La Jornada – Sabato 12 dicembre 2009
Gli zapatisti smentiscono il coinvolgimento nella convocazione del forum ¡Váyanse o los sacamos!
I detenuti della Voz del Amate digiunano per la libertà
Hermann Bellinghausen
I “prigionieri politici” della Voz del Amate reclusi el carcere numero 5 di San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, questo venerdì hanno iniziato un digiuno di 84 ore per chiedere la libertà, guidati dal professore tzotzil Alberto Patishtán Gómez, il “prigioniero di coscienza” più vecchio dello stato. La protesta è “per la mancanza di risposte alle istanze presentate per i nostri arresti ingiusti, dove continuiamo ad essere gli ostaggi del sistema di governo”. I reclusi, aderenti all’Altra Campagna, sostengono che “non smetteranno mai di resistere e chiedere la vera giustizia, ed oggi iniziano un digiuno e preghiera dall’11 al 17 dicembre, con un’astinenza dal cibo di 84 ore per 12 ore al giorno, allo scopo di continuare a chiedere la nostra liberazione incondizionata al governo di Juan Sabines Guerrero. “Come lei saprà, siamo innocenti, come hanno sempre dimostrato i nostri avvocati del Frayba. Invitiamo tutti i compagni e compagne, fratelli e sorelle ad unirsi alle nostre giuste richieste e ad accompagnarci in questo digiuno”, hanno dichiarato. Patishtán Gómez, in carcere da dieci anni con l’accusa (mai provata) di aver partecipato nel 1998 ad un’imboscata contro poliziotti statali nel municipio El Bosque, per telefono ha precisato a La Jornada che la sua difesa è assunta esclusivamente dal Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de las Casas, e non da altri avvocati, come Miguel Ángel de los Santos, come hanno erroneamente indicato diversi media locali. Su un altro versante, l’equipe di appoggio della Commissione Sesta dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale ha esautorato “persone il cui lavoro non è avallato dalle comunità zapatiste”, in relazione ad “un’assemblea nazionale di aderenti all’Altra Campagna”, convocata a Città del Messico per il 26 dicembre. L’equipe di appoggio alla commissione ha diffuso questa dichiarazione: “Relativamente alla diffusione di un invito ad un’assemblea nazionale convocata da collettivi, organizzazioni ed individui del Forum Nazionale ¡Váyanse o los Sacamos!, nel quale si usano immagini di zapatisti e le sigle dell’EZLN, abbiamo chiesto in proposito ai compagni zapatisti”, che hanno dichiarato che il loro nome ed immagini sono stati utilizzati senza che fossero consultati, “creando la falsa impressione di appoggiare questa convocazione; non solo è indispensabile segnalare che non la si condivide, ma che non si ha niente a che vedere con questa”. L’equipe di appoggio della commissione ricorda che, “nello stesso modo menzognero”, alcuni giorni fa sono state pubblicate “calunnie sulla presunta resa delle giunte di buon governo al governo perredista-priista-panista-petista di Juan Sabines” (La Jornada, 25 novembre).”Qualsiasi collettivo dell’Altra Campagna può convocare tutte le riunioni che vuole, ma le decisioni sono di responsabilità di chi vi partecipa e non si possono utilizzare impunemente né il nome né l’immagine dell’EZLN per creare false aspettative; tanto meno, da persone il cui lavoro non è avallato dalle comunità zapatiste”. http://www.jornada.unam.mx/texto/008n2pol.htm
(Traduzione “Maribel” – Bergamo)