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Archive for marzo 2016

berta

Sono passate tre settimane dall’omicidio di Berta Cacéres, leader del COPINH, in Honduras. Nel Prezi qui sotto (work in progress) tutto quel che è successo -e ciò che non è successo- dopo il 3 marzo 2016. Gustavo Castro, testimone oculare, è ancora “ostaggio” del governo honduregno: non può lasciare il Paese per far ritorno in Messico. https://prezi.com/mcovrlkfqftw/justiciaparabertacaceres/?utm_campaign=share&utm_medium=copy

 

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miriam

Le/gli scienziat@ invitat@ all’incontro “Gli Zapatist@ e le CoScienze per l’Umanità”, potranno partecipare con una riflessione critica sulla loro pratica o teoria scientifica, oppure esponendo in maniera accessibile alcuni elementi generali della loro specializzazione (cioè, una chiacchierata divulgativa). Data e lugo dell’Incontro di CoScienze: dal 25 dicembre 2016 al 4 gennaio 2017, con un intervallo il 31 dicembre e 1° gennaio. Il luogo è presso il CIDECI di San Cristóbal de las Casas, Chiapas, Messico.

Aggiornamenti sull’Incontro “Gli Zapatist@ e le CoScienze per l’Umanità”

ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE
MESSICO

16 marzo 2016.

Compas e non compas:

Vi nformiamo qui di come sta andando con l’Incontro “Gli Zapatisti@ e le CoScienze per l’Umanità”:

Fino al 14 marzo sono arrivate 50 richieste per partecipare all’evento.

Ci sono richieste da Norvegia, Brasile, Cile, Francia, USA, Giappone e Messico.

Discipline scientifiche: Fino ad ora si contemplano inviti per scienziat@ in Astronomia, Biologia, Fisica, Matematica, Chimica, Medicina, Genetica, Patologia e Nefrologia Pediatrica e Microbiologia. Vi terremo informati mano a mano che aumenteranno gli inviti.

Le/gli scienziat@ invitat@ all’incontro “Gli Zapatist@ e le CoScienze per l’Umanità”, potranno partecipare con una riflessione critica sulla loro pratica o teoria scientifica, oppure esponendo in maniera accessibile alcuni elementi generali della loro specializzazione (cioè, una chiacchierata divulgativa).

L’indirizzo di posta elettronica dove iscriversi per assistere all’Incontro “Gli Zapatist@ e le CoScienze per l’Umanità” è conCIENCIAS@ezln.org.mx

Data e lugo dell’Incontro di CoScienze: dal 25 dicembre 2016 al 4 gennaio 2017, con un intervallo il 31 dicembre e 1° gennaio. Il luogo è presso il CIDECI di San Cristóbal de las Casas, Chiapas, Messico.

All’incontro potranno partecipare solo le/gli scienziat@ invtat@ con i loro contributi; e ragazze e ragazzi zapatisti selezionat@ con le loro domande.

L’iscrizione non costa nulla e le/gli zapatist@ non possono pagare viaggio, vitto e alloggio.

Bambine e bambini possono assistere come spettatori ed ascoltatori, ma devono essere accompagnati da una persona adulta che ne sia responsabile.

È severamente proibito la produzione, consumo e commercio di droga e alcool.

Per adesso è tutto.

Subcomandante Insurgente Moisés            Subcomandante Insurgente Galeano
Messico, marzo 2016

Dal quaderno di appunti del gatto-cane:

Echi dall’8 marzo.

Data: 8 marzo 2016. Luogo: Quartier Generale dell’EZLN. Documento ottenuto dal diario di chi si fa chiamare “supgaleano”, grazie al malware troyano chiamato uglia, uglia, chi lo trova si ingarbuglia” versione 6.9.

Il Subcomandante Insurgente Moisés e il sottoscritto stavamo parlando del prossimo festival CompArte e di come le comunità zapatiste si stanno organizzando per partecipare. In quel mentre arriva una compagna Insurgenta e dice in maniera perentoria: “ci sarà una partita di calcio. Le donne ci hanno sfidato”. Io sapevo cosa c’era dietro tutto questo, dato che non era la prima volta che accadeva. Lasciate che vi dica che in quel quartiere le donne insurgentes sono il doppio degli uomini insurgentes. Su questo ci sono due versioni: secondo quella ufficiale, la maggior parte degli insurgentes svolgono lavori di alta specializzazione, dove solo noi uomini possiamo operare con garbo e grazia; la realtà è che sono di più le compagne dei compagni. Ovviamente è proibito diffondere la versione reale, e per questo ai Tercios Compas è stata distribuita solo la versione ufficiale.

Nonostante la realtà, evidente a prima vista, ad uno degli insurgentes, dopo colazione era venuto in mente di dire: “siccome oggi è l’8 marzo, noi uomini sfidiamo le donne ad una partita di calcio“. L’ufficiale al comando si era accorto quasi immediatamente dell’errore, ma il male era fatto. Una ufficiale del servizio di sanità insurgente ha risposto: “Sta bene“. Gli uomini hanno circondato l’ingenuo sfidante per rimproverarlo. Sapendo la ragione del malessere che serpeggiava tra le le file maschili, l’insurgente volle precisare: “però squadre con pari giocatori”. “Non se ne parla”, hanno detto le donne, “hai detto uomini sfidano donne, quindi, tutti gli insurgentes contro tutte le insurgentas”.

Il cielo cominciava ad annuvolarsi ed un forte vento presagiva la disgrazia.

Dopo pranzo (il menù era frullato di tamales e caffè al peperoncino), è passata una insurgenta a dirci che la partita stava per iniziare e se ci andavamo. Il subcomandante Insurgente Moisés non poteva, perché doveva rivedere la lista degli iscritti al festival. Io mi sono astenuto, intuendo che non ci sarebbe stato un clima favorevole a causa dell’inequità di genere. Quindi, nessuno dei due ci è andato.

Già imbruniva quando tornarono. In cielo e in terra il temporale era padrone e signore su tutto.

La insurgenta è venuta poi a fare rapporto. Le ho chiesto com’era andata la partita ed ha risposto “abbiamo pareggiato“. “A quanto?“, le ho domandato. “Non ricordo“, disse, “ma noi abbiamo vinto una partita e poi abbiamo cambiato campo ed hanno vinto loro; quindi abbiamo pareggiato: uno a uno“.

Lo disse con tale disinvoltura che sembrava il presidente dell’Istituto Nazionale Elettorale che comunica i risultati ufficiali di un’elezione.

A me sembrava che ci fosse del marcio in Danimarca, quindi sono andato dall’ufficiale in comando a chiedergli il risultato: “Abbiamo vinto 7 a 3”, ha risposto secco. “Ma, se la insurgenta di Sanità dice di aver pareggiato perché loro hanno vinto una partita e voi l’altra”, dissi. L’ufficiale ha sorriso e spiegato: “no, sup, abbiamo giocato solo una partita; il fatto è che nel primo tempo loro vincevano 3 a 2, e nel secondo tempo, dopo il cambio di campo, noi abbiamo segnato 5 reti. Risultato: insurgentes-7, insurgentas-3“. Il Subcomandante Insurgente Moisés, portavoce dell’ezetalene, a nome di tutti gli uomini, donne, bambini ed anziani zapatisti, ha esclamato: “Abbiamo vinto noi uomini!“. Una insurgenta che passava dì lì ha protestato: “Come abbiamo vinto noi uomini, se voi non ci siete nemmeno andati!“. “Non importa“, ha detto la voce ufficiale dell’ezetaelene, “abbiamo vinto noi uomini“.

Il temporale sembrava calmarsi e venti ed acqua acquietarsi. Ma l’orizzonte era lungi dall’essere chiaro.

Nella notte, mentre brindavamo con caffè alla supremazia maschile, il Subcomandante Insurgente Moisés mi ha spiegato: “Guarda, il fatto è che tra gli uomini, solo due sanno giocare bene a calcio, e questi due erano di guardia, quindi nel primo tempo gli insurgentes erano sotto di due reti e le insurgentas sono di più. Nel secondo tempo i due uomini hanno smontato dal loro turno e sono entrati in partita e così hanno vinto“.

Gli ho chiesto se le insurgentas sapessero giocare a calcio: “”, ha detto, “ed inoltre hanno ragazzina che corre da una parte all’altra; è lei la vera stratega e tattica della squadra, perché, quando si stanca di correre, grida ‘palla, palla’ e tutte le insurgentas si lanciano addosso all’uomo che è in possesso della palla e tutte si mettono a calciare e siccome la palla è solo una, qualche calcio arriva al compagno“.

Abbiamo alzato in alto dunque le nostre tazze di caffè freddo e salutato la nuova vittoria di genere sebbene in condizioni avverse.

Sulla montagna vento e pioggia si erano ormai abbeverati della forza notturna. Ancora non albeggiava quando arrivarono, ancora con più forza, se possibile.

Però (c’è sempre un “però”), il giorno seguente, a colazione, uno degli uomini, provocatoriamente, ha chiesto com’era andata la partita di calcio. “Abbiamo pareggiato“, si è affrettata a dire una insurgenta e, prima che i maschi potessero reagire, si è rivolta alle altre incitandole: “Vero compagne?“. “Sìììììì!“, hanno gridato tutte e siccome sono in maggioranza … insomma, è a rischio la democrazia.

È così che le insurgentas hanno trasformato una sconfitta sportiva in un trionfo ed hanno vinto…. con un pareggio. Risultato finale: insurgentes- 1, insurgentas– 2.

Ma i maschietti non si sono dati subito per vinti ed hanno chiesto la rivincita. “Sta bene“, hanno detto le compagne, “ma l’anno prossimo“.

Disperati, gli insurgentes sono accorsi da chi meglio sintetizza gli alti valori del machismo-zapatismo, cioè, proprio io. Mi hanno chiesto quando fosse “la giornata degli uomini.

Cosa?”, ho chiesto loro.

”, hanno detto, “se c’è la giornata della donna, deve esserci anche la giornata dell’uomo”.

Ah”, ho annuito comprensivo: “certo che c’è”. Ed ho indicato loro quello che, con sintetica saggezza, un animale aveva twittato: “‘La giornata dell’uomo’ (quando si celebra la schiavitù della donna ai lavori di riproduzione e allevamento) esiste. È il 10 maggio”.

Credo che non abbiano afferrato il sarcasmo, perché se ne sono andati dicendo: “Ah, quindi ancora non c’è”.

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Domande di controllo di lettura:

1.- La insurgenta di sanità che ha sovvertito la semantica nelle regole della FIFA, è una femminazi, una lesboterrorista o qualcuno che supera le regole, spezza i ruoli imposti e ferisce la sensibilità virile?

2.- Chi con tanta grazia racconta quanto accaduto in quel funesto 8 marzo 2016 in un quartiere zapatista, è un macho eteropatriarcale, eurocentrista, specista, capacitista, classista ed ecceterista, un’altra delle vittime del sistema (sembra il nome di un gruppo musicale), oppure non celebra il 10 maggio per mancanza della suddetta?

3.- Come donne che siamo, concediamo la rivincita ai dannati uomini oppure niente, perché a lasciar volare i corvi questi ti caveranno gli occhi?

Mandate le vostre risposte al bidello della scuola. Attenzione: tutte le parolacce saranno rimandate al mittente a carico dello stesso.

In fede sotto giuramento di genere:

SupGaleano.
8 Marzo 2016

Testo originale

Traduzione “Maribel” – Bergamo

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Si prepara una grande offensiva contro gli zapatisti.

Dal governo si prepara una grande offensiva contro l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) che di fronte alla persecuzione e minaccia permanenti ha costruito spazi di autonomia e sviluppo attraverso le giunte di buon governo, inedite nel continente.

In occasione dell’evento “A 20 anni dagli accordi di San Andrés”, organizzato da Casa Lamm e La Jornda, ricercatori, scrittori ed esperti di diritto indigeno hanno lanciato l’allarme sulla minaccia denunciata dagli zapatisti.

Quando gli zapatisti parlano, non è per giocare, ma perché la minaccia è reale, come dicono nel loro ultimo comunicato, ha affermato Luis Hernández Navarro, coordinatore della sezione Opinión di questo giornale e consulente dell’EZLN nei negoziati di San Andrés. I segnali di allarme ci sono già, ha sottolineato.

In questo senso, Magdalena Gómez Rivera, avvocata esperta in diritto indigeno (…) ha esortato la società civile ed i movimenti sociali a vigilare sul rischio latente di un’offensiva contro gli zapatisti.

Insieme al politico ed antropologo Gilberto López y Rivas e Francisco López Bárcenas, uno dei più distinti teorici di diritto indigeno, Magdalena Gómez Rivera e Luis Hernández Navarro hanno analizzato la trascendenza degli accordi di San Andrés per i diritti dei popoli indigeni. E benché siano stati firmati il 16 febbraio 1996, il governo non li ha mai rispettati, tradendo così l’EZLN ed i popoli indigeni.

Hernández Navarro ha detto che il governo ha sempre agito per far fallire il processo di negoziazione. (…)

José Antonio Román – La Jornada – Mercoledì 2 marzo 2016 http://www.jornada.unam.mx/2016/03/02/politica/009n2pol

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micio

Su CompArte: poche domande, poche risposte.

Subcomandante Insurgente Moisés. Subcomandante Insurgente Galeano

Vi scriviamo per dirvi delle attività di luglio, ottobre e dicembre di quest’anno 2016. Siccome abbiamo ricevuto poche domande, qui ci sono poche risposte e che si riferiscono solo al festival “CompArte per l’Umanità”:

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ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE

MESSICO

14 marzo 2016

Compas e non compas:

Vi scriviamo per dirvi delle attività di luglio, ottobre e dicembre di quest’anno 2016. Siccome abbiamo ricevuto poche domande, qui ci sono poche risposte e che si riferiscono solo al festival “CompArte per l’Umanità”:

– Quante sono le iscrizioni al festival delle arti?

Fino al 12 marzo 2016 si sono iscritti:

21 assistenti dal Messico e 5 da altri paesi.

99 partecipanti dal Messico e 30 da altri paesi (Cile, Argentina, Grecia, Canada, Unione Americana, Stato Spagnolo, Nuova Zelanda, Trinidad e Tobago, Guatemala, Colombia, Costa Rica, Brasile, Perù; Transfrontalieri, Uruguay, Francia, e la Comunità Sufi con musica islamica).

– Che tipo di attività o ambiti artistici si sono registrati fino ad ora?

Secondo le iscrizioni, fino ad ora sono questi: Rap, Poesia, Arti Visive, Danza Contemporanea, Pittura, Incisione, Letteratura-racconti, Teatro, Burattini, Ricamo, Fucina, Serigrafia, Fotografia, Documentario, Cinema, Scultura, Ceramica, Cortometraggio, Illustrazione, Reggae, Rock, Graffiti, Gastronomia, Danza Aerea, Muralismo, Musica, Musica, e ancora Musica.

– Com’è la questione delle “sedi alterne” del Festival “CompArte”?

Ci aspettiamo che le/i compas della Sexta in Messico e nel mondo comprendano, come si dice, il messaggio subliminale della convocazione ed organizzino nelle rispettive geografie e secondo i propri calendari, attività preliminari, parallele o successive ai festival-incontri convocati dalle/dagli zapatisti. Cioè, speriamo che, in località, regioni, zone o paesi, la Sexta organizzi festival ed incontri dove si dia spazio ed eco all’ambito artistico. E, ovviamente, anche dove si celebrino i 20 anni di esistenza in ribellione e resistenza del Congresso Nazionale Indigeno, e dove le/gli scienziati trovino un ascolto attento e pensiero critico.

– Per assistere, senza partecipare, al festival “CompArte” è necessario registrarsi? Sì, ma bisogna specificare che si partecipa solo come “assistente”.

– Per assistere e partecipare al festival “CompArte” è necessario registrarsi? Sì, e vi chiediamo di specificare la forma della vostra partecipazione.

– Qual’è l’indirizzo e-mail per registrarsi al festival “CompArte per l’Umanità”?

La e-mail è: compArte@ezln.org.mx

– Potete ripetere le date ed i luoghi del festival “CompArte per l’Umanità”? No, sono già state indicate nel comunicato del 29 febbraio… Ok, ok, ok, allora:

Date: dal 17 al 30 luglio 2016

Luoghi:

Dal 17 al 22 luglio 2016 nel caracol di Oventik. Partecipazione riservata solo alle basi di appoggio zapatiste. Si può assistere liberamente come ascoltatori e spettatori, ma previa registrazione.

Dal 23 al 30 luglio 2016 presso il CIDECI di San Cristóbal Las Casas, Chiapas. Partecipano tutt@ le/gli artisti registrati. Si può assistere liberamente come ascoltatori e spettatori, ma previa registrazione.

– L’iscrizione come presenti o partecipanti, ha un costo? No.

– Pagherete voi (le/gli zapatisti) viaggio, vitto e alloggio? No.

– Secondo lo zapatismo, la gastronomia è un’arte? Dipende da come ognuno caratterizza la sua pratica. Nel caso della difficile arte culinaria, le insurgentas, come eco dell’8 marzo, parteciperanno con un menù… mmm… come dirvi? … sconcertante: “frullato di tamales e caffè con peperoncino” (attenzione: per il frullato di tamales non usano frullatore né altre macchine, ma solo il focolare e la loro “saggezza”). Io l’ho già subito… scusate… degustato ed è….. sì, sconcertante.

– Possono partecipare le/i bambine/i? Sì, i bambini possono iscriversi e partecipare o assistere. Le bambine, ci dispiace ma il termine è scaduto perché era entro l’8 marzo, quindi… eh? … ma … ah! … ok, ok, ok: anche le bambine possono iscriversi. Attenzione: tutt@ i minorenni dovranno essere accompagnati da madre o padre o tutore o tutrice o tutoroa.

– C’è qualche tipo di divieto in tali eventi? Sì, sono severamente proibiti la produzione, consumo e commercio di droghe e alcool. Se non siete capaci di fare arte o goderla senza assumere qualcosa prima o durante, avete sbagliato canale.

– Non ci sono ancora informazioni sulla Escuelita? No. Si stanno ancora esaminando le domande inviate dalle/dagli alunn@. Quando ci saranno, le/gli interessat@ saranno informati.

Per ora è tutto.

Subcomandante Insurgente Moisés. Subcomandante Insurgente Galeano.

Messico, marzo 2016

Dal quaderno di appunti del gatto-cane:

L’ORA DEL POLIZIOTTO (prima parte):

Uno.- In Messico, un paese dell’America latina che soffre, come tutti gli altri, la crisi mondiale, ma amplificata dalla solida triade di corruzione-inettitudine-ignoranza fatta governo, il funzionario responsabile dell’educazione pubblica, Aurelio Nuño Mayer, non riesce a nascondere la sua passione per la professione di poliziotto. Incoraggiato dai suoi compari, il signor Nuño crede di poter essere il candidato alla presidenza della repubblica per il suo partito, il Partito Rivoluzionario Istituzionale, se funge più da picchiatore assoldato, che da promotore dell’educazione messicana. Uso a proferire minacce, gestire il proprio corpo repressivo ed agire come un qualsiasi padrone degli inizi del capitalismo selvaggio, il signor Nuño prova un particolare piacere nel trasformare il magistero in destino, non di migliori scuole, preparazione e salari, ma destino di arbìtri, botte e licenziamenti. Svolge funzioni di ministro, giudice e boia; di ministro del lavoro (decreta licenziamenti senza indennità), ministro dell’interno (dispone a suo capriccio di poliziotti ed esercito), turpe comunicatore mediatico, pessimo costruttore di adesioni “spontanee”, e tuitero in permanente “slow motion“, il signor Nuño ha come unico merito curricolare l’essersi inserito nella banda di criminali che delinquono con diritto. Nonostante i suoi vestiti e le cravatte, la sua immagine ritoccata e costruita a Photoshop, il signor Nuño non può nascondere quello che è sempre stato: un triste e grigio poliziotto che ricava denaro e piacere reprimendo e umiliando. Il signor Nuño ha sempre desiderato essere un buon poliziotto, ma… nel momento in cui la caverna dei ladri sarà insufficiente ad accoglierne tanti, quando il suo protettore segreto cadrà, il signor Nuño dimostrerà anche di essere un buon corridore… quando si tratterà di fuggire.

Un altro uno.- Nella cosiddetta “massima casa di studi” di questo paese conosciuto durante i mondiali di calcio (anche se non oltre gli ottavi di finale) come “Messico”, all’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) è arrivato alla poltrona più alta (e trampolino per poltrone governative), cioè, al rettorato, il signor Enrique Graue Wiechers. Oltre alla sua carriera accademica e professionale, è stato un burocrate dell’accademia e condotto per mano dallo psichiatra della famiglia Zedillo Ponce de León, il signor Graue ha conseguito un master in un’università nordamericana nota per aver inventato la bibita energetica “Gatorade“, e questo dà un’idea della sua specializzazione in oftalmologia. Alcuni giorni fa, il signor Graue si è dichiarato “indignato” perché non è bastata la droga che la polizia “ha piantato” o “seminato” ad uno degli attivisti dell’Auditorium Che Guevara (che, inutilmente, le autorità universitarie vogliono chiamare “Justo Sierra”). Il signor Graue non si è indignato perché il budget federale destinato all’educazione superiore è insufficiente a dare una formazione a centinaia di migliaia di giovani; non si è nemmeno indignato per le condizioni di mercato alle quali è soggetto il personale accademico e amministrativo; né si è indignato perché la UNAM si è trasformata in un covo di malviventi, cioè, di burocrati che non sanno neppure scrivere correttamente il nome del proprio capoccia (cioè, del rettore); nemmeno si è indignato per la mancanza di sicurezza degli impiegati, accademici e studenti nei campus della UNAM (aggressioni, violenze sessuali, omicidi); non si è indignato perché un processo antidemocratico e da gangster abbia messo sulla poltrona più alta della “massima casa di studi” un grigio burocrate.

No, il signor Graue si è indignato perché la polizia non fa bene il lavoro di fabbricare colpevoli. E questo indigna molto il signor Graue perché lui, in tutta la sua vita, si è sempre sforzato di essere un buon poliziotto. Col suo indignato discorso da poliziotto (assecondato da persone che non sanno nemmeno dove diavolo si trovi l’auditorium Justo Sierra, e tanto meno il Che Guevara, il signor Graue detta cattedra: “il problema dell’educazione superiore in Messico è colpa della mensa vegetariana, del laboratorio di serigrafia, di panetteria, tra altre cose. Sono attività sovversive promosse da un gruppo di persone anarchiche, cioè sporche, brutte e cattive che contrastano con la pulizia ed il buon vestire della burocrazia universitaria. Non vendono nemmeno Gatorade, ma acqua di origine sconosciuta. Sono drogati (i funzionari alti, medi e bassi nascondono nei cassetti della scrivania la cocaina, il vetro, il cristallo, le pillole e perfino il crack e spinelli – anche nella burocrazia ci sono livelli, mio caro −), sono anarco-anarchici, non fanno parte della comunità universitaria (più di un funzionario inghiotte saliva) e quell’auditorium… l’auditorium… l’auditorium… segretario, presto, mi dica come si chiama l’auditorium che vogliamo sgomberare… ha sì, l’auditorium Justo Sierra della facoltà di medicina… eh?… non è a medicina?… eh? … stanno registrando? e ditemelo allora!… ok… che sta nella facoltà di Lettere e Filosofia di Acatlán… no?… nella Città Universitaria?… Non è nella CU dove giocano los pumas? … Da quelle parti non ci sono facoltà? be’, io conosco solo il palco del rettorato… bene, dovunque si trovi, deve essere “liberato” dalla polizia, chiaro, dalla polizia che semini per bene le prove e non da quegli storditi che non sono nemmeno capaci di sistemare un po’ d’erba in uno zainetto. Per questo, un gruppo d’élite dei miei funzionari terrà un corso su come sistemare stupefacenti nei portafogli. Sì, lo so che non sono la stessa cosa, ma noi non portiamo mica zainetti, ma portafogli. Ho detto… e gli applausi? … accendi il registratore! … no, quello spegnilo che mi rovini la corsa al gabinetto! l’altro! quello! Grazie, grazie ai veri universitari che sanno che l’università serve ad addomesticare, non ad insegnare né investigare! Grazie, grazie, grazie! com’è venuto? … eh? … e spegni quel dannato registratore!… no, non quello dei goyas, l’altro, quello che sta registrando!”

Il signor Graue è furioso, lui vuole solo essere un buon poliziotto…

In fede: guau-miau.

Gatto-cane.

Copyleft 2016. Permesso della Giunta di Buon Governo in stato di “torni domani, chissà, magari al prossimo turno, nel frattempo le racconto la storia dell’autonomia zapatista. La sa già? Bene, allora, come si dice, bisogna ripassarla fino a che non entra bene nella sua testa. Ha il suo quaderno di appunti? Scriva “resistenza e ribellione”, o “ribellione e resistenza”, è la stessa cosa, perché l’ordine delle “r” non compromette l’autonomia, non ha studiato matematica? Solo canzoni? No, guardi, c’è bisogno delle arti e delle scienze, altrimenti come si fa”.

Testo originale

Traduzione “Maribel” – Bergamo

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Gustavo CastroInviamo alle rappresentanze in Italia del governo messicano la preoccupazione e la richiesta di protezione per l’attivista Gustavo Castro, unico testimone dell’omicidio di Berta Caceres, al quale le autorità dell’Honduras hanno impedito di lasciare il paese. Qui, di seguito, la mail da inviare ai seguenti indirizzi: correo@emexitalia.itseccion.consular@emexitalia.itinfo@consuladohondurasroma.it

ALERTA: seguridad para Gustavo Castro!
 
Ocho dias después del asesinado de Berta Cacéres, el ciudadano méxicano Gustavo Castro Soto -que es el unico testigo del delito- sigue en la embajada de México en Honduras. 
 
A pesar de las medidas cautelares dictadas por la CIDH (“en consideración la información presentada que indica que el señor Gustavo Castro ha decidido salir del país para salvaguardar su seguridad, la CIDH considera necesario que el Estado tome todas las medidas necesarias para asegurar su seguridad durante todo el proceso para preparar y completar su salida”), el y la organización Otros Mundos Chiapas -que fundó y de la cual es director- se encuentran muy preocupados porqué el Gobierno de Honduras pide al Gobierno mexicano de dejarles bajo su “control” Gustavo. 
 
Desde la embajada mexicana Gustavo nos envió este mensaje:
“He colaborado en todas las diligencias y estoy dispuesto ha seguirlo haciendo en el marco de la ley Honduras. Quiero pero permanecer en la embajada porqué temo por mi seguridad”.
 
Pido el gobierno méxicano que asegure la incolumidad del ciudadano méxicano y defensor de los derechos humanos y medioambientales Gustavo Castro, y que favorezca su pronto regreso a México.

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Gustavo CastroOmicidio Berta Cacéres: anche il testimone è a rischio 

Gustavo Castro Soto, attivista messicano, fondatore e direttore della ong Otros Mundos Chiapas, si trovava nella casa di Berta Cáceres quando è stata uccisa, nella notte tra il 2 e il 3 marzo scorsi. Ferito, non può lasciare l’Honduras: il 6 marzo è stato bloccato all’aeroporto di Tegucigalpa, ed ora è protetto all’interno dell’Ambasciata del Messico. Alcune organizzazioni per i diritti umani temono per la sua vita. http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=5557

Questo è l’indirizzo e-mail del consolato dell’Honduras a Roma, per esprimere la vostra preoccupazione info@consuladohondurasroma.it

 

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berta

GIUSTIZIA PER BERTA CACERES! Inviare la vostra firma all’indirizzo: campaign@stopcorporateimpunity.org

Una relazione molto stretta lega Berta Cáceres e il COPINH a molte realtà sociali del nostro Paese. La dirigente indigene Lenca uccisa il 3 marzo a La Esperenza, Intibicá, è stata per molti un’amica, oltre che una guida fondamentale per comprendere ed analizzare le dinamiche sociali, politiche, economiche ed ambientali dell’Honduras.

Il mondo perde una delle menti più lucide nella lotta contro il capitalismo turbo-finanziario. Chi ha a cuore i beni comuni, invece, sa che da oggi dovrà lottare con una forza ancora maggiore.

Nell’invitarvi a firmare questo documento, noi del Collettivo Italia Centro America siamo ancora increduli di fronte a ciò che è successo. Chiediamo giustizia per Berta, e siamo profondamente preoccupati per il Copinh e per il futuro dell’Honduras: se sono arrivati ad uccidere la dirigente più in vista dei movimenti sociali, teniamo che l’impunità sia una certezza per chi ha commesso questo delitto.

Grazie per inviare la vostra firma all’indirizzo: campaign@stopcorporateimpunity.org

COMUNICATO

Profonda indignazione internazionale per l’omicidio della leader indigena Berta Cáceres in Honduras

4 marzo 2016, Pianeta Terra

Berta Cáceres, leader indigena, rappresentante da oltre vent’anni del Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell’Honduras (COPINH), è stata assassinata all’alba di giovedì 3 marzo mentre dormiva nella sua casa di La Esperanza, Intibucá, a circa 188 km da Tegucigalpa, per mano di uomini armati “sconosciuti”.

Oltre ad essere stata una ferrea patrocinatrice dei diritti del movimento campesino e indigeno onduregno, Berta Cáceres, è stato un’attivista sociale rilevante e fonte di ispirazione, a livello regionale e continentale, a difesa della giustizia sociale ed ambientale, in particolare nell’opposizione ai megaprogetti minerari e idroelettrici.

Oltre a denunciare con lucidità i Trattati di Libero Commercio come parte di uno stesso ingranaggio che assicura l’impunità delle imprese transnazionali, Berta lottava per la salute, per la terra e contro il patriarcato e la violenza. Si era opposta al colpo di Stato del 28 giugno 2009, poiché per il COPINH il Golpe forniva lo strumento di violenza al servizio delle imprese transnazionali per il saccheggio dei beni comuni e la repressione delle organizzazioni sociali all’opposizione. Inoltre, è stata ferma nel rifiuto dell’installazione delle basi militari statunitensi nel territorio Lenca.

Nell’aprile del 2015 Berta Cáceres ha ricevuto il premio Goldman, uno dei più prestigiosi al mondo sui temi ambientali, conferitole per la sua collaborazione nella difesa del territorio Lenca minacciato dalle conseguenze nefaste e la violenza dovute alla costruzione della diga del Proyecto Hidroeléctrico Agua Zarca, della multinazionale cinese SINOHYDRO e dell’impresa onduregna Desarrollo Energético Sociedad Anónima (DESA). Da anni il popolo Lenca denunciava la violazione del diritto all’acqua come fonte di vita e di cultura e le vessazioni e le minacce di imprese, paramilitari e governo.

Per Berta Cáceres, madre di quattro figlie, la Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) aveva stabilito l’adozione di misure cautelari, per questo doveva godere di protezione speciale da parte del governo onduregno. Ciononostante, Berta è stata assassinata da uno Stato che protegge gli interessi del capitale locale, delle imprese multinazionali che si sono impadronite dei territori e dei beni comuni; a causa della sua lotta a favore della vitae dei più bisognosi, in diverse occasioni è stata portata a giudizio, perseguita, minacciata.

La leader onduregna in ripetute occasioni aveva denunciato di ricevere minacce di morte nel contesto della violenza che ha generato: 111 attivisti ambientalisti assassinati in Honduras tra il 2002 e il 2014, secondo il rapporto la relazione”¿Cuántos más?” pubblicata nel 2014 dalla ONG inglese Globale Witness. Questo fa dell’Honduras il paese con il più elevato indice di violenza dei 17 paesi analizzati e dimostra l’architettura di violenza e impunità del settore minerario, del business idroelettrico, tra altri, a beneficio del capitale privato e del governo complice. Secondo la ONG onduregna ACI-PARTICIPA (Associazione per la partecipazione dei cittadini in Honduras), più del 90% degli omicidi e degli abusi dei diritti umani contro gli attivisti in Honduras, rimangono irrisolti.

Esigiamo dal governo dell’Honduras:

  • Che metta fine all’impunità e che si indaghi sull’assassinio di Berta Cáceres e di tutte le compagne e compagni che hanno lottato per la giustizia sociale e l’ambiente.
  • Che lo Stato onduregno assicuri l’integrità, la libertà e i Diritti Umani di Gustavo Castro de Soto e di Aureliano Molina, compagno di Berta Cáceres.
  • Che si sospendano tutti i progetti denunciati dai difensori dei diritti umani; tra questi i progetti Hidroeléctricos Agua Zarca sul fiume Blanco e Blue Energy sul fiume Cangel.
  • Che vengano espulse le imprese e gli enti costruttori o finanziatori di progetti in cui si denunciano violazioni dei DDHH e dove non ci sia stata una consultazione previa delle popolazioni, secondo la Convenzione 169 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.
  • Che cessi la persecuzione e criminalizzazione di coloro che difendono i diritti umani e che si applichino le necessarie misure cautelative e di protezione.

Esprimiamo le nostre più profonde condoglianze ai familiari di Berta Cáceres, a tutte le sue compagne di lotta ed al popolo Lenca per questi orribili fatti.

Invitiamo alla mobilitazione civica ed alla denuncia immediata davanti alle ambasciate e consolati dell’Honduras nel mondo, per dimostrare il nostro ripudio di fronte a questo crimine e la nostra richiesta di giustizia.

Per ulteriori informazioni sulle mobilitazioni: Enlace a las convocatorias de movilizaciones de protesta

Alla pagina facebook evento en el Facebook de la Campaña Global invitiamo a postare le mobilitazioni che si terranno nei prossimi giorni.

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