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Archive for novembre 2009

Zapatisti picchiati.

La Jornada – Domenica 29 novembre 2009

Zapatisti picchiati e minacciati di morte

Hermann Bellinghausen, inviato. San Cristóbal de las Casas, Chis. 28 novembre. Autorità della giunta di buon governo (JBG) di Oventic hanno informato che priisti della comunità La Lagunita II, municipio di San Cristóbal de las Casas, hanno picchiato dei contadini, basi di appoggio dell’EZLN, sequestrato Francisco Gómez Hernández e minacciato di ucciderlo.  I fatti sono avvenuti lo scorso 22 novembre quando un gruppo di zapatisti di La Lagunita II erano andati a pulire la sorgente dove si riforniscono di acqua ed hanno trovato che il flusso d’acqua era stato deviato al pozzo di Macario Pérez Sánchez, di filiazione priista. “I compagni hanno ricollegato i tubi perché l’acqua è di tutti”, riporta la testimonianza raccolta dalla JBG.  Ore dopo, Pérez Sánchez “si è avvicinato alla casa del nostro compagno base di appoggio, Luis Pérez Hernández, a tirare pietre contro la casa malgrado sua moglie fosse malata”. Questi “è uscito per dirgli in buona maniera che non era bene quello che stava facendo e che non voleva avere problemi proprio con suo zio”. Il signor Macario si è scagliato contro di lui ed ha cominciato a picchiarlo. Due zapatisti, Agustín Pérez Gómez ed Antonio Gómez Vásquez, hanno cercato di separarli, “ma Macario ha gridato richiamando il suo gruppo che è arrivato con bastoni e pietre a picchiare i compagni, poi hanno preso il nostro compagno Francisco Gómez Hernández e l’hanno portato via”.  Davanti a questo, gli zapatisti hanno trattenuto Pérez Sánchez che per fuggire si è lanciato in un piccolo dirupo dove si è ferito, ed ora sostiene di essere stato aggredito dai nostri compagni, ma questa è una bugia”. Poi è stato catturato dagli zapatisti, “ma senza essere picchiato”.  La JBG ha smentito la versione dei fatti rilasciata dall’agente municipale ufficiale Alberto Pérez Pérez, che ha dichiarato ai media locali che il conflitto è nato per l’utilizzo del serbatoio dell’acqua, della strada e di un terreno conteso, si presume di proprietà di Macario, “ma questa è una bugia”.  La giunta sostiene che i filogovernativi “vogliono dimostrare che gli zapatisti provocano scontri tra fratelli indigeni, ma le basi di appoggio non vogliono appropriarsi della sorgente, perché è per tutta la comunità; e non c’è nemmeno nessuna contesa per la terra, solo intimidiscono i nostri compagni impedendo loro di transitare; tanto meno c’è l’intenzione di togliere terre a qualcuno”.  Gli zapatisti ribadiscono di aver manifestato in varie occasioni “che la nostra lotta è contro il sistema capitalista e non contro i nostri fratelli poveri”. Accusano delle azioni violente Macario Pérez, sua moglie Rosa Feliciano Pérez Pérez ed una decina di “complici”. Hanno partecipato anche Juan e Martín Collazo, originari di Las Palmas Primera Sección, sul cerro Huitepecc. In casa del primo “è dove avrebbero ucciso Francisco”. Lo hanno denudato, gettato acqua fredda e picchiato con l’aiuto di Sergio Pérez Pérez, originario di Zacualpa. Lo zapatista è stato liberato il giorno dopo ed è stato portato in ospedale per le grave ferite; in ospedale sono ricoverati anche altri tre zapatisti feriti.  Lo stesso Macario Sánchez era stato scoperto dalla polizia giudiziaria statale, a seminare e coltivare marijuana e nell’agosto del 2006 “aveva ingaggiato Juan Díaz, di Zacualpa, per uccidere Antonio Gómez Vásquez”, ma il potenziale assassino aveva desistito. Le aggressioni sono continue fin dal 2004. Attualmente agli zapatisti è impedito l’accesso al tempio cattolico di La Lagunita. http://www.jornada.unam.mx/2009/11/29/index.php?section=politica&article=015n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo  https://chiapasbg.wordpress.com )

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JBG indagano.

La Jornada – Sabato 28 novembre 2009

“Una trappola” la notizia che gli zapatisti abbiano chiesto il riconoscimento del governo. Si indaga sull’identità delle persone che si sono spacciate per rappresentanti ed hanno firmato il documento.

Hermann Bellinghausen, inviato. San Cristóbal de las Casas, Chis., 27 novembre. Le giunte di buon governo (JBG) Hacia la esperanza, di La Realidad (zona selva di confine) e Nueva semilla que va a producir, di Roberto Barrios (zona nord) smentiscono di aver chiesto il “riconoscimento” al Congresso locale ed al governo di Juan Sabines Guerrero.  “È triste che qualcuno diffonda queste cose, secondo noi si tratta di una trappola. Non raggiungeranno i loro scopi, noi sappiamo che pubblicheranno altre cose con le quali non abbiamo niente a che vedere. Ci vogliono schiacciare, ma non ci riusciranno”, dichiara la JBG di La Realidad. “Per noi il denaro non vale, non può comprare la nostra dignità”.  Il 25 novembre, denunciano le autorità zapatiste, unendosi alle smentite delle altre tre JBG, “la corrispondente di La Jornada ha scritto che rappresentanti delle cinque JBG hanno avuto incontri con un gruppo di legislatori locali. Sono solo bugie con le quali altri si stanno arricchendo”.  Da parte sua, la giunta zapatista del caracol Que habla para todos, della zona nord, riferendosi alle “falsità” diffuse, “in cui il giornale sottolinea che gli zapatisti hanno chiesto riconoscimento giuridico, politico, finanziario e sociale”, smentisce che una “commissione” guidata dal deputato panista Trinidad Rosales Franco abbia visitato le JBG.  “Questi parassiti imbroglioni e ladri mantengono il potere con la menzogna e vogliono continuare ad esercitare il controllo con la distribuzione delle briciole”.  Gli zapatisti chiariscono che i poteri Esecutivo, Legislativo e Giudiziario, insieme ai partiti PRI, PAN e PRD, “hanno tradito gli accordi di San Andrés, che per loro erano solo carta straccia per pulirsi e da gettare nel cesso, e questo vuol dire che non hanno la capacità di governare il popolo ed il paese.”  La notizia contestata cita l’esistenza di un documento firmato da individui che si sono spacciati per zapatisti. Secondo la JBG della zona nord, “il malgoverno usa e corrompe gente che si presta e si vende per qualche soldo (….), ma ora indagheremo sulle persone che hanno firmato questo documento e si sono spacciate per membri delle JBG, per punirli e mostrare loro come si applica la giustizia nelle nostre comunità, perché non conosciamo queste persone che non fanno parte delle nostre fila zapatiste”.  Le autorità autonome dichiarano: “Il nostro potere è la nostra dignità, non ci vendiamo, non ci arrendiamo né tentenniamo, la nostra lotta è per giustizia, libertà e democrazia e siamo contro le bugie dei malgovernanti. La politica del malgoverno è creare disinformazione e confondere la gente onesta che lotta e resiste, il suo piano di contrainsurgencia è creare terrore e paura nella società”.  Di fronte a questa situazione, conclude, “chiediamo ai fratelli onesti che lottano per la giustizia e la democrazia di non lasciarsi ingannare dagli sporchi interessi di questi governi vampiri e dai media che non dicono la verità”. http://www.jornada.unam.mx/2009/11/28/index.php?section=politica&article=012n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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SMENTITA DELLE JBG.

DA: DESINFORMEMONOS  27 NOVEMBRE 2009

OGGI 26 NOVEMBRE  LE GIUNTE DI BUON GOVERNO DI OVENTIC, LA GARRUCHA E MORELIA HANNO EMESSO TRE COMUNICATI, RISPETTIVAMENTE, PER SMENTIRE LA NOTIZIA DIFFUSA DAL GOVERNO DEL CHIAPAS E DAL CONCGRESSO LOCALE, PUBBLICATA IL 25 NOVEMBRE DAL QUOTIDIANO LA JORNADA, NELLA QUALE SI AFFERMAVA CHE, TRA ALTRE FALSITA’ , LE GIUNTE ZAPATISTE CITATE AVREBBERO CHIESTO IL RICONOSCIMENTO GIURIDICO DELLO STATO.

LE AUTORITA’ AUTONOME ZAPATISTE DELLE TRE GIUNTE CITATE PRECISANO DI NON AVER RAPPORTO ALCUNO CON IL GOVERNO DEL CHIAPAS E CHE MAI HANNO ACCOLTO MEMBRI DEL GOVERNO NEL LORO TERRITORIO.

“QUINDI, CHIEDIAMO A TUTTI, ORGANIZZAZIONI E PERSONE DI BUONA VOLONTA’ CHE LOTTANO PER LA LIBERTA’, PER LA GIUSTIZIA E PER I DIRITTI DI TUTTI, DI NON FARSI INGANNARE DAI PIANI E INTERESSI DEI MALGOVERNI E DAI LORO COMPLICI”, DICHIARA LA GIUNTA DI OVENITC.

 PER L’IMPORTANZA DI QUESTE DICHIARAZIONI, CONSULTARE IL TESTO ORIGINALE DEI COMUNICATI EMESSI DALLE GIUNTE ALLA PAGINA DI ENLACE ZAPATISTA (http://enlacezapatista.ezln.org.mx/)

ED OGGI, PIU’ CHE MAI, “CONTROIFORMIAMOCI……”

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Smentita delle JBG.

La Jornada – Venerdì 27 Novembre 2009

LE JBG SMENTISCONO LA NOTIZIA GIORNALISTICA SECONDO CUI SI SAREBBERO RIVOLTE AL CONGRESSO DEL CHIAPAS

Hermann Bellinghausen.  

Le cinque giunte di buon governo (JBG) zapatiste hanno smentito le notizie giornalistiche secondo le quali avrebbero chiesto al Congresso del Chiapas “il riconoscimento costituzionale”. Gli zapatisti “non hanno bisogno del riconoscimento dei malgoverni che non sono del popolo; siamo già riconosciuti dalla nostra gente che ci ha scelto e da moltissimi popoli a livello nazionale ed internazionale”, dichiarano.  A nome delle cinque JBG, quella di Oventic, Corazón céntrico de los zapatistas delante del mundo, ha dichiarato: “Il 25 novembre, il giornale La Jornada ha pubblicato che il Congresso locale ha approvato un accordo che sollecita il governo di Juan Sabines Guerrero a ‘rispondere’ alla richiesta che, secondo i legislatori, gli zapatisti hanno fatto di riconoscimento giuridico”.  Las JBG smentisce “energicamente” queste presunte richieste: “Mai abbiamo proposto, verbalmente o per iscritto, di chiedere le briciole al malgoverno statale né a quello federale”.  Anche le JBG di La Garrucha e Morelia si sono pronunciate al riguardo. Quella di Oventic sostiene: “Nessuno rappresenta le JBG di fronte ad alcuna istanza governativa”. Ai presunti “rappresentanti” menzionati nella notizia (David Gómez Pérez, Daniel Santiz López, Pablo Méndez Cruz, Moisés Cantor Decelis e Pedro Gómez Santiz) “nessuno li conosce in nessuna zona zapatista; tanto meno fanno parte delle nostre file; sono solo persone che vogliono approfittare delle risorse economiche che tanto promette il malgoverno”. Secondo la notizia giornalistica “una commissione governativa ha visitato le cinque JBG. Questo “è assolutamente falso, perché gli zapatisti non hanno bisogno della visita dei funzionari del malgoverno”. Inoltre, “nessun governo risolverà mai le principali domande dei nostri popoli, né i bisogni che i nostri popoli hanno da secoli.  

“Piano contrainsurgente

“Le menzogne del malgoverno, dei suoi deputati e dei suoi complici, sono parte di un piano contrainsurgente per confondere l’opinione pubblica e colpire la resistenza dei nostri popoli nella lotta per costruire la propria autonomia”.  Anche la JBG El camino del futuro, di La Garrucha, ha smentito questa notizia “su un giornale a cui piace molto il denaro e pubblica le bugie”. Nega che si sia stata una riunione con legislatori o funzionari: “È falso che ci siano documenti consegnati al malgoverno perredista. È una sciocchezza quanto dichiarano il Congresso locale e Juan Sabines Guerrero”.  Definiscono “falso” il deputato panista Carlos Pedrero che dice di aver visitato le JBG, e tutti i deputati locali e federali dei diversi partiti. “Non li vogliamo vedere neppure in foto e molto meno in persona, perché sono solo dei ladri che vivono alle spalle del popolo”. La notizia “fa schifo tanto è falsa”.  Aggiungono che “i malgoverni, insieme al loro padrone del neoliberalismo, si credono potenti con i loro soldi, ma si imbattono in noi gli zapatisti e zapatiste, che abbiamo un potere che può avere chiunque nel mondo che si chiama la dignità che non si vende, non si arrende e non claudica, che arriva fino al fine di una lotta”.  Gli zapatisti aggiungono di aver chiesto “ai tre poteri del Messico”, e non ai poteri locali, “che si faccesse la legge sui nostri diritti e cultura indigena; ma questi tre poteri ci hanno trattato come spazzatura. Non sappiamo leggere né scrivere bene, ma abbiamo memoria”.  Sostengono che “ci sono persone” che si spacciano per zapatisti “e si stanno arricchendo col tradimento, come la banda dei deputati; sappiamo che è lo stesso malgoverno che organizza questi gruppi che producono falsità, ma un giorno faremo giustizia”.  Ha parlato anche la JBG di Morelia, Corazón del arcoiris de la esperanza: “Il mondo è testimone dei nostri sforzi affinché si compissero i nostri primi accordi ed i professionisti della menzogna non si sono mai disturbati a rispettarli, si sono solo impegnati a perseguirci”. Sicuramente, i tre poteri dello stato “stanno assegnando compiti e risorse per realizzare la grande bugia”. http://www.jornada.unam.mx/2009/11/27/index.php?section=politica&article=015n1pol

Comunicati integrali delle Giunte di Buong Governo: http://enlacezapatista.ezln.org.mx/jbg/2688 La Garrucha; http://enlacezapatista.ezln.org.mx/jbg/2703 La Realidad; http://enlacezapatista.ezln.org.mx/jbg/2701 Roberto Barrios; http://enlacezapatista.ezln.org.mx/jbg/2687 Morelia; http://enlacezapatista.ezln.org.mx/jbg/2685 Oventic

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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JBG riconosciute legalmente.

La Jornada – 25 Novembre 2009

I deputati chiedono a Juan Sabines di riconoscere legalmente le giunte di buon governo 

Ángeles Mariscal. Tuxtla Gutiérrez, Chis., 24 novembre. Il Congresso locale ha approvato un punto d’accordo che sollecita il titolare del Potere Esecutivo statale, nell’ambito di sua competenza, di rispondere alle richieste delle giunte di buon governo (JBG), instaurate dall’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN). Secondo i legislatori, gli zapatisti hanno chiesto il riconoscimento giuridico di queste istanze.  Il 19 novembre scorso il plenum della 63a Legislatura statale ha approvato la creazione della Commissione Speciale davanti alla Realtà delle Giunte di Buon Governo, su proposta della Giunta di Coordinamento Politico.  Il deputato panista Trinidad Rosales Franco, che guida questa istanza legislativa, ha comunicato che il Congresso del Chiapas lo scorso 9 novembre ha ricevuto un documento firmato dai cittadini David Gómez Pérez, Daniel Santiz López, Pablo Méndez Cruz, Moisés Cantor Decelis e Pedro Gómez Santiz, “in qualità di rappresentanti ed abitanti delle giunte di buon governo nello stato del Chiapas”.  Nel documento i firmatari ritengono che “di fronte all’attesa e inadempimento degli Accordi di San Andrés, hanno concordato come messicani che l’Esecutivo del Chiapas riprenda e compia i punti che gli competono di detti accordi nell’ambito delle sue attribuzioni costituzionali”.  Ha spiegato che gli zapatisti esigono il rispetto dei loro modi tradizionali di organizzazione sociale e politica, così come della “loro amministrazione comunale nello sfruttamento delle risorse naturali e habitat; protezione e integrità e legalità della terra in possesso delle giunte di buon governo come popoli autonomi, e il rispetto della risoluzione interna dei conflitti, nei quali predominano i loro diritti individuali”.  Rosales Franco ha ricordato inoltre che gli zapatisti sollecitano “l’elaborazione di regolamenti comunitari, compatibili con le legislazioni nazionale e statale”. Nello stesso tempo chiedono “la definizione di strategie per la soddisfazione dei bisogni umani fondamentali dei popoli autonomi mediante l’approvazione di un bilancio degno, stabilito per legge al Congresso locale, che sarebbe concesso alla struttura organizzativa di ogni giunta ed amministrato dalla stessa secondo i propri usi e costumi”.  Trinidad Rosales, a nome della commissione che guida, ha spiegato che la missiva ha motivato la creazione di questa commissione, la quale verificherà gli aspetti giuridici, politici, finanziari e sociali. Inoltre, ha già visitato le cinque giunte di governo – La Realidad, Morelia, La Garrucha, Roberto Barrios e Oventic – per accogliere le richieste poste dagli zapatisti.  Il deputato del Partito Azione Nazionale, Carlos Pedrero, presidente della Giunta di Coordinamento Politico, ha comunicato lunedì scorso in un intervista, che una commissione di legislatori locali ha fatto visita “ai rappresentanti delle cinque giunte di buon governo per raccogliere le loro necessità”.  Per questo, nella sessione ordinaria di questo martedì i legislatori hanno approvato questo punto di accordo. http://www.jornada.unam.mx/2009/11/25/index.php?section=politica&article=013n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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Dialogo tra OCEZ e governo.

La Jornada – 25 Novembre 2009

La OCEZ riconosce la mediazione del PRD e proseguirà il dialogo col governo del Chiapas

In conferenza stampa, José Manuel Hernández, El Chema Ratón, ha riconosciuto la mediazione di María Elena Meneses, presidente della Commissione dei Diritti Umani del PRD, ed ha annunciato che il dialogo col governo continuerà al tavolo di negoziato.  Al tavolo di riconciliazione formato da rappresentanti del gobernó dello stato, del Tribunale Superiore di Giustizia, del Congresso dello stato e della Commissione dei Diritti Umani, si è convenuto che in Chiapas si privilegia l’applicazione Della giustizia ed inizia una nuova tappa per le organizzazioni sociali, come ha affermato anche José Manuel Hernández Martínez.  “Con la nostra liberazione abbiamo avuto la dimostrazione della volontà politica del governo. Crediamo che questo contribuisca a risolvere i problemi ancora pendenti con la nostra organizzazione”, ha dichiarato José Manuel Hernández, membro della OCEZ regione Carranza. (……..) http://www.jornada.unam.mx/texto/015n2pol.htm

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Liberato Chema.

La Jornada – Mercoledì 25 Novembre 2009

LIBERATO IL DIRIGENTE DELLA OCEZ

ELIO HENRÍQUEZ e ÁNGELES MARISCAL. San Cristóbal de las Casas, Chis., 24 novembre. Ore dopo la sua scarcerazione, il leader dell’Organizzazione Campesina Emiliano Zapata (OCEZ), José Manuel Chema Hernández Martínez, ha dichiarato davanti a decine di suoi compagni che per quasi due mesi hanno manifestato per liberarlo, che i contadini non sono “carne da cannone” e che la repressione e la corruzione dei leader non risolvono le domande di terra e giustizia.   Accogliendolo di fronte alla Cattedrale della Pace di questa città, tra fuochi d’artificio e allegria, molti dei presenti piangevano ricordando la lotta per la terra che in 30 anni è costata la vita a circa 40 compagni e la repressione poliziesca e militare.  Il dirigente era partito dalla sua abitazione nel municipio di Venustiano Carranza – dove l’avevano condotto dei funzionari statali – per San Cristóbal per riunirsi con i suoi compagni in presidio e che hanno occupato gli uffici locali dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) per chiedere la sua liberazione e quella di altri due contadini.  Chema era in carcere a Tepic, Nayarit, ed i suoi compagni José Manuel de la Torre e Roselio de la Cruz, nel carcere chiapaneco di Cintalapa. I tre già liberi sono stati portati dal governatore Juan Sabines Guerrero il quale ha chiesto loro di “riprendere i negoziati” ed ha promesso che non saranno eseguiti altri mandati di cattura. I contadini hanno ascoltato ma hanno chiarito che manterranno le loro richieste di terra e indennizzi alle famiglie dei due contadini morti durante uno degli operativi di polizia.  In un’intervista, Chema ha affermato che gruppi di potere dentro il governo chiapaneco vogliono una “repressione di massa” e pensavano di “annichilire la OCEZ”. rispetto all’occupazione degli uffici dell’ONU, ha detto di non sapere quando si concluderà, perché deve consultarsi ancora coi tutti i membri dell’organizzazione, ma l’ente internazionale ha fatto sapere che gli occupanti hanno accettato di sedere ad un tavolo di distensione questo giovedì.  Prima di far visita nell’ospedale regionale di San Cristóbal a José Santos Aguilar, ferito durante le operazioni di arresto del dirigente, questi ha precisato che il governo statale ha accettato di pagare la cauzione per i tre detenuti ed ha rinunciato all’azione penale per associazione a delinquere. Intanto, a Tuxtla Gutiérrez indigeni tzotziles dei municipi di Chenalhó, Rayon e Chalchihuitán hanno chiesto la liberazione di otto contadini detenuti a San Cristóbal, che il 16 novembre hanno iniziato uno sciopero della fame, ha riferito l’agenzia Notimex. http://www.jornada.unam.mx/texto/031n1est.htm

(Traduzione “Maribel” – Bergamo https://chiapasbg.wordpress.com )

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