La Jornada – Sabato 10 ottobre 2009
Il governo del Chiapas “consulterà” gli indigeni sull’autostrada già in costruzione per Palenque
Hermann Bellinghausen. San Cristóbal de las Casas, Chis., 9 ottobre. Il governo del Chiapas non solo ha già il “progetto definitivo” della costruzione dell’autostrada San Cristóbal-Palenque, ma ha già avviato da mesi i lavori in diversi punti del tracciato, benché non tutto sia di dominio pubblico. Nel Piano di Sviluppo nella zona di influenza dell’autostrada San-Cristóbal-Palenque, dell’Istituto di Promizione dell’Agricoltura Tropicale (IFAT) del governo statale, non solo si specificano decine di nuove coltivazioni (gomma, palma e litchi, tra altre) che saranno promosse nei territori indigeni che attraverserà l’autostrada, ma presenta un piano generale dell’opera. Il tracciato della controversa strada superveloce che i governi statale e federale hanno promosso è stabilito, con poca chiarezza ma molte parole, da quando sono iniziate le amministrazioni di Felipe Calderón e Juan Sabines Guerrero. Questa settimana il governo chiapaneco ha annunciato che “a breve inizierà un ampio ed includente processo di consultazione con le comunità indigene, attraverso la Segreteria dei Popoli Indios e dell’Istituto Chiapas Solidale”. Ora che si ha “il tracciato definitivo dell’autostrada”. Vuol dire che il tracciato è deciso e si consulteranno le comunità su cose già decise? Il piano illustra le coltivazioni che si imporranno alle comunità della “zona di influenza”, anche se il comunicato ufficiale pubblicato questa settimana dice che si chiederà alle comunità. Secondo l’IFAT, sono presi in esame i municipi di Huixtán, Oxchuc, Altamirano, Sabanilla, Tenejapa, San Juan Cancuc, Sitalá, Ocosingo, Chilón, Yajalón, Tumbalá e Salto de Agua, oltre alle due municipalità del progetto.Nella zona nord è già in funzione il tratto che includerà un ponte sul fiume Tulijá nella comunità Tortuguero, vicino a Paso Naranjo (Salto de Agua). Da lì uscirà a Cerro Norte per Actiopá Yochib, e da lì una lunga linea retta fino al progettato nuovo aeroporto di Palenque. Proprio questo giovedì 60 ambasciatori accreditati in Messico hanno cominciato una visita nella zona, che prosegue oggi, evento inusitato organizzato dalla Segreteria degli Affari Esteri per “vendere” il prodotto delle ambiziose opere avviate. Tre mesi fa, il governatore Sabines ha visitato Totuguero per convincere la popolazione chol della località delle bontà del progetto stradale, turistico ed agricolo. Da allora hanno cominciato a funzionare le macchine degli appaltatori per realizzare lo svincolo dalla comunità Santa María a Tránsito Paraíso, La Cascada Moypá e Tortuguero. Anche ora a Paso Naranjo c’è un accampamento dell’Esercito federale attivo. Il ponte darà accesso al tratto dell’autostrada che verrà da San Cristobal, passando per Sitalá e Bachajón, fino alla comunità Esperanza Morrison, municipio di Tumbalá (dove si trova il municipio autonomo zapatista La Paz). La mappa diffusa dall’IFAT non mostra questa né altre strade o deviazioni a località come Agua Azul (Tumbalá) e Misolhá (Salto de Agua), che sono parte del progetto turistico. Il tronco centrale consiste in un primo tratto da San Cristóbal a Tenango, attraverso Huixtán e Oxchuc. Da lì segue la parte più lunga e rettilinea del progetto (più della metà del totale) fino al ponte di Tortuguero. Intanto, il governo statale “ha confermato” nei giorni scorsi che “la nuova via di comunicazione, non passerà per la comunità Mitzitón, nel municipio di San Cristóbal de Las Casas”, come indicato nei progetti precedente della Segreteria di Comunicazioni e Trasporti. Ciò nonostante, nelle vicinanze di Mitzitón proseguono le opere di “ampliamento” della strada per Comitán. Il piano dell’IFAT, sebbene sia impreciso nel primo tratto che esce da San Cristóbal, in effetti elude Mitzitón e Los Llanos, ejidos in resistenza che hanno annunciato il loro rifiuto della strada. http://www.jornada.unam.mx/2009/10/10/index.php?section=politica&article=011n1pol
(Traduzione “Maribel” – Bergamo)
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