi da fuoco”. La notte del 27, verso le 21, “sono avanzati in colonne a 30 metri da dove si trovano i compagni, e sono rimasti lì fino alle 3 del mattino”.

Di giorno entrano nella comunità “ad esplorare e segnalare le case dei compagni”.

I bambini hanno diarrea, vomito, infezioni, dolori ossei e febbre. E la cosa più preoccupante, “ci sono compagne incinta, vicine al parto”

L’autorità autonoma accusa i “capoccia locali” di essere “gli autori intellettuali di questa manovra governativa”: il sindaco Cruz Espinoza ed il suo direttore delle opere pubbliche Carlos Clever González Cabellos; Genaro Vázquez Pérez, consigliere comunale di Sabanilla, e l’ineffabile Mario Landeros Cárdenas, veterano scissionista e leader fantasma della Xi’nich ufficiale al servizio dei governi. La JBG lo ritrae così: “Bugiardo, baro, venduto, senza scrupoli, è un insolente che usa le persone che si fanno ingannare”.

Di fronte all’invasione armata di San Patricio, i governi federale, statale e municipali “hanno avuto un atteggiamento disumano; invece di risolvere il problema, proteggono e coprono i criminali, negoziando e facendo accordi con loro”. La JBG avverte: “Pensano di demoralizzarci e così farci arrendere. Gli zapatisti non si arrendono. Non negozieremo le terre che abbiamo recuperato con il sangue dei nostri compagni caduti nel 1994. Se servirà altro, siamo pronti a versarlo”. http://www.jornada.unam.mx/2011/09/30/politica/024n1pol

Comunicato della JBG

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

Read Full Post »

La Jornada – Giovedì 29 settembre 2011

Cacicchi invadono e distruggono le scuole bilingui di Chilón, denunciano i maestri

HERMANN BELLINGHAUSEN

Il giorno 24, nella comunità di Guaquitepec, municipio di Chilón, Chiapas, un gruppo di 100 contadini guidati dai cacicchi locali Juan Pérez Gutiérrez; Antonio Mazariegos López, El Azul (su entrambi pendono mandati di cattura), Tomás Gómez Vázquez ed Alejandro López Gómez sono entrati in modo violento ed hanno distrutto le installazioni della secondaria bilingue Emiliano Zapata, così come il liceo interculturale Bartolomé de Las Casas.

Da tre lustri questi istituti forniscono un’istruzione bilingue ed interculturale di qualità. Gli studenti provengono da molte comunità tzeltales di Chilón, Ocosingo, Altamirano e dalla zona chol del nord. Ma, chi distrugge scuole, libri, materiale scolastico?

Le strutture comunitarie saccheggiate fanno parte del progetto Sviluppo comunitario, del Patronato pro Educazione Messicana. Insegnanti e collaboratori di questo progetto denunciano che lo scorso fine settimana si sono verificati scontri nella comunità di Guaquitepec, con un saldo di quattro feriti: “due dei nostri compagni e due dalla loro parte, oltre alla distruzione parziale delle scuole, del laboratorio e quasi dell’intero laboratorio informatico”.

Successivamente, gli aggressori si sono diretti alle case di Antonio Jiménez Álvarez e Juan Pérez Hernández, promotori del progetto educativo dalla sua fondazione: “sono stati tirati fuori a forza, picchiati e tenuti per ore legati nella piazza centrale”. Questo “gruppo di invasori” occupa gli edifici scolastici e da lunedì ha iniziato ad abbattere tutti gli alberi del podere con l’intenzione di radere al suolo completamente le scuole.

Il giorno 24 la tensione era alta ed è culminata negli scontri tra chi difendeva le scuole ed i saccheggiatori. Nel corso della notte sono arrivati circa 50 poliziotti che però non sono intervenuti. Tutti quelli che lavorano al progetto sono minacciati ed alcuni hanno dovuto abbandonare la comunità. Docenti e rappresentanti comunitari hanno poi tenuto una conferenza stampa: “Nonostante gli sforzi delle istanze governative per risolvere in maniera legale il conflitto, ci preoccupa che il ritardo nell’esecuzione dei mandati di cattura già emessi e che il ripristino dell’ordine e della sicurezza nella comunità si traduca in un’escalation di violenza e tensione”. Tutte le scuole della comunità hanno sospeso le lezioni.

Denunciano in particolare l’atteggiamento del delegato di governo, Antonio Moreno López, “attore chiave” nel conflitto, che “ha legami col leader invasore El Azul“, che nel maggio scorso ha sequestrato funzionari pubblici, i quali hanno dovuto sborsare 10 mila pesos per la loro liberazione. In questa occasione, il delegato avrebbe impedito alla polizia di fermare il saccheggio ed arrestare i responsabili.

Bisogna ricordare che il 17 gennaio scorso il gruppo guidato dai cacicchi Mazariegos López, Pérez Gutiérrez, Hernández González e Gómez Vázquez, sui quali oggi pendono mandati di cattura, invase il plesso scolastico della secondaria Emiliano Zapata. Allora “si avviò un processo di negoziazione con l’intermediazione della Segreteria di Governo”. Ciò nonostante, “il gruppo invasore non ha mai ceduto e si è sempre rifiutato di andarsene”. E’ stata quindi sporta denuncia penale per l’abuso ed il giorno 22 i poliziotti giudiziari hanno fermato Hernández González e Gómez Vázquez. “Per rappresaglia, il giorno 23 alle 9:30 gli invasori, guidati da Mazariegos López e Pérez Gutiérrez, hanno sequestrat Marco Antonio López López, poi liberato ad Ocosingo il giorno dopo”.

Michael Chamberlin, a nome dei collaboratori delle scuole attaccate, sottolinea il carattere “simbolico” di una violenza che colpisce decine di comunità e che il delegato Moreno López, quando era sindaco di Chilón, “fomentava il conflitto relativo alla cabina di riscossione a San Sebastián Bachajón” ed è vincolato a gruppi di stampo paramilitare, come Opddic e Chinchulines. http://www.jornada.unam.mx/2011/09/29/politica/018n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

Read Full Post »

OCEZ invade terreno.

DENUNCIA PUBBLICA

Giovedì 22 settembre 2011

Comunità Candelaria el Alto, Municipio de Venustiano Carranza, Chiapas
Aderente all’Altra Campagna

 

Alle Giunte di Buon Governo

Alla sesta Internazionale

Alle/Agli Aderenti all’Altra Campagna Nazionale e Internazionale

Alle Organizzazioni dei Diritti Umani Statali, Nazionali e Internazionali

Ai Mezzi di Comunicazione Indipendenti

Ai Media di Massa

Al Congresso nazionale Indigeno

Al Popolo del Messico e del Mondo

Compagni e compagne, fratelli e sorelle del Messico e del mondo, attraverso questo tramite rendiamo pubblica questa denuncia per i fatti successi ieri 21 settembre 2011.

I fatti:

Il giorno di ieri ci trovavamo nella nostra postazione dove svolgiamo le guardie a causa della situazione che si sta vivendo nella nostra comunità di Candelaria el Alto, per l’occupazione di terre da parte di membri della OCEZ R.C di Nuevo San José la Grandeza, che dal 6 aprile scorso occupano la nostra proprietà El Desengaño. Hanno seminato la nostra terra con mais ed ora fagioli e visto che questi vanno e vengono burlandosi di noi, abbiamo deciso di non farli più passare. Ieri, a tre persone, Bulmaro del la Cruz Méndez, Rey David Solano e Candelario del la Cruz Méndez, è stato impedito di passare. I tre sono tornati nella propria comunità e noi abbiamo continuato le nostre guardie. Qualche ora dopo queste tre persone sono andate ad avvertire altri compagni della OCEZ R.C e sono venute con dieci individui che subito hanno cominciato a provocare e insultare. In quel momento c’era un ragazzino di 14 anni che è fuggito dopo aver ricevuto un pugno in faccia, subito abbiamo scattato delle foto come prova delle ferite al volto. Ci siamo avvicinati a loro a 50 metri di distanza per dire loro che non avevano alcun diritto di stare nelle nostre terre né di aggredirci. Loro si sono avvicinati ed hanno iniziato a tirarci delle pietre; fumavano marijuana e ci hanno aggredito a sassate e noi ci siamo difesi. C’è stato uno scontro tra questi membri della OCEZ R.C e noi che siamo aderenti all’Altra Campagna. La nostra intenzione non era di cercare lo scontro, ma di esigere rispetto.

Durante gli scontri Rubén de la Cruz Méndez, membro della OCEZ R.C ha cercato di colpire un nostro compagno con un coltello ma siamo riusciti a bloccarlo. Dopo lo scontro i membri della OCEZ R.C si sono messi in contatto con le persone che si trovano sulle nostre terre e che appartengono alla colonia San José la Grandeza e che sono della stessa organizzazione. Sono arrivate 60 persone incappucciate e vestite di nero, armate e sparando con armi di grosso calibro. La sparatoria è durata qualche circa due ore e poi se ne sono andati. Inoltre, lo stesso giorno intorno alle 9.30 hanno tagliato l’energia elettrica della comunità cosicché non potessimo comunicare. Da ieri ci minacciano di entrare nelle nostre case ed aggredirci. Sappiamo che queste minacce ed aggressioni hanno lo scopo di farci abbandonare le nostre terre perché se le prendano loro.

Ma questa terra è nostra non intendiamo venderla e tanto meno abbandonarla. Riteniamo urgente dare soluzione al nostro problema e vogliamo essere rispettati perché noi abbiamo avuto sempre buona volontà. Vogliamo ricordare che quando José Manuel Hernández Martinez, alias il “Chema” fu arrestato, il governo ci venne a cercare per farci sporgere denuncia contro la OCEZ R.C per l’esproprio delle nostre terre, ma noi non l’abbiamo fatto perché non pensiamo che metterlo in prigione sia il modo di risolvere il problema, ma che il governo rispetti quanto concordato in occasione della prima invasione di 98 ettari di terra. C’è un verbale di accordo con data 20 luglio 2004 e firmato dalle tre parti, governo, OCEZ R.C e la comunità di Candelaria el Alto. Fino ad oggi il governo non ha mantenuto la sua parola. Nemmeno la OCEZ R.C l’ha mantenuta e dal 2005 tentano di sottrarci un’altra porzione della nostra terra. Il 6 aprile 2011 si sono impossessati di 185 ettari e per farci  pressione non ci lasciarono lavorare la poca terra che ci resta. Vogliamo far notare che nel periodo in cui sono rimasti nella nostra proprietà El Desengaño si sono rubati la maggior parte del filo spinato che divide gli appezzamenti e due cavalli che hanno rubato il 3 gennaio scorso. Il 19 luglio sono tornati a portarsi via altri due cavalli.

Da quando si sono installati nella proprietà hanno bruciato 1 ettaro di canna da zucchero. Hanno ucciso diverse mucche, alcune per mangiarsele ed altre per venderle.

Riteniamo il governo responsabile di quanto sta accadendo perché invece di dare soluzione al problema sta rafforzando la OCEZ R.C gruppo Nuevo San José la Grandeza, Municipio di Venustiano Carranza, e lo riterremo responsabile di qualunque cosa possa succederci. Temiamo per la sicurezza delle nostre famiglie poiché la OCEZ R.C ci minaccia, intimorisce, provoca e circonda le nostre case per aggredirci. Vogliamo dire alla OCEZ R.C che non si può togliere il pane a noi che, come loro, siamo contadini e che si rendano conto del fatto che stanno beneficiando il malgoverno.

Esigiamo che il governo dello stato intervenga il più presto possibile data la situazione di pericolo che le nostre famiglie stanno vivendo.

Distintamente

Comunità organizzata Candelaria el Alto, aderente all’Altra Campagna.

LA TIERRA NON SI VENDE SI LAVORA E SI DIFENDE!

VIVA L’ALTRA CAMPAGNA!

Este es un espacio abierto para pueblos y organizaciones
que buscan compartir su palabra. La postura difundida,
no necesariamente constituye la valoración de este Centro.
El espacio de denuncia pública es de todas y todos.

 

Visita nuestro Blog: http://www.chiapasdenuncia.blogspot.com/

 —————————-

Área de Sistematización e Incidencia / Denuncia Pública
Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de Las Casas A.C.
Calle Brasil #14, Barrio Mexicanos,
San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, México
Código Postal: 29240
Tel +52 (967) 6787395, 6787396, 6783548
Fax +52 (967) 6783551
denunciapublica@frayba.org.mx
http://www.frayba.org.mx
Facebook: Chiapas Denuncia Pública

Read Full Post »

La Jornada – Venerdì 23 settembre 2011

L’organizzazione Las Abejas si dissocia dalla causa intentata negli Stati Uniti contro Zedillo

ELIO HENRÍQUEZ

San Cristóbal de Las Casas, Chis., 22 settembre. L’organizzazione della società civile Las Abejas ha reso noto che la causa intentata negli Stati Uniti contro l’ex presidente Ernesto Zedillo per il massacro di 45 indigeni di Acteal non è partita da questa organizzazione, “l’unica rappresentante dei sopravvissuti”, il cui obiettivo non è ottenere soldi, ma che si faccia giustizia e si ponga fine all’impunità” per l’omicidio dei suoi membri.

In un comunicato divulgato durante la messa con la quale ieri nella comunità sono stati i 9 uomini, 21 donne e 15 bambini tzotzil uccisi il 22 dicembre 1997, Las Abejas sostengono che la denuncia contiene “forti elementi per supporre che la memoria dei martiri di Acteal venga strumentalizzata a fini politico-elettorali ed economici, estranei alla nostra organizzazione”.

Questo non significa, aggiunge, che l’ex mandatario non abbia responsabilità. “Vogliamo che si giudichi Zedillo ed i suoi complici, ma non taceremo di fronte all’usurpazione della nostra memoria da parte di politici ed opportunisti, né permetteremo che una verità parziale sia usata per oscurare la verità completa”.

Ribadisce che la causa intentata negli Stati Uniti dall’ufficio legale Rafferty Kobert Tenenholtz Bounds & Hess contro Zedillo, che era presidente quando avvenne il massacro, non corrisponde al modo di agire dei sopravvissuti e di Las Abejas.

Questo “non è un’organizzazione dei diritti umani, ma un ufficio abituato a difendere banchieri e grandi corporazioni – come si può vedere nella sua pagina Internet -; è evidente che né Las Abejas né nessun indigeno tzotzil ha denaro sufficiente per pagare le enormi parcelle di questi avvocati”.

Afferma che “se il governo di Felipe Calderón pensa di poter utilizzare il caso Acteal contro il PRI per assicurare la vittoria del proprio partito nel 2012, è un suo problema”, ma “quello che sta ottenendo è la dimostrazione al mondo di quello che abbiamo sempre detto: gli autori intellettuali del massacro di Acteal erano nei posti più alti del potere, e neanche il PAN è esente da colpe.

“L’unico rappresentante legale autorizzato dai sopravvissuti del massacro di Acteal è il Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de Las Casas AC”, tramite il quale “abbiamo portato il caso davanti alle istanze legali competenti nel nostro paese e, quando queste non hanno adempiuto all’obbligo di applicare la giustizia, siamo ricorsi alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani”.

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

Read Full Post »

La Jornada – Giovedì 22 settembre 2011

Denunciata l’invasione di terre recuperate dagli zapatisti a Nuevo Purísima. Si sostiene che i soldi provenienti dall’ONU attraverso il PNUD siano utilizzati per armare i paramilitari

Hermann Bellinghausen. San Cristóbal de Las Casas, Chis., 21 settembre. Dal caracol zapatista Resistencia hacia un nuevo amanecer, a La Garrucha, la giunta di buon governo (JBG) El camino del futuro ha accusato i governi federale, del Chiapas ed i municipi ufficiali di “organizzare i paramilitari”. E sostiene che: “E’ evidente che il denaro fornito dall’ONU tramite il PNUD è per armare i paramilitari contro le nostre basi di appoggio e distruggere l’autonomia”.

Questo, mentre denunciano provocazioni ed esproprio di terre recuperate del villaggio Nuevo Purísima (municipio autonomo Francisco Gómez) da parte di persone provenienti dai quartieri Puerto Arturo e San José las Flores della città di Ocosingo, che dicono di non appartenere a nessuna organizzazione, sebbene ricevano evidente appoggio dal municipio panista.

La JBG sostiene che “Felipe Calderón Hinojosa e Juan Sabines Guerrero sono i principali dirigenti dei paramilitari”. E chiede: “Dove sta la pace di cui tanto parlano? E’ questa è la pace, mandare gente armata a cacciarci dalle nostre terre? Questo è lo sviluppo che danno le Nazioni Unite?”.

I governanti non “fanno niente perché sono loro stessi gli organizzatori, quelli che agiscono col denaro delle imposte del popolo del Messico e quello dell’ONU, impiegano i soldi per distruggere la pace degna che vogliamo noi zapatisti”. La JBG avverte: “Non vogliamo morire, ma i malgoverni ci obbligano a morire, perché ci difenderemo, che sia chiaro”.

Ed aggiunge: “Sappiamo molto bene quali sono i loro piani, i loro inganni, le fregature, organizzano la gente per provocarci, redigono documenti false relativi alle terre recuperate, cioè provocano conflitti per impedire la nostra autonomia”.

I “manipolatori” che favoriscono le provocazioni “sono i presidenti municipali che pagano i dirigenti”, che, secondo la JBG, “sono gli stessi che falsificano i documenti delle terre recuperate”.

Lo scorso 18 settembre, un gruppo di 45 persone, che dicono essere “indipendenti”, sono andati nel villaggio Nuevo Purísima a “prendere possesso”  di un terreno recuperato di 178 ettari dove lavorano le basi di appoggio zapatiste. “Queste persone sono organizzate dal malgoverno e sono venute a provocare le basi di appoggio dell’EZLN. Figurarsi che sono arrivate su due camion della presidenza municipale di Ocosingo, presieduta da Arturo Zúñiga Urbina”.

Interpellata sull’organizzazione, la signora Angélica Matilde, di Ocosingo, che guida il gruppo, “ha risposto in maniera molto minacciosa dicendo che loro non hanno organizzazione e che sono disposti a tutto perché hanno i documenti; tutti sono armati di machete”.

Il giorno 19, verso le ore 8, un altro gruppo di 100 persone delle fattorie Las Conchitas e dell’ejido P’ojcol (municipio di Chilón), “che sono paramilitari”, segnala la JBG, “sono venuti a “prendere possesso” di un terreno recuperato dove lavorano e vivono i nostri compagni basi di appoggio del villaggio Nuevo Paraíso, che appartiene al municipio autonomo Francisco Villa”. Armi in pugno, queste persone “hanno cominciato a misurare i confini del terreno recuperato”.

La JBG assicura che difenderà “tutte le terre recuperate dall’EZLN costi quel che costi, ed il malgoverno sa bene che le terre recuperate sono state già indennizzate dal 1994, e non permetteremo più che ci vengano a strappare le nostre terre né che continuino ad abusare e perseguitare i nostri compagni”.

Comunicato della JBG

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

Read Full Post »

La Jornada – Mercoledì 21 settembre 2011

Artisti, intellettuali e ONG chiedono il ritiro dei mandati di captura e condannano le minacce contro il Centro Digna Ochoa ed il consiglio autonomo

Hermann Bellinghausen. Inviato. San Cristóbal de las Casas, Chis. 20 settembre. Quaranta artisti e intellettuali ed oltre un centinaio di organizzazioni di 16 nazioni si sono pronunciati a sostegno dei membri del Centro dei Diritti Umani Digna Ochoa ed il Consiglio Autonomo Regionale della Zona Costa del Chiapas sollecitando il governo dello stato e la Procura Generale di Giustizia dello stato a desistere dai mandati di cattura contro i suoi membri.

Il documento, sottoscritto, tra gli altri, da Eduardo Galeano, Manu Chao, José Emilio Pacheco, il vescovo Raúl Vera, Paco Ignacio Taibo II, Alfredo López Austin, Raúl Zibechi e Marcos Roitman, riconosce “nella mobilitazione sociale, rappresentata nel Consiglio Autonomo Regionale della Zona Costa del Chiapas, una delle molteplici e legittime lotte popolari messicane in difesa dei diritti umani, civili, sociali e politici”.

Il consiglio autonomo ed i suoi membri “rappresentano l’autorganizzazione contro le alte tariffe dell’energia elettrica e per la costruzione dell’autonomia dei popoli e comunità”. Riconosce, a sua volta, il lavoro di denuncia e difesa del Centro dei Diritti Umani Digna Ochoa della città di Tonalá.

“È preoccupante la politica di criminalizzazione, persecuzione e vessazione contro membri del consiglio e del centro Digna Ochoa. Su molti di loro pendono mandati di cattura della giurisdizione federale e statale, accusati di reati che non hanno commesso, per cui le procure Generale della Repubblica (PGR) e di Giustizia dello stato hanno eseguite molte indagini preliminari per falsi reati”.

Le persone sotto accusa sono: Nataniel Hernández Núñez, direttore del centro Digna Ochoa, insieme a Roberto Antonio Cruz, Azariel Orozco Cruz, Orlando Gutiérrez Simón, Arturo Villagrán Sánchez, Octavio Vázquez Solís, Bersaín Hernández Zavala e Guadalupe Núñez Salazar. Nel caso degli ultimi due, veterani fondatori del Fronte Civico Tonalteco, non si conosce di che cosa siano accusati.

Queste accuse “sono utilizzate in Chiapas ed in tutto il paese come meccanismo di controllo dei movimenti sociali e criminalizzazione degli attivisti sociali e dei difensori dei diritti umani”. Per tutto questo, i firmatari invitano il governo del Chiapas e la PGR “a retrocedere dalle azioni giudiziarie e garantire le libertà civili e politiche”.

Ritengono responsabile lo Stato messicano della vita, la libertà e l’integrità dei membri del centro Digna Ochoa e dei membri del consiglio costiero. Condannano “gli atti repressivi” del governo del Chiapas contro tutti loro.

Altri firmatari sono: Rogelio Naranjo, Daniel Giménez Cacho, Julieta Egurrola, Ana Esther Ceceña, Bruno Bichir, Magdalena Gómez, Enrique González Rojo, Gilberto López y Rivas, Gloria Muñoz Ramírez, Fermín Muguruza, Guillermo Almeyra, Leticia Huijara, John Holloway, Elvira Concheiro, Claudio Albertani, Massimo Modonesi, Carlos Fazio, Raquel Gutiérrez Aguilar, Francisco López Bárcenas, Gustavo Esteva e Hernán Ouviña. Ed i musicisti Amparo Sánchez (Amparanoia), Rubén Albarrán (Café Tacuba), Roco Pachukote (Maldita Vecindad), Panteón Rococó e Los de Abajo.

In Chiapas, oltre a diverse organizzazioni civili, appoggiano questo appello le comunità di Oxchuc, Mitzitón, Zinacantán, San Sebastián Bachajón, Santa Anita, Molino Utrilla e Molino de los Arcos, così come decine di organizzazioni e collettivi di tutto il paese ed altre ancora da Argentina, Germania, Austria, Brasil, Spagna, Stati Uniti, Francia, Grecia, Guatemala, Italia, Nuova Zelanda, Porto Rico, Regno Unito e Uruguay. http://www.jornada.unam.mx/2011/09/21/politica/020n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

Read Full Post »

La Jornada – Martedì 20 settembre 2011

Zedillo, denunciato negli Stati Uniti per il massacro di Acteal

Alfredo Méndez

Sopravvissuti e familiari delle vittime del massacro di Acteal hanno presentato in forma anonima, lo scorso 16 settembre, un’insolita denuncia penale ad una corte federale degli Stati Uniti contro l’ex presidente Ernesto Zedillo che accusano di reati di lesa umanità.

I querelanti accusano il politico priista di essere l’autore intellettuale di una “guerra di bassa intensità” in Chiapas, sfociata nel massacro di 45 persone, tra uomini, donne e bambini indigeni, il 22 dicembre 1997, nella comunità di Acteal.

La denuncia è stata istruita dopo diversi mesi dall’ufficio legale Rafferty Kobert Tenenholtz Bounds & Hess, con sede a Miami, specializzato in diritto internazionale; i  querelanti si sono basati su diverse leggi statutarie degli Stati Uniti che permettono agli stranieri, che siano stati vittime di atti di tortura e crimini di guerra in altri paesi, di denunciare i loro carnefici presso i tribunali statunitensi.

Tra le prove presentate dai querelanti, spicca un Rapporto della Segreteria della Difesa Nazionale che fa riferimento ad un piano dell’Esercito in Chiapas, realizzato nel 1994, il cui obiettivo era creare bande paramilitari, sgomberare la popolazione e distruggere le basi di appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.

La denuncia è stata presentata alla corte federale del Connecticut, distretto dove Zedillo ha il suo domicilio. http://www.jornada.unam.mx/2011/09/20/politica/012n3pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

Read Full Post »

Older Posts »