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Denuncia da Toniná.

La Jornada – Martedì 11 dicembre 2012

La JBG denuncia danni al sito archeologico di Toniná e chiede le dimissioni del direttore. Octavio Albores, presidente municipale, distrugge tombe maya per costruire un ponte

Hermann Bellinghausen

La giunta di buon governo (JBG) El camino del futuro, con sede nel caracol Resistencia hacia un nuevo amanecer, a La Garrucha, Chiapas, ha denunciato la strategia di perseguire ed imprigionare “i nostri compagni innocenti, basi di appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN)”. Questa volta, il perseguito è Alfonso Cruz Espinosa, del villaggio San Antonio Toniná, attiguo alla zona archeologica di Toniná e vicino al capoluogo municipale di Ocosingo.

Le autorità della JBG denunciano i fatti avvenuti nel municipio autonomo Francisco Gómez; “nel nostro territorio”, precisano. “Secondo alcune voci, sul compagno Cruz Espinosa pende un mandato di cattura per il semplice fatto che il municipio autonomo ha aperto un negozio collettivo di artigianato in quel luogo, sul nostro terreno recuperato, a beneficio dei nostri compagni in resistenza”.

La JBG chiede ai tre livelli del malgoverno di rispettare gli accordi firmati il 28 gennaio 2006 nell’ufficio del consiglio autonomo di Francisco Gómez, perché “noi rispettiamo gli accordi”. Sostiene che gli zapatisti rispettano il terreno che coltiva la signora Socorro Espinosa Trujillo e le sue figlie Berenice e Dalia Maribel Cruz Espinosa. Anni fa, i governi statali di Juan Sabines Guerrero e municipale (PAN) di Arturo Zúñiga operarono per provocare un conflitto tra la famiglia Cruz Espinosa ed Alfonso, proprietario legittimo dei terreni che circondano il sito archeologico, allo scopo di sottrarli al territorio autonomo zapatista e destinarli ad usi commerciali.

La JBG inoltre denuncia che l’attuale presidente municipale di Ocosingo, Octavio Albori Cruz (PRI) sta distruggendo tumuli e tombe maya per la costruzione di un ponte a beneficio dell’ex sindaco Zúñiga ed altri allevatori della zona, e si domanda: “Non è un crimine distruggere il patrimonio della nazione?”.

La JBG ed il municipio autonomo Francisco Gómez chiedono le dimissioni dell’archeologo responsabile Juan Yadeum e della direttrice del sito di Toniná, Julissa Camacho Ramírez, come era stato concordato e firmato dai tre livelli del malgoverno il 28 febbraio 2009, perché sono loro a provocare i costanti problemi. Entrambi sono stati denunciati come complici, almeno per omissione, di queste opere illegali che colpiscono e danneggiano il patrimonio archeologico.

La direttrice Camacho Ramírez è stata inoltre denunciata per diverse irregolarità, come usare veicoli ufficiali dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) per trasportare legname – disboscato illegalmente nel podere Campo Alegre – che usa nella costruzione della sua casa di Ocosingo, senza che l’INAH, in Chiapas, intervenga contro Emilio Gallaga Murrieta. Questi stessi veicoli sono usati per trasportare i figli dei militari che risiedono nella base di Toniná.

Le autorità ribelli chiedono ai tre livelli del malgoverno di cancellare immediatamente il mandato di cattura contro Alfonso Cruz, “perché non ha commesso alcun reato. Lo diciamo chiaro: non permetteremo più nessuna ingiustizia contro le basi di appoggio del nostro EZLN, benché i tre livelli del malgoverno cerchino forme e strategie per fregarci e indebolire la nostra lotta e resistenza. Noi andiamo avanti pronti a difenderci da qualunque provocazione contro le nostre basi”. 

La giunta avverte: “Staremo attenti per quanto potrebbe succedere e ne riterremo responsabili direttamente i tre livelli del malgoverno e Julissa Camacho Ramírez, Juan Yadeum, così come María del Socorso Espinosa Trujillo e le sue figlie.

Comunicato originale della JBG

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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