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La Jornada – Domenica 2 ottobre 2011

“Detenzione e tortura” contro gli aderenti all’Altra Campagna

Hermann Bellinghausen

Gli ejidatarios di San Sebastián Bachajón, municipio di Chilón, Chiapas, hanno denunciato detenzioni ingiustificate, furti e torture avvenute nei giorni scorsi contro aderenti dell’Altra Campagna, perpetrati dalla Polizia Statale Preventiva (PEP), in complicità con i gruppi filogovernativi della regione.

Segnalano che Miguel Vázquez Deara era stato catturato dalla PEP lo scorso 26 settembre senza alcun mandato di arresto. “Attraverso montature e falsi testimoni” hanno cercato di accusarlo di diversi assalti alle auto sulla strada Ocosingo-Palenque. L’altro giorno, l’accusato “è apparso” presso la Procura Indigena, riconosciuto da un avvocato della società di trasporto per cui lavora.

La parte in causa ha potuto documentare che il detenuto “è obbligato a dire i nomi dei dirigenti” dell’Altra Campagna, e siccome non ci sono elementi per accusarlo, lo portano su una strada, gli mettono in mano un’arma e così diventa un assaltante”. I poliziotti avrebbero agito su ordine di Juan Alvaro Moreno, dirigente del PVEM, molto vicino al gruppo di ejidatarios che, insieme alla polizia, occupò la cabina di riscossione delle cascate di Agua Azul e la consegnò al governo senza l’accordo della comunità, gruppo guidato da Francisco Guzmán Jiménez, Goyito, e Miguel Ruiz Hernández.

“È evidente che è la polizia stessa a compiere gli assalti su quel tratto di strada”, sostengono gli ejidatarios, che raccomandano ai turisti in visita ad Agua Azul di “prendere misure precauzionali perché può succedere come ad un gruppo di maestri in pensione, che sono stati assaltati a 300 metri dai poliziotti”. Al contrario, “con gli attivisti sociali ci mettono tutto l’impegno”. Il giorno 26, i poliziotti hanno perquisito la casa di Juan Aguilar Guzmán, ex prigioniero politico, “sembra alla ricerca di armi, come principale dirigente dell’Altra Campagna”.

“Sono arrivati sparando, hanno picchiato una donna, spaventato i bambini e non hanno trovato niente”. Gli agenti “hanno rubato uno stereo, un cellulare, delle torce e 5 mila pesos, distruggendo tutto; hanno fatto un disastro e si sono portati via il compagno Jerónimo Aguilar Espinoza senza alcun mandato di arresto, e dopo ore di tortura, il giorno seguente l’hanno liberato, senza nessun documento”.

Il 7 settembre era stato arrestato l’aderente dell’Altra Campagna Antonio Estrada che, dopo cinque giorni “di torture”, è stato processato il giorno 13, “dopo aver montato un presunto assalto al chilometro 100 del tratto stradale, secondo le dichiarazioni della Polizia Federale, mentre invece era stato fermato al chilometro 93 dalla polizia preventiva”.

Queste azioni “sono dirette contro gli attivisti sociali, non contro i delinquenti”. Nella denuncia si sostiene che “c’è molta violenza nell’ejido sempre più disgregato e la presenza della polizia nelle comunità è più violenta, dicono per combattere gli assalti sulla strada di Xanil e Agua Azul”. Ciò nonostante, “grazie alla presenza dei preventivi, gli assalti sono aumentati”. “I veri delinquenti” sono nel gruppo filogovernativo. Solo il 21 era stato sequestrato “ad un gruppo di persone di Jukuton un campo coltivato con stupefacenti”, ma il commissario ejidale li ha coperti.

Le minacce contro L’Altra Campagna sono continue, quando è questa organizzazione “che questo facendo di tutto per fermare i delinquenti, perché i veri delinquenti sono i filogovernativi”, concludono gli ejidatari.

Il quotidiano britannico Financial Times, lo scorso venerdì 30, ha pubblicato un insolito servizio su San Sebastián Bachajón ed il il conflitto per la cabina di riscossione all’ingresso delle cascate. Nell’articolo intitolato “Mexico: paradise in dispute”, Fionn O’Sullivan descrive con obiettività i fatti violenti e le detenzioni illegali (più di 100) contro L’Altra Campagna a San Sebastián. Attribuisce tutto ciò alle ambizioni governative e private per sviluppare un “esclusivo” centro turistico nella località.

“Nonostante un’altra cabina costruita dal governo e le barricate della polizia, non sembra imminente nessuno sviluppo turistico. Per molti, il turismo ecosostenibile implica l’armonia tra i visitatori e l’ambiente. Considerati i punti di vista sul futuro di Agua Azul, tutto indica che i danarosi stranieri ed i messicani ricchi non avranno tanto presto la loro versione del Nirvana”. http://www.jornada.unam.mx/2011/10/02/politica/015n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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