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La Jornada – Lunedì 16 gennaio 2012

Di fronte al silenzio delle autorità, gli abitanti di Siltepec chiudono i postriboli

Hermann Bellinghausen. Inviato. Siltepec, Chis., 15 gennaio. In questo municipio di montagna, racchiuso nella Sierra Madre del Chiapas, la popolazione ha deciso di mettere un freno ai postriboli e, per quanto possibile, all’alcool. Per il momento sono stati chiusi i bordelli El Cazador, La Cabaña, La Embajada, La Tablazón ed uno dei molti che operano clandestinamente: La Lamita. Altri clandestini, che si presentano come ristoranti o con facciate legali diverse, continuano a funzionare.

Un gruppo di appartenenti a Luz y Fuerza del Pueblo, organizzazione dell’Altra Campagna con forte presenza nelle comunità di Siltepec e del suo capoluogo municipale, racconta a La Jornada che tempo fa la popolazione aveva chiesto l’intervento della giurisdizione sanitaria del governo statale, perché i bordelli e l’alcolismo sono diventati il problema principale in questa regione, fondamentalmente rurale. “Il dottor Juan Gabriel, della giurisdizione, sulle prime non voleva farlo, ma quando ha visto che la gente si era unita, alla fine ha messo i sigilli”, segnalano.

Essendo queste chiusure una domanda sentita dai locali, Luz y Fuerza del Pueblo ha trovato il sostegno della gente del quartiere Chihuahua, che “è stata costretta ad organizzarsi per conto suo” contro i postriboli nelle sue strade, molto rumorosi fino a tarda notte, oltre che frequente scenario di risse e spettacoli deplorevoli. L’educazione ed i servizi sanitari sono altre questioni pendenti (con gravi deficienze nella regione), il loro stato critico si manifesta concretamente nello scontento e nell’alcolismo, nelle risse notturne e nel traffico e uso di droga.

Gli abitanti di Siltepec organizzati nell’Altra Campagna segnalano che il sindaco priista Bellaner Pérez Anzueto non ha ascoltato le loro richieste. Per questo la popolazione ha preso l’iniziativa. Anche cosí, il problema dell’alcolismo è così acuto che lo stesso municipio ha dovuto stabilire il “proibizionismo” (“ley seca“) nei giorni di domenica e limitare gli orari di vendita nel resto della settimana.

“Sappiamo che non si può facilmente proibire completamente l’alcool ed i postriboli, perché sono considerati legali”, ammettono, “ma qui provocano gravi danni”. La gente qui, aggiungono, “lavora nei campi, si alza presto; le risse, a volte con le armi, e gli scandali influiscono molto sulla vita di tutti ed il municipio non ha una polizia qualificata per affrontare queste situazioni; non è in grado di controllare nemmeno la vendita di birra”.

Avendo la sua origine nella resistenza organizzata alle alte tariffe della Commissione Federale di Elettricità e da molti anni facente parte della rete statale aderente all’Altra Campagna, Luz y Fuerza del Pueblo di Siltepec è organizzata con i quartieri Las Nubes, Rincón del Bosque, Veracruz, 20 de Noviembre, Chihuahua e Toquiancito, e nelle comunità ed ejidos di Honduras, Buenos Aires, Soledad, Cruz de Piedra, Toquián ed altri.

Ora sono decisi a fermare le principali minacce alla loro vita comunitaria. Questo comprende lo sfruttamento minerario, la distruzione delle foreste e la cancellazione ufficiale dell’assistenza sanitaria. http://www.jornada.unam.mx/2012/01/16/politica/018n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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