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Un premio per “rompere il silenzio” su Dení Prieto

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Nella foto Gloria Muñoz Ramírez e Beatriz Zalce

Città del Messico. 13 marzo 2013. Il nome dell’exguerrillera Dení Prieto Stock è risuonato oggi al Premio Nazionale di Giornalismo conferito a Beatriz Zalce, giornalista di Desinformémonos, per la sua intervista “Dení Prieto, un seme dell’EZLN“, pubblicata il 13 maggio 2012 nella sezione culturale di questa rivista elettronica. Il riconoscimento a questa storia significa “rompere quel silenzio imposto”, dice Zalce, oltre “all’impegno, alla presa di coscienza di ciò che può e si deve fare”.

Il lavoro che mostra una profonda conoscenza ed empatia con la storia di María Luisa – il nome in clandestinità di Dení, integrante delle Forze di Liberazione Nazionale – parte da un’intervista collettiva ad Ayari Prieto, sorella di Dení; e a Luisa Riley, regista del documentario “Fiore in Otomí“, sulla vita della giovane donna rivoluzionaria.

Il Club dei Giornalisti da 62 anni consegna un riconoscimento al lavoro giornalistico più rilevante, avallato dalla propria categoria e non dal potere. Si tratta di un premio indipendente e autonomo che non consiste in gratificazioni economiche, bensì in un diploma per il lavoro compiuto. 

Nell’intervista premiata, Ayari Prieto ricrea passaggi della vita con sua sorella; mentre la cineasta Luisa Riley parla del significato del suo documentario – una testimonianza dopo un silenzio durato 38 anni -, ed entrambe esplorano l’impegno politico e vitale della giovane assassinata dall’esercito messicano il 14 febbraio 1974. 

Per Zalce, docente alla Facoltà di Studi Superiore Acatlán, “il premio è evidentemente a Desinformémonos che è la prova provata che i sogni diventano realtà a patto che si uniscano molte forze, molti cuori e l’impegno”. Il premio è stato consegnato il 13 marzo 2013 nella sede del Club dei Giornalisti, nel centro di Città del Messico.

Beatriz Zalce insiste nell’affermare che “il premio è per Desinformémonos e forse io non sono altro che un canale”. Riguardo a questa rivista elettronica, Zalce aggiunge che anche qui “molta gente chiede, come si chiama? Perché questo nome? E’ già una rivista abbastanza letta e – come ha detto Hermann Bellinghausen, è un miracolo che ha più collaboratori, corrispondenti ed inviati che la Reuters -, è straordinario che così giovane e così grande, riceva questo premio.” 

“Bisogna continuare a rompere il silenzio perché proprio in questi momenti stanno accadendo cose che dobbiamo scrivere e pubblicare su Desinformémonos”, conclude Beatriz.

 http://desinformemonos.org/2013/03/un-premio-por-romper-el-silencio-sobre-deni-prieto/

Video della premiazione http://www.youtube.com/watch?v=0sihhzBZgsA

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