Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for maggio 2011

La Jornada – Domenica 29 maggio 2011

CDHFBC: Il governo non rispetta i diritti che ratifica a livello mondiale

Hermann Bellinghausen

“Il governo messicano non rispetta, protegge né garantisce i diritti umani che ratifica di fronte alla comunità internazionale, cosa che dimostra l’inefficienza del sistema della giustizia e la mancanza di volontà di ritrovare le vittime di questi crimini di lesa umanità”, ha dichiarato in Chiapas il Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de las Casas (CDHFBC).

Nel contesto della Settimana Internazionale del Detenuto Desaparecido, aggiunge: “Lo abbiamo constatato nei casi di sparizione forzata di persone che questo centro ha documentato”, e si unisce alla richiesta di ripresentare in vita le persone scomparse nel mondo, in America Latina, in Messico, ed in particolare in Chiapas, “dove, durante il conflitto armato interno ancora non risolto, attraverso una guerra di bassa intensità, lo Stato messicano è responsabile di gravi violazioni ai diritti umani”.

Il CDHFBC spiega che in Chiapas, “nel periodo più intenso del conflitto armato interno, la sparizione forzata di persone era una pratica comune”. Tra il 1995 e il 2001, durante il periodo presidenziale di Ernesto Zedillo, il centro documentò, solo nella zona nord dello stato, la sparizione forzata di 32 uomini e 5 donne per azioni del gruppo paramilitare Desarollo, Paz y Justicia, o Paz y Justicia, sparizioni che “rispondevano ad un piano di contrainsurgencia vigente dal 1994, con la finalità di annientare le basi di appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale ed i suoi simpatizzanti”. Allora, Paz y Justicia aggrediva la popolazione civile nei municipi di Tila, Tumbalá, Sabanilla, Yajalón e Salto de Agua. Il gruppo si distingueva per la violenza attraverso imboscate, sgomberi, sparizioni, omicidi, violenze sessuali e torture”. L’organizzazione registra anche una trentina di indigeni zapatisti desaparecidos nel gennaio del 1994 durante i combattimenti contro l’Esercito federale.

Ma la situazione è andata avanti: “Con una politica contrainsurgente simile, il 13 novembre del 2006, a Viejo Velasco, Ocosingo, la comunità subì un’imboscata da parte di civili armati dell’Organizzazione Per la Difesa dei Diritti Indigeni e Contadini (OPDDIC), accompagnati da 300 elementi di Pubblica Sicurezza”. L’attacco provocò l’uccisione di quattro persone e la sparizione di Mariano Pérez Guzmán, Miguel Moreno Montejo, Pedro Núñez Pérez e Antonio Peñate López.

La pratica della sparizione forzata, come stabilisce lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, “costituisce un crimine di lesa umanità, dato che implica una violazione multipla e continuata dei diritti umani essenziali”.

L’organizzazione civile rileva che lo Stato messicano figura tra i principali promotori della Convenzione Interamericana sulla Sparizione Forzata delle Persone, lo Statuto di Roma e la Convenzione Internazionale per la Protezione di Tutte le Persone contro le Sparizioni Forzate. “Il paradosso è che ha introdotto riserve molto chiare per quanto riguarda la giurisdizione militare”, cosa che permette “violazioni dei diritti umani perpetrate da personale militare”.

Inoltre, è stata cancellata la procura speciale per i crimini del passato e si è omesso di eseguire “investigazioni adeguate per la sparizione di Edmundo Reyes Amaya e Gabriel Alberto Cruz Sánchez, membri dell’Esercito Popolare Rivoluzionario”, mentre tiene nell’impunità le sparizioni di emigranti che attraversano il territorio messicano”.

Rispetto alla convenzione internazionale per la protezione contro le sparizioni, il governo messicano si è riservato il non riconoscimento della competenza del Comitato Contro la Sparizione Forzata che esamina i casi presentati dalle vittime, i loro familiari o rappresentanti. “Decisione incompatibile con la natura stessa del trattato” che conferma, secondo il CDHFBC, “la mancanza di volontà politica di intraprendere azioni reali per abbattere e sradicare questa pratica”. http://www.jornada.unam.mx/2011/05/29/politica/003n2pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

Read Full Post »

Governo messicano responsabile della sparizione forzata di persone

Centro dei Diritti Umani
Fray Bartolomé de Las Casas, AC

San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, Messico
27 di maggio 2011

Comunicato

Nella cornice della Settimana Internazionale del Detenuto Scomparso, questo centro dei Diritti Umani si unisce alla richiesta di rivedere vive le persone forzatamente scomparse nel mondo, nel continente latinoamericano, in Messico e in Chiapas durante il conflitto armato interno ancora non risolto dove, attraverso una guerra di bassa intensità, lo Stato messicano risulta responsabile di gravi violazioni dei diritti umani.

La pratica della sparizione forzata di persone, come stabilisce lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, costituisce un Crimine di Lesa Umanità [1], dato che implica una violazione molteplice e continuata dei diritti umani essenziali quali sono il diritto alla vita, alla libertà personale, all’integrità personale, alla sicurezza personale, ad avere personalità giuridica, protezione e garanzie giudiziarie.

In Chiapas, durante il periodo più acuto del conflitto armato interno, la sparizione forzata di persone era una pratica comune e, nel periodo che va dal 1995 al 2001, questo Centro dei Diritti Umani ha documentato nella zona Nord dello stato, la sparizione forzata di 32 uomini e cinque donne a causa dell’attività del gruppo paramilitare “Desarrollo Paz y Justicia” (Paz y Justicia), le cui azioni rispondevano ad un piano di controinsorgenza vigente dal 1994, con l’obbiettivo di eliminare le Basi d’Appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale e i suoi simpatizzanti.

In una politica controinsorgente, simile a quella descritta sopra, il 13 di novembre 2006, a Viejo Velasco, nel municipio di Ocosingo, Chiapas, la comunità subì un’imboscata da parte di civili armati identificati come Organizzazione Per la Difesa dei Diritti Indigeni e Contadini (OPDDIC) scortati da 300 elementi della sicurezza pubblica, con il risultato di quattro persone assassinate e la sparizione forzata di Mariano Pérez Guzmán, Miguel Moreno Montejo, Pedro Núñez Pérez y Antonio Peñate López, anche conosciuto come Juan Peñate Montejo.

In questo scenario, è opportuno evidenziare che in ambito internazionale lo Stato messicano figura come uno dei principali promotori della Convenzione Interamericana sulla sparizione forzata di persone, dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, della Convenzione Internazionale per la protezione di tutte le persone contro la sparizione forzata, tra i tanti strumenti internazionali in materia. Il paradosso è che ha fatto eccezioni molto evidenti per quanto concerne la giustizia militare, così che attraverso di esse continua a permettere violazioni dei diritti umani perpetrati da effettivi militari, oltre ad aver chiuso la procura speciale che investigava i crimini del passato e non aver effettuato le ricerche adeguate sulla sparizione forzata di Edmundo Reyes Amaya y Gabriel Alberto Cruz Sánchez, membri dell’Esercito Popolare Rivoluzionario, così come continua a mantenere impunite le sparizioni forzate delle persone migranti che attraversano il territorio messicano.

Rispetto alla Convenzione Internazionale per la protezione di tutte le persone contro le sparizioni forzate, il governo messicano ha stabilito il non riconoscimento della competenza del Comitato contro La Sparizione Forzata, istituito per ricevere ed esaminare le comunicazioni presentate dalle vittime, dai loro famigliari o rappresentanti. Questa decisione è incompatibile con la natura stessa del trattato e lascia nuovamente vedere la mancanza di volontà politica di intraprendere azioni reali al fine di abbattere e sradicare la suddetta pratica.

Quello che abbiamo verificato attraverso i casi di sparizione forzata di persone documentati da questo Centro dei Diritti Umani, è che il governo messicano non rispetta, né protegge, né garantisce in ambito nazionale i diritti umani che ratifica davanti alla comunità internazionale, la qual cosa dimostra l’inefficacia del sistema giudiziario e la mancanza di volontà di trovare le vittime di questi fatti criminali di lesa umanità

Di fronte alla situazione sopra descritta chiediamo di rivedere vivi:

Amado Gómez Torres, desaparecido forzadamente el 7 de mayo de 1996, en Unión Juárez, Sabanilla.

Antonio González Méndez, desaparecido forzadamente el 19 de enero de 1999, en El Calvario, Sabanilla.

Basilio Gutiérrez López, desaparecido forzadamente el 6 de junio de 2001, en Misopá Chinal, Tila.

Braulio López Pérez, desaparecido forzadamente el 14 de julio de 1995, Tila.

Cándido Vázquez Sánchez, desaparecido forzadamente el 30 de septiembre de 1994 en El Crucero, Tila.

Carmelino Pérez Jiménez o Carmelo Pérez López, desaparecido forzadamente el 5 de junio de 1996 en Los Moyos Sabanilla.

Carmelino Vázquez Sánchez, desaparecido forzadamente entre el 12 y 17 de junio de 1996 en Patastal, Tila.

Cruzindo Álvarez Jiménez, desaparecido forzadamente el 19 de junio de 1996 en Jesús Carranza, Sabanilla.

Domingo Jiménez Sánchez, desaparecido forzadamente el 2 o 3 de septiembre de 1996 en Rancho Santa Rosa, ejido Huanal, Tila.

Domingo Ortiz Gutiérrez, desaparecido forzadamente el 25 de junio de 1996 en Panchuc Corozil, Tila.

Domingo Pérez Martínez, desaparecido forzadamente en junio o julio de 1996, zona Norte.

Emilio Martínez Pérez, desaparecido forzadamente el 10 de septiembre de 1996, en Masojá Grande, Tila.

Encarnación Pérez Pérez, desaparecido forzadamente el 12 de agosto de 1996 en Masojá Chico, Tila.

Fernando López Martínez, desaparecido forzadamente el 19 de junio de 1996 en Jesús Carranza, Sabanilla.

Florencio Gutiérrez Vázquez, desaparecido forzadamente el 3 de junio de 1996 en zona Norte.

Florentino Pérez Sánchez, desaparecido forzadamente el 14 de julio de 1995 en el municipio Tila.

Guadalupe Hernández Jiménez, (indígena Chol) desaparecido forzadamente el 4 de junio de 1996, Los Moyos, Sabanilla.

Guadalupe Sánchez López, desaparecida forzadamente el 25 de junio de 1995 en Pachuc Corozil, Tila.

Gustavo Hernández Parcero, desaparecido forzadamente el 14 de julio de 1995, en El Crucero, Tila.

Hermelinda Pérez Torres, desaparecida forzadamente el 21 de junio de 1996, en Miguel Alemán, Tila.

Juan Ramírez Torres, desaparecido forzadamente el 4 o 5 de junio de 1996, en Miguel Alemán, Tila.

Lorenzo García García, desaparecido forzadamente el 20 de noviembre de 1994, Tzaquil, Tila.

María López Méndez, desaparecida forzadamente el 24 de marzo de 1995, Emiliano Zapata, Tumbalá.

María Rebeca Pérez Pérez, desaparecida forzadamente el 12 de agosto de 1996, Masojá Chico, Tila.

Mateo Arcos Guzmán, desaparecido forzadamente el 1 de agosto de 1997, Aguascalientes, Tila.

Mateo Jiménez López, desaparecido forzadamente el 24 de mayo de 1996, Usipá, Tila.

Mateo Méndez Jiménez, desaparecido forzadamente el 24 de mayo de 1996, Usipá, Tila.

Miguel López López, desaparecido forzadamente el 4 de septiembre de 1996, municipio Tila.

Miguel Parcero Parcero, desaparecido forzadamente el 1 de agosto de 1997, 1 de Enero de 1997.

Minerva Guadalupe Pérez Torres, desaparecida forzadamente el 20 de junio de 1996, Miguel Alemán, Tila.

Oscar Jiménez Jiménez, desaparecido forzadamente el 19 o 20 de junio de 1996 en Pachuc Corozil, Tila.

Pascual Ortiz Sánchez, desaparecido forzadamente el 25 de junio de 1995, Panchuc Corozil, Tila.

Pascual Ramírez Gómez, desaparecido forzadamente el 14 de julio de 1995, municipio Tila.

Pedro Álvaro Arcos, desaparecido forzadamente el 14 de julio de 1995, municipio Tila.

Ramón Ramírez López, desaparecido forzadamente el 14 de julio de 1995, municipio Tila.

Sebastián Vázquez Martínez, desaparecido forzadamente el 14 o 15 de agosto de 1996, municipio Tila.

Gerónimo Gómez López, desaparecido forzadamente el 20 de diciembre de 2000 en Simojovel.

José Hidalgo Pérez, desaparecido forzadamente el 10 de junio de 1999, San Cristóbal de Las Casas.

Antonio Guzmán González, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Prado, Ocosingo.

Fernando Ruiz Guzmán, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Prado, Ocosingo.

Marco Guzmán Pérez, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Prado, Ocosingo.

Doroteo Ruiz Hernández, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Prado, Ocosingo.

Diego Aguilar Hernández, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Prado, Ocosingo.

Eliseo Hernández Cruz, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Prado, Ocosingo.

Eusebio Jiménez González, desaparecido forzadamente en enero de 1994, San Juan, Ocosingo.

Santiago Pérez Méndez, desaparecido forzadamente en enero de 1994, San Juan, Ocosingo.

Marcos Pérez Córdoba, desaparecido forzadamente en enero de 1994, San Juan, Ocosingo.

Juan Mendoza Lorenzo, desaparecido forzadamente en enero de 1994, San Miguel, Ocosingo.

Elíseo Sánchez Pérez, desaparecido forzadamente en enero de 1994, San Miguel, Ocosingo.

Leonardo Méndez Sántiz, desaparecido forzadamente en enero de 1994, La Garrucha, Ocosingo.

Carmelo Méndez Méndez, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Carmen Pataté, Ocosingo.

Javier Hernández López, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Carmen Pataté, Ocosingo.

Enrique González García, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Patiwitz, Ocosingo.

Marcelo Pérez Jiménez, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Patiwitz, Ocosingo.

Manuel Sánchez González, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Patiwitz, Ocosingo.

Nicolás Cortez Hernández, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Patiwitz, Ocosingo.

Vicente López Hernández, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Patiwitz, Ocosingo.

Javier López Hernández, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Nuevo Suchilá, Ocosingo.

Alejandro Sánchez López, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Galeana, Ocosingo.

Enrique Hernández Vázquez, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Martinica, Ocosingo.

Juan N, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Ibarra, Ocosingo.

Floriberto López Pérez, desaparecido forzadamente en enero de 1994, La Sultana, Ocosingo.

Pedro López García, desaparecido forzadamente en enero de 1994, La Sultana, Ocosingo.

Alfredo Sánchez Méndez, desaparecido forzadamente en enero de 1994, La Sultana, Ocosingo.

Santiago Ramírez Hernández, desaparecido forzadamente en enero de 1994, San Juanito, Ocosingo.

Apolinar López López, desaparecido forzadamente en enero de 1994, San Francisco, Ocosingo.

Rogelio García García, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Carmen Chiquito, Ocosingo.

Silverio Gómez Alvarez, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Norte de Chiapas, Ocosingo.

Bartolo Pérez Cortés, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Prado, Ocosingo.

Marcos Gómez Velasco, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Chanal, Ocosingo.

Arturo Aguilar Jiménez, desaparecido forzadamente en enero de 1994, Yaxkul, Ocosingo.

Francisco Gómez Hernández, desaparecido forzadamente en enero de 1994, La Sultana, Ocosingo.

Mariano Pérez Guzmán, Miguel Moreno Montejo, Pedro Núñez Pérez y Antonio Peñate López, también conocido como Juan Peñate Montejo, desaparecidos forzadamente el 13 de noviembre de 2006 en Viejo Velasco, Ocosingo.

Edmundo Reyes Amaya y Gabriel Alberto Cruz Sánchez, desaparecidos forzadamente el 24 de mayo de 2007, Oaxaca de Juárez, Oaxaca.

Le e i migranti spariti forzatamente in territorio messicano.

[1] Convenzione Interamericana sulla sparizione forzata di persone. Disponibile qui: http://www.oas.org/juridico/spanish/Tratados/a-60.html

Convenzione Internazionale per la protezione di tutte le persone contro le sparizioni forzate. Disponibile qui: http://www2.ohchr.org/spanish/law/disappearance-convention.htm

Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale. Disponibile qui: http://www.derechos.net/doc/tpi.html

(traduzione a cura di rebeldefc@autistici.orghttp://www.caferebeldefc.org)

Read Full Post »

La Jornada – Giovedì 26 maggio 2011

Gli zapatisti denunciano un tentativo di esproprio a San Antonio Toniná. La proprietà si trova nelle immediate vicinanze di un sito archeologico

HERMANN BELLINGHAUSEN

La giunta di buon governo zapatista (JBG) El camino del futuro, corrispondente al caracol di La Garrucha, Chiapas, ha allertato su un nuovo tentativo di esproprio nelle vicinanze del sito archeologico di Toniná, contro un proprietario che è base di appoggio dell’EZLN. La proprietà, denominata San Antonio Toniná, appartiene legalmente e legittimamente ad Alfonso Cruz Espinosa, del municipio autonomo Francisco Gómez. Gli zapatisti accusano l’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) ed il governo statale di non rispettare un accordo firmato più di due anni fa.

A febbraio di quest’anno, Cruz Espinosa era stato citato presso il giudice di distretto di Ocosingo. Ora, il magistrato “minaccia di sgomberare il compagno ed agenti di Pubblica Sicurezza si introducono nel campo senza rispetto apponendo i timbri della INAH”. La JBG dichiara che quella terra è “dell’EZLN, non del malgoverno”.

La JBG ricorda che l’11 febbraio 2009, rappresentanti dell’INAH, il governo statale ed autorità municipali firmarono un verbale di consegna-ricevimento di San Antonio Toniná al suo proprietario legittimo, dopo un conflitto scoppiato nell’aprile 2008, quando Cruz Espinosa realizzò un laghetto nella sua proprietà – “affinché i suoi animali potessero bere” – e la INAH cercò di cacciarlo, arrestarlo e fargli pagare una multa per presunti danni sui terreni della zona archeologica. Dopo l’intervento del consiglio municipale autonomo e della JBG, il delegato dell’INAH, la segretaria di Governo del Chiapas, insieme a diversi funzionari, firmarono l’accordo menzionato, col quale il problema era apparentemente risolto.

Ora, vogliono approfittare dei familiari di Cruz Espinosa, i quali, “consigliati dal malgoverno, vogliono appropriarsi delle terre per negoziarle con il malgoverno stesso”, come denuncia la giunta zapatista. Questa dichiara che la proprietà è stata recuperata con il suo intervento, “e alla fine consegnata al compagno, legalmente e di diritto, ed esistono documenti che avallano che la terra gli appartiene”.

La nuova persecuzione contro il proprietario è iniziata a febbraio di quest’anno. A sostegno della sua argomentazione, la denuncia zapatista è accompagnata da una copia dell’accordo firmato. Lì si specifica che anche le terre attigue all’accampamento dell’INAH “sono di proprietà di Alfonso Cruz Espinosa, il quale può disporre di esse senza contravvenire alle norme e regole dell’istituto”, il quale “dovrà rispettare i diritti del proprietario”, facilitare la reinstallazione dell’energia elettrica e la fornitura di acqua nella proprietà.

Le autorità autonome dichiarano: “Noi dell’EZLN ne abbiamo abbastanza delle minacce”. Ed aggiungono: “che sia chiaro al malgoverno di Felipe Calderón che queste terre recuperate sono dell’EZLN e sono per le sue basi di appoggio”. La terra “non si cede, non si compra e non si vende; la difenderemo e non permetteremo che si continuino a vessare le basi di appoggio”.

Ritengono direttamente responsabili i tre livelli del governo di qualunque azione “che attenti all’integrità fisica del compagno e della sua famiglia”. http://www.jornada.unam.mx/2011/05/26/politica/021n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

Read Full Post »

Denuncia della Comunità di Cruztón, Municipio di Venustiano Carranza, Chiapas, Messico.

23 maggio 2011

 Alla Giunta di Buon Governo della Zona Altos, con sede in Oventic, Chiapas.

Alle e agli aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona.

Alla Zezta Internazionale.

Ai Media Alternativi.

Alle Organizzazioni per i Diritti Umani.

Compagne e compagni:

Prima di tutto mandiamo un grande saluto da parte de@ compagn@ aderenti a L’Altra Campagna della nostra comunità. Oggi vogliamo informarvi di quanto sta accadendo.

Il giorno 5 aprile 2011 alle 12:30pm circa, stavamo lavorando nella nostra proprietà, quando sono arrivate quattro persone che hanno detto di chiamarsi Mariano Pérez Pérez, Dionisio Pérez Díaz, Pedro Pablo Pérez Pérez e Domingo López López, i primi tre primi hanno detto di essere di Nuevo Amatenango e l’ultimo del Poblado Nuevo San Juan, entrambi del municipio di Teopisca, e che venivano da parte della Procura Agraria e del dirigente Felipe Gómez Díaz perché qui ci sono alcune terre abbandonate ed che inoltre ce ne sono in abbondanza. Noi abbiamo risposto che si trovavano sulle nostre terre recuperate e che qui non ce ne sono altre, e che da anni sono le nostre terre perché le hanno coltivate i nostri nonni e noi le abbiamo recuperate nel 2007 ed a giugno del 2009 il malgoverno ha risolto questo conflitto lasciando in nostro possesso i 249-39-06.574 ettari patrimonio delle nostre famiglie.

Dal 5 aprile al 16 maggio di quest’anno, girano voci che ci siano persone della comunità che si stiano unendo in gruppo per sottrarci le nostre terre e che in questo gruppo ci siano persone della nostra stessa comunità. Inoltre abbiamo saputo che il signor Valentín Jiménez González, che è stato Presidente del Commissariato Ejidale dell’Ejido San José Cerro Grande I, che con l’inganno invase la nostra proprietà e che più tardi la regolarizzò come un nuovo ejido grazie al programma Procede, e che nel giugno del 2009 ha ricevuto “un aiuto economico con la finalità di saldare la controversia sociale agraria” e questo accordo prevedeva che le terre restassero in legittimo possesso di noi, gli Aderenti all’Altra Campagna, sta organizzando le persone per tornare a sottrarci le nostre terre.

Secondo le voci che circolano, il signor Valentín ha venduto per 60 mila pesos al signor Guadalupe Cruz, i documenti del suo presunto Ejido San José Cerro Grande I, documenti che dal giugno del 2009 sono senza valore perché ha rinunciato ai propri diritti agrari vigenti in relazione ai 249-39-06.574 ettari. per risolvere il problema, nei quali si prevede che le terre restano in nostro legittimo possesso ed inoltre si impegnava a non esercitare al presente o in futuro nessuna azione, nei fatti o per vie legali, per riprendersi le nostre terre. Per questo il signor Valentín vuole ingannare la gente per ricreare il conflitto e riprendersi la “sua parte” se il nuovo gruppo riuscirà a sottrarci le nostre legittime terre. Noi abbiamo sempre denunciato che i presunti ejidatarios dello scomparso Ejido San José Cerro Grande I, creano sempre problemi ed invadono le terre per poi fare affari con la nostra madre terra.

Per questo chiediamo al malgoverno di rispettare le nostre legittime terre che ci spettano di diritto. E che la Procura Agraria smetta di fomentare le persone ad invadere e creare altri problemi. Poiché noi lavoriamo e coltiviamo le nostre legittime terre, in maniera limpida, per il sostentamento dei nostri figli.

Riteniamo responsabile il malgoverno per quello che potrebbe accadere nella nostra comunità e che inoltre ci nformi immediatamente del risultato del “Accordo Quietanza” firmato il 3 giugno 2009 e presentato al Tribunale Unitario Agrario per la sua ratifica.

È per questo che vi chiediamo, compagne e compagni Aderenti all’Altra Campagna, di tenersi al corrente della nostra situazione, perché di nuovo il malgoverno vuole creare conflitti sulle nostre legittime terre.

Distintamente,

Comunità di Cruztón, Municipio di Venusiano Carrranza, Chiapas; Messico

Viva l’EZLN! Viva l’EZLN! Viiva l’EZLN!

La terra è di chi la lavora!

La terra non si vende, si coltiva e si difende!

Viva L’Altra Campagna!

Basta con la guerra di Calderón!

Visita il nostro Blog: http://www.chiapasdenuncia.blogspot.com/
—————————-
Área de Sistematización e Incidencia / Denuncia Pública
Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de Las Casas A.C.
Calle Brasil #14, Barrio Mexicanos,
San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, México
Código Postal: 29240
Tel +52 (967) 6787395, 6787396, 6783548
Fax +52 (967) 6783551
denunciapublica@frayba.org.mx
http://www.frayba.org.mx
Facebook: Chiapas Denuncia Pública
Twitter: chiapasdenuncia

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

Read Full Post »

La Jornada – Venerdì 20 maggio 2011

“Dichiarazione Mondale” de personalità e ONG per chiedere la liberazione dei 5 indigeni chiapanechi. Tra i firmatari anche Chomsky, American Indian Movement e lo scrittore guatemalteco Sergio Tischler

Hermann Bellinghausen

Per la liberazione dei cinque contadini tzeltales di San Sebastián Bachajón arrestati in Chiapas si sono pronunciati l’intellettuale Noam Chomsky; l’American Indian Movement negli Stati Uniti; lo scrittore uruguaiano Raúl Zibechi ed il ricercatore Sergio Tischler in Guatemala, con una “Dichiarazione Mondiale” appoggiata da 55 organizzazioni nazionali e 33 statunitensi.

In questa si chiede “il rispetto del diritto alla libera determinazione e l’esercizio di autonomia del popolo di San Sebastián, aderente all’Altra Campagna”, come stipulato dal Trattato 169 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro su popoli indigeni e tribali in paesi indipendenti, la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti di detti popoli e gli Accordi di San Andrés, tutti firmati dallo Stato messicano.

Il pronunciamento esige ” Per il rispetto del diritto all’uso e sfruttamento delle risorse naturali che come Popoli originari hanno preservato nel corso di secoli “, e la liberazione immediata di Jerónimo Guzmán Méndez, Domingo Pérez Álvaro, Juan Aguilar Guzmán, Domingo García Gómez e Mariano Demeza Silvano. Infine, chiede “il ritiro immediato dei corpi di polizia e militari che tengono sotto assedio la zona dell’Ejido di San Sebastián Bachajón, esattamente agli accessi dello stabilimento balneare di Agua Azul che oggi è gestito dai governi statale e federale”.

Sottoscrivono queste istanze Fernanda Espinosa (Ecuador), Val Thien Tlapaltic (Filippine), Nikolitsa Angelepulou (Grecia), Benjamin Fogel e Jared Sacks (Sudafrica), e centinaia di altre persone in particolare da Messico, Stati Uniti e Italia, insieme ad organizzazioni di Spagna Svizzera, Germania, Argentina, Francia, Austria, Slovenia, Nuova Zelanda, Canada, Regno Unito, Uruguay, Belgio e Costa Rica. Inoltre, Abahlali Base Mjondolo (Movimento drgli Abitanti delle Case di Cartone) e Studenti per la Giustizia dell’Università Rhodes, in Sudafrica, e Calcutta for Global Justice, in India. (…)

Secondo la denuncia internazionale, la regione di Agua Azul, dove si trova San Sebastián, “è diventato il chiaro esempio dove i governi statale e federale esercitano con tutta la forza dello Stato per saccheggiare il territorio dei popoli indigeni”. http://www.jornada.unam.mx/2011/05/20/index.php?section=politica&article=021n1pol

Testo completo della dichiarazione: https://chiapasbg.wordpress.com/2011/05/20/dichiarazione-mondiale

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

Read Full Post »

Dichiarazione Mondiale a Sostegno degli Idigeni Tseltales di San Sebastián Bachajón Aderenti all’Altra Campagna

In Chiapas gli investimenti nel turismo e nelle infrastrutture, nella logica di “sviluppo” governativo attraverso il progetto Centro Integralmente Planificado Palenque (CIPP) che a sua volta fa parte del progetto più ambizioso denominato Mesoamérica (già noto come il Plan Puebla Panamá), sono ormai una contesa cruciale contro la costruzione di alternative di vita dei Popoli originari in Chiapas che lottano ormai da anni per il riconoscimento della propria autonomia come popoli nella cornice della libera determinazione, e che nella pratica esercitano il loro processo autonomistico. Sono loro che storicamente conservano le risorse naturali ed il proprio territorio, in un equilibrio di relazione razionale e umana. In quella lotta per la sopravvivenza si colloca la resistenza civile delle e degli ejidatarios di San Sebastián Bachajón (SSB) aderenti all’Altra Campagna (LOC) nella zona di Agua Azul.

I Popoli che resistono in difesa dei loro diritti devono affrontare, da parte dei governi neoliberali, molteplici azioni con le quali si intende distruggere l’organizzazione ed il lavoro di costruzione di altri mondi possibili. Oggi, il governo del Chiapas ha arbitrariamente arrestato e tiene sotto costante vessazione e minacce, 5 ejidatarios di San Sebastian Bachajón dell’Altra Campagna, tutti innocenti dei reati di cui sono accusati, sono vittime del sistema giudiziario messicano corrotto, che ubbidisce alla voce degli interessi degli investimenti nazionali ed internazionali. Questo sistema serve a reprimere e distruggere i Popolo, le organizzazioni o le persone che non concordano con gli interessi del governo neoliberale, interessi che stanno provocando stragi e la morte di chi scommette su una vita in cui i diritti umani si sviluppino e si vivano in pienezza.

L’azione di repressione più recente affrontata dagli ejidatarios è avvenuta lo scorso passato 9 aprile 2011, quando circa 800 agenti della Polizia Statale Preventiva, Polizia Federale e Militari hanno sgomberato gli ejidatarios di San Sebastian Bachajón dell’Altra Campagna che ore prima avevano preso il controllo del botteghino di ingresso alle cascate, lo stesso che era stato sottratto loro il 2 febbraio con un piano messo a punto dal governo del Chiapas insieme agli ejidatarios “filogovernativi”. La regione di Agua Azul è il chiaro esempio dove i governi statale e federale esercitano tutta la forza dello Stato per lo storico saccheggio del territorio dei Popoli indigeni.

Per le innumerevoli violazioni dei diritti umani compiute contro gli ejidatarios di San Sebastian Bachajón dell’Altra Campagna, collettivi, comitati, movimenti, organizzazioni sociali e società civile così ci pronunciamo:

1. Per il rispetto del diritto alla libera determinazione e all’esercizio della propria autonomia del Popolo tseltal di San Sebastián Bachajón aderente all’Altra Campagna, come stipulato nel Trattato No.169 su popoli indigeni e tribali in paesi indipendenti; Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni e gli Accordi di San Andrés, Documento 1, 3. 1. Documento 2, II, IV (2. 3.); Documento 3.1 (c, d); Documento 1, Principio della nuova relazione 5.

2. Per il rispetto del diritto all’uso e sfruttamento delle risorse naturali che come Popoli originari hanno preservato nel corso di secoli.  Diritto sancito dal Trattato No.169, su popoli indigeni e tribali in paesi indipendenti art. 13.2; Dichiarazione delle Nazioni Unite su Diritti dei Popoli Indigeni e gli Accordi di San Andrés, Documento 1.4 B. 2.; Documento 1, Principio della nuova relazione 2

3. Per la liberazione immediata di: Jerónimo Guzmán Méndez, ejidatario dell’Altra Campagna; Domingo Pérez Álvaro, membro della Commissione di promozione dell’Altra Campagna; Juan Aguilar Guzmán, cassiere dell’Altra Campagna; Domingo García Gómez, membro del Comitato di Difesa dei Diritti Umani; Mariano Demeza Silvano, minorenne dell’Altra Campagna.

4. Per il ritiro immediato dei corpi di polizia e militari che tengono sotto assedio la zona dell’Ejido di San Sebastián Bachajón, esattamente agli accessi dello stabilimento balneare di Agua Azul che oggi è gestito dai governi statale e federale.

FIRME

Italia

Associazione Ya Basta! Italia

Associazione culturale “I Commedianti della Pieve”

Associazione onlus Le Case degli Angeli di Daniele

Collettivo Italia Centro America

Comitato Chiapas “Maribel” di Bergamo

 Profesor Mario Zunino, Italia
Università di Urbino, Italia
Luca Brogioni, Italia
Rete Radiè Resch, Italia
Silvana Capurso, Italia
Patrizia Capoferri, Italia
Aderiamo All’appello, Italia
Anna Pacchiani, Italia
Massimo Vecchi, Italia
Angela Bellei, Italia
Francesco Biago, Italia
Rete Radie Resch Treviso, Italia
Bruno Bartolozzi, Italia
Nedda Alberghini, Italia
Fortunato Po, Italia
Gianni Borgatti, Italia
Elena Fornaciari, Italia
Simona Tuffoli, Italia
Cinzia Mantovani, Italia
Giovannino Albanese, Italia
Francesca di Cristofaro, Italia
Iole Benelli, Italia
Wanda Banzi, Italia
Venusta Biagi, Italia
Paola Govoni, Italia
Vittorio Cavallini, Italia
Paola Vancini, Italia
Piero Zannarini, Italia
Federica Govoni, Italia
Stefano Lodi, Italia
Lara Munurati, Italia
Stefano Sandoni, Italia
Virna Calzolari, Italia

Messico

Acción Directa Autogestiva

Amig@s de Mumia de México

Asamblea Nacional de Braceros

Brigada Callejera de Apoyo a la Mujer “Elisa Martínez”, A. C.

Brigada Feminista por la Autonomìa

Cauce Ciudadano A.C., Miguel Ángel Mendoza Sanchez

Ce-Acatl, A.C.

Celula Revolucionaria Independiente Almaye

Centro de Alojamiento Junax, A.C.

Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de Las Casas, A. C.

Centro de Estudios Antropológicos

Centro de Investigación y Acción de la Mujer Latinoamericana

Centro de Promoción y Educación Profesional Vasco de Quiroga, A. C.

Central de Organizaciones Campesinas y Populares Chiapas-Mexico

Colectivo Contra la Tortura y la Impunidad, A.C.

Colectivo de Estudios Críticos en Derecho-RADAR

Colectivo de Mujeres Tejiendo Resistencias
Colectivo Heroes de Acteal, Maria de Lourdes de la Parra Garcia

Colectivo la Otra Ciudad de Chihuahua

Colectivo Utopia Puebla

Colectivo Votán Zapata

Comisión de Seguimiento del Tribunal Internacional de Conciencia de los Pueblos en Movimiento, Camilo Perez Bustillo

Comisión para la Defensa de los Derechos Humanos, A. C. Ana María Vera

Comité Cerezo Mexico

Comité de Campesinos Pobres

Consejo Ciudadano Cultural para las Artes de Morelos, A. C.

Consejo Nacional Urbano y Campesino, A.C.

Cooperativa Máteru Kurhinta

Coordinadora Valle de Chalco

Desarrollo Económico y Social de los Mexicanos Indígenas, A. C.

Equipo Indignación A.C.

Espacio social y kultural La Karakola

Foro Lomas del Poleo

Frente Magisterial Independiente Nacional

Frente Mexicano Pro Derechos Humanos, A. C.

Frente Nacional de Organizaciones BRACEROPROA, A. C., Martha Suarez Cantu, Presidenta Binacional

Frente Popular “Ricardo Flores Magon”

jovenes en resistencia alternativa

La Otra Campaña Tlaxcala

La Otra Chilanga, Sebastián Liera

La Otra Fresnillo

La Voldora Radio 97.3 FM

Municipio Autónomo de San Juan Copala

Niñas y Niños en La Otra Campaña-DF, Nicte-Há Dzib Soto

Organización Zapatista “Educación para la Liberación de Nuestros Pueblos”

Pozol Colectivo

Radio Ñomndaa, La Palabra del Agua

Red Magisterial Popular Chiapas-Mexico

Red de Mujeres de la Tierra Unidas por un Futuro y un Mundo Mejor, A. C.

Regional Sur Poniente de La Otra Campaña-DF, Gustavo García Rojas

Sector de Trabajadores Región Centro y de la Otra Totonacapan

Union Popular Apizaquense Democratica e Independiente

Xochimilco Zapatista

Zapateando, al son de los medios abajo y a la izquierda

Stati Uniti

American Indian Movement-West

Anti-Racism Committee of the National Lawyers Guild, Garrett Wright, Co-Chair

Association of Junior Leagues International, Lyndell Brookhouse Gil

Bend-Condega Friendship Project, Tim Jeffries, Coordinator

Chelsea Tenant Action Committee, Rosa María de la Torre

Chiapas Support Committee/Comité de Apoyo a Chiapas

Coatlicue Theatre Company, Inc., Hortencia Colorado, Elvira Colorado y Shaun Colorado Finnerty

Colectivo Radio Zapatista, México/EU.

Colectivo de Radio Zapatista Sudcaliforniano

Colectivo Zapatista, Bertha Gutierrez

Eastside Café, Sirena Pellarolo

El Kilombo Intergaláctico

Frente Zapatista Sudcaliforniano

Friends of Brad Will

Harlem Tenants Council, Nellie Hester Bailey
Harlem Fightback Against War at Home & Abroad

In Solidarity With Immigrants, Jaymes Winell
Institute for Anarchist Studies, Joshua Stephens

Just Cause

Justseeds Artists’ Cooperative, Kevin Caplicki

Kolectivo de Medios

Long Island Jobs with Justice, Charlene Obernauer, Executive Director

Marin Task Force on the Americas, Dale Sorensen, Director

Mexico Solidarity Network

Misioneros de San Columbano, Pbo. Guillermo Morton

Movimiento por Justicia del Barrio

New Jewel Movement

NYCLU, Arianna Gil

Office of the Americas, Blase Bonpane, Ph.D. Director

Resist and Multiply, Claudia Aukuwilka

West Harlem Coalition, Tom DeMott

The Wild Poppies Collective

Sudafrica

Abahlali baseMjondolo (Movimiento de Habitantes de Casas de Carton)

Students for Social Justice – Universidad Rhodes

India

Kolkata for Global Justice

Francia

Colectivo Chiapas-Ariège

Comité de solidarité avec les peuples du Chiapas en lutte

Grupo Les trois passants

Svizzera

Colectivo Zapatista Marisol de Lugano

Solidaridad directa con Chiapas

Spagna

Centro de Documentación sobre Zapatismo (Cedoz)

Colectivo ¿Qué pasa en el mundo?

Confederación General del Trabajo (CGT)

Grupo IRU

Para Todos Todo de Pina de Ebro- Zaragoza

Plataforma de Solidaridad con Chiapas de Madrid

Red de Apoyo Zapatista de Madrid

Red Libertaria Apoyo Mutuo

Catalogna

Acción de los Cristianos para la Abolición de la Tortura

Associació Cultural el Raval “El Lokal”

Barrikada Zapatista en Barcelona

Grupo de Apoyo a la Zona de Costa de Barcelona

La Reus, Cultural i Solidària per la Pau

Pasi Baschi

Plataforma Vasca de Solidaridad con Chiapas

Slovenia

Colectivo Dostje!

Grecia

Colectivo ALANA (Solidaridad, Resistencia, Dignidad)

VOID NETWORK

Austria

Café del Mundo

Caracol Mundo-Eco de Latido en Solidaridad

Casa Mexico

Restaurant “Los Mexicas”

Nuova Zelanda

Wellington Zapatista Solidarity Committee

Canada

Building Bridghes Humand Rights Observers

2110 Centre for Gender Advocacy

Regno Unito

UK Solidarity Network

Inghilterra

Dorset-Chiapas Solidarity Group

Kiptik

London Mexico Solidarity Group

Reel News Videoactivist Collective

Scozia

Glasgow Chiapas Solidarity Group
Grupo Solidario Edimburgo-Chiapas
Edimburgo

Argentina

Pax Social

Red de Solidaridad con Chiapas de Vicente Lopez

Belgio

Collectif Chiapas de Liège

Germania

Gruppe B.A.S.T.A.

La Red YA-BASTA-NETZ

Uruguay

Colectivo Contraimpunidad

Costa Rica

Comité Ave Fénix

Raul Zibechi, Uruguay

Noam Chomsky, Estados Unidos

Fernanda Espinosa, Ecuador
Val Thien Tlapaltic, Filipinas
Julie Webb-Pullman, Nueva Zelanda
Benjamin Fogel, Sudafrica
Jared Sacks, Sudafrica
Nikolitsa Angelopoulou, Grecia
Patricia Rodriguez Jurado, Argentina
Elisa Amanda Mata, Argentina
Sergio Tishler, Guatemala
Violeta Pacay Zamora, Guatemala
J Montano Lozano, Canada
Brett Story, Canada
William M. Burton, Canada
Katie Earle, Canada
Martha E Sánchez, Costa Rica
Shaun Dey, Inglaterra
Fliss Premru, Inglaterra
Angie Taylor, Inglaterra
John Sinha, Inglaterra
José Mª Olaizola Albeniz, Euskadi
David E. Tavárez, Estados Unidos
Alex van Schaick, Estados Unidos
Anastasia Hardin,Estados Unidos
Christopher Beach, Estados Unidos
Terri Bennett, Estados Unidos
Guadalupe Lizárraga, Estados Unidos
Laura Waldman, Estados Unidos
Arnoldo García, Estados Unidos
Michael Kozart, Estados Unidos
Marianna Rivera, Estados Unidos
Todd Davies, Estados Unidos
David L. Wilson, Estados Unidos
Jose Plascencia, Estados Unidos
Mary Ann Tenuto, Estados Unidos
Sylvia Romo, Estados Unidos
Carolina Dutton, Estados Unidos
Michael Cucher, Estados Unidos
Cecile Lumer, Estados Unidos
Nati Carrera, Estados Unidos
Marisa Handler, Estados Unidos
Ariana Kalinic, Estados Unidos
Odin Cortes Cabrera, Estados Unidos
Molly Talcott, Estados Unidos
Jorge Herrera, Estados Unidos
T M Scruggs, Estados Unidos
Molly Reagh, Estados Unidos
Marilyn Naparst, Estados Unidos
Joanne Castronovo, Estados Unidos
Sheila Thorne, Estados Unidos
Tricia Boreta, Estados Unidos
Usha, Estados Unidos
Rudy Nevel, Estados Unidos
Cary Escovedo, Estados Unidos
Elizabeth Martinez, Estados Unidos
Luz Lee, Estados Unidos
Norma J. Harrison, Estados Unidos
Amanda Bloom, Estados Unidos
Dale Sorensen, Estados Unidos
Aran Watson, Estados Unidos
Christine Knight, Estados Unidos
Sara Diamond, Estados Unidos
Dana Bellwether, Estados Unidos
George Cammarota, Estados Unidos
Wendy Wood, Estados Unidos
Joanne Shansky, Estados Unidos
Sarait Martínez, Estados Unidos
Ernesto Saavedra, Estados Unidos
Meredith Staples, Estados Unidos
Susan Marsh, Estados Unidos
Charlotte Cote, Estados Unidos
Heidi Sarabia, Estados Unidos
Kate Savkovich, Estados Unidos
Túlio Zille, Estados Unidos
Diana Bohn, Estados Unidos
Malú Huacuja del Toro, Estados Unidos
Denisse Andrade, Estados Unidos
George Caffentzis, Estados Unidos
Diana Warwin, Estados Unidos
Louise Seamster, Estados Unidos
Luis Lopez, Estados Unidos
Samantha Bobila, Estados Unidos
Jesse Villalobos, Estados Unidos
Barbara Larcom, Estados Unidos
Shauna Gunderson, Estados Unidos
Luis Feliz, Estados Unidos
Katherine Feliz, Estados Unidos
Nicole Feliz, Estados Unidos
Zuinda Leon, Estados Unidos
Cathy de la Aguilera, Estados Unidos
RJ Maccani, Estados Unidos
Charlie Perez, Estados Unidos
Hillary Lazar, Estados Unidos
Montserrat Mendez, Estados Unidos
Hankyung Kim, Estados Unidos
Saydee Villarruel, Estados Unidos
Ralph Torres, Estados Unidos
Alexander Dwinell, Estados Unidos
Yuri Rojas, Estados Unidos
Ainsley B. Story, Estados Unidos
Jonathan Fox, Estados Unidos
Birdie Gutierrez, Estados Unidos
Aleida Lomeli, Estados Unidos
Piera Segre, Estados Unidos
Grace de la Cruz, Estados Unidos
Kate Savkovich, Estados Unidos
Jill Dowling, Estados Unidos
Jennifer Sullivan, Estados Unidos
Amarela Varela, Mexico
Dorinda Moreno, Mexico
Alejandra Vargas, Mexico
Guillermo Schneider H., México
Graciela Najera Allende, Mexico 
Pedro Guzmán, Mexico
Xilonen Pérez Bautista, Mexico
Cristina Coronado Flores, Mexico
Juan Carlos Martíez Prado, Mexico
Rodrigo Gutiérrez, México.
Jorge Peláez, México
Mylai Burgos, México
Yacotzin Bravo, México
Aline Rivera, México
Liliana López, México
Lena García Feijoo, Mexico
Laura Castellanos, Mexico
Eva Luz leal Castro, Mexico
Cynthia Ramírez Ríos, Mexico
Luisa Elena Yannini Mejenes, Mexico
Isabel Lozano Maurer, Mexico
Cecilia Zeledon, Mexico
Maria Rodriguez, Mexico
Ana Rodriguez, Mexico
Lucia Rodriguez, Mexico
Francisco Rodriguez, Mexico
Ana Lidia Flores, Mexico
Maria Luisa Maurer, Mexico
Adriana Maurer, Mexico
Sebastian Mantelli, Mexico
Sofia Lozano, Mexico
Daniel Lozano, Mexico
Pamela Walls, Mexico
Marina Rojo, Mexico
Cuauhtemoc Padilla M., Mexico
Sergio Pliego, Mexico
Maria Luisa Rios, Mexico
Alejandra de la Mora, Mexico
Diego de la Mora, Mexico
Judith Flores Carmona, Mexico
Luis Deloya, Mexico
Carlos Mc Brigthe, Mexico
Marina Kaplan, Mexico
Juan Anzaldo Meneses, Mexico
Esperanza Estrada L., Mexico
Sandra Luz Garcia, Mexico
Ramon Menza, Mexico
Jesus Guevara, Mexico
Oscar Hernandez López, Mexico
Maria Armendra Hernandez López, Mexico
Maria Asuncion Hernández López, Mexico
Esperanza Marina Hernández López, Mexico
Geronimo Alberto Hernández López, Mexico
Ana Maria Hernández López, Mexico
Roberto Valentina Hernández López, Mexico
Xochitl Guevara, Mexico
Huixil Guevara, Mexico
Ixchel  Guevara, Mexico
Esperanza López Espada, Mexico
Jovita Patricia Gómez Cruz, Mexico
MA. Esther Piña Soria Calderon, Mexico
Ricardo Antonio Sanchez Piña Soria, Mexico
Hector Ricardo Sanchez Coronado, Mexico
María Consuelo Niembro Domínguez, Mexico
Ines Segivia Camelo, Mexico
Adriana Chávez Tejeda, Mexico
Héctor Vicario Montiel, Mexico
Adriana Vicario Chávez, Mexico
Dr.Raùl Pàramo Ortega, Mexico
Carmen Huerta, Mexico
Susana Karina Navarrete Guerrero, Mexico
Cristina Coronado Flores, Mexico
Claudia Ytuarte Núñez, Mexico
Rodrigo Servín Camacho, Mexico
Esther Pérez Aboytes, Mexico
Julio Cesar Rincon, Mexico
Albert Moliner Fernandez, Catalunya
Iñaki García García, Catalunya
Lola de Querol Duran, Catalunya
Francesc Laporta, Catalunya
José L. Humanes Bautista, Estado Español

Read Full Post »

La Jornada – Giovedì 12 maggio 2011

I “prigionieri politici” della Voz del Amate e i “prigionieri solidali” chiedono di essere scarcerati

Herman Bellinghausen

I “prigionieri politici” della Voz del Amate, aderenti all’Altra Campagna dell’EZLN, ed il gruppo di “prigionieri solidali” con loro, rinchiusi tutti nel penale numero cinque di San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, chiedono di essere liberati immediatamente, perché il loro arresto è ingiustificato.

Alberto Patishtán Gómez e Rosario Díaz Gómez hanno inoltre dichiarato che “la soluzione dei molti problemi che angosciano il Messico non è aumentare le retribuzioni del personale dell’Esercito federale e poi militarizzare tutto il paese, tanto meno far sparire ed assassinare civili innocenti ed opprimere la povera gente”.

“Non vale nemmeno arrestare gente innocente”. Così facendo, il presidente Felipe Calderón “che vuole dare l’immagine di un paese stabile e di pace”, fa il contrario. “Qui si vedono solo i diritti umani violati e l’impunità in molti casi”.

Comunicano di essersi uniti come La Voz del Amate “alla marcia silenziosa convocata dall’EZLN il 7 maggio”, con un digiuno e preghiera di 12 ore, “in solidarietà con la Marcia Nazionale per la Giustizia e contro l’Impunità, per l’omicidio dei ragazzi e della famiglia del compagno Javier Sicilia che sono Juan Sicilia Ortega, Luis Antonio Romero Jaime, Julio César Romero Jaime e Gabriel Alejo Escalera”.

Dicono “basta alla guerra di Calderón, non più sangue”, e sostengono: “Ne abbiamo abbastanza delle ingiustizie e degli arresti per reati fabbricati. Chiediamo a tutto il Messico di fermare questa guerra di morti e odi, e chiedere la liberazione di tutti i prigionieri politici del paese”.

Il professore tzotzil Alberto Patishtán, in prigione da più di dieci anni, non desiste dal chiedere la sua libertà. Il governo di Juan Sabines Guerrero ha promesso di intercedere per lui presso le autorità giudiziarie della Federazione, ma a tre anni dallo sciopero della fame con cui si ottenne la liberazione di decine di “prigionieri politici”, il suo caso non è ancora risolto.

Ora, inoltre, c’è un nuovo “prigionieri politico” zapatista, Patrizio Domínguez Vázquez, contadino base di appoggio dell’EZLN del municipio autonomo Tierra y Libertad, originario della comunità Monte Redondo, ingiustificatamente in prigione dal 12 aprile a Motozintla, dopo che la sua casa era stata bruciata da gruppi filogovernativi appoggiati dal presidente municipale di Frontera Comalapa, David Escobar.

Altri detenuti dell’Altra Campagna, i cosiddetti “5 di Bachajón”, sono dietro le sbarre dal 3 febbraio senza che le autorità chiapaneche diano segno di liberarli. Si tratta di Jerónimo Guzmán Méndez, Domingo Pérez Álvaro, Juan Aguilar Guzmán e Domingo García Gómez, nel Centro Statale di Reinserimento Sociale numero 17, a Playas de Catazajá, e Mariano Demeza Silvano nel Carcere Minorile di Villa Crisol, municipio di Berriozábal.

La loro difesa ha dimostrato che sono tenuti imprigionati come “ostaggi politici”, nonostante non siano responsabili dei reati che imputano loro. http://www.jornada.unam.mx/2011/05/12/index.php?section=politica&article=018n2pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

Read Full Post »

Older Posts »