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La Jornada – Venerdì 30 settembre 2011

Si consolida l’assedio paramilitare della comunità di San Patricio

Hermann Bellinghausen

La giunta di buon governo (JBG) Nueva semilla que va a producir, del caracol zapatista Que habla para todos, di Roberto Barrios, ieri ha allertato su nuove “minacce di morte, massacri, furti, danni, saccheggi ed abusi” contro le basi di appoggio dell’EZLN della comunità chiapaneca di San Patricio, municipio autonomo ribelle La Dignidad, da parte del gruppo armato che tiene sotto assedio il villaggio.

Le continue aggressioni sono “guidate dai malgoverni ed eseguite dai loro paramilitari di Paz y Justicia e Uciaf”. Questi gruppi erano attivi nella zona nord tra il 1995 e il 1997, rendendosi “colpevoli di molte morti e sgomberi delle comunità” nella regione chol e nella selva nord.

I filogovernativi, che hanno fatto irruzione lo scorso 10 settembre, continuano a seminare danni ai beni delle famiglie zapatiste. “Il giorno 15 hanno distrutto le recinzioni” dove si allevano gli animali in forma collettiva, mettendo così in pericolo il bestiame. Gli invasori, racconta la JBG, costruiscono case ed occupano gli spazi “con l’intenzione di cacciare i nostri compagni”. Queste persone “non hanno alcun rispetto, sono violenti, aggressivi, e fanno uso di droga; in passato sono stati assassini”, anche se “il malgoverno non ha mai fatto giustizia”.

Il 17 settembre, gli invasori hanno dichiarato che i danni provocati sarebbero stati risarciti dalla presidentessa municipale di Tila, Sandra Luz Cruz Espinosa, “perché è stata lei ad ordinare loro di restare nel podere”. Minacciano di appropriarsi di tutti i beni degli zapatisti e di “uccidere tre dei nostri compagni”. Quel giorno “è passato in sella al suo cavallo José Vera Díaz, della comunità Moyos (Sabanilla), con due armi”, si è unito agli invasori e li ha “diretti”. Il giorno 23 è arrivata un’altra persona armata. “E’ chiaro che si stanno armando e preparando per compiere le loro minacce di morte e massacro”.

La JBG indica i capi degli invasori: Mario Vásquez Cruz, Alfredo Cruz Martínez e Samuel Díaz Díaz. “Reclutano le persone con 500 pesos e con l’inganno dicono loro di aver già ottenuto la terra”.

Inoltre, secondo la JBG, Paz y Justicia sta preparando altri gruppi a Unión Hidalgo (Sabanilla), guidati da Hipólito Ramírez Martínez (Abelino), Rodolfo Guzmán Ramírez e dal militare Germán Gómez Guzmán, “del quale ignoriamo il plotone al quale appartiene”. Assicurano che “per il 7 ottobre massacreranno i compagni”.

Proseguono i furti e l’uccisione degli animali. Il giorno 25 “hanno mietuto 220 piante di mais, che equivalgono a 13 mila 200 chili”. Hanno sottratto yucca, canna, patate dolci, palme commestibili, peperoncini, arance e banani, mentre “proseguono incessanti spari e movimenti notturni in stile militare con armi da fuoco”. La notte del 27, verso le 21, “sono avanzati in colonne a 30 metri da dove si trovano i compagni, e sono rimasti lì fino alle 3 del mattino”.

Di giorno entrano nella comunità “ad esplorare e segnalare le case dei compagni”.

I bambini hanno diarrea, vomito, infezioni, dolori ossei e febbre. E la cosa più preoccupante, “ci sono compagne incinta, vicine al parto”

L’autorità autonoma accusa i “capoccia locali” di essere “gli autori intellettuali di questa manovra governativa”: il sindaco Cruz Espinoza ed il suo direttore delle opere pubbliche Carlos Clever González Cabellos; Genaro Vázquez Pérez, consigliere comunale di Sabanilla, e l’ineffabile Mario Landeros Cárdenas, veterano scissionista e leader fantasma della Xi’nich ufficiale al servizio dei governi. La JBG lo ritrae così: “Bugiardo, baro, venduto, senza scrupoli, è un insolente che usa le persone che si fanno ingannare”.

Di fronte all’invasione armata di San Patricio, i governi federale, statale e municipali “hanno avuto un atteggiamento disumano; invece di risolvere il problema, proteggono e coprono i criminali, negoziando e facendo accordi con loro”. La JBG avverte: “Pensano di demoralizzarci e così farci arrendere. Gli zapatisti non si arrendono. Non negozieremo le terre che abbiamo recuperato con il sangue dei nostri compagni caduti nel 1994. Se servirà altro, siamo pronti a versarlo”. http://www.jornada.unam.mx/2011/09/30/politica/024n1pol

Comunicato della JBG

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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