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La Jornada – Giovedì 15 settembre 2011

Parte la campagna contro l’assedio ai difensori dei diritti umani

Hermann Bellinghausen. Inviato. Tonalá, Chis., 14 settembre. Pronte per ricevere questo giovedì la carovana del Movimento per la Pace con Giustizia e Dignità, le comunità riunite nel Consiglio Autonomo Regionale della Zona Costa, aderenti all’Altra Campagna, hanno comunicato di aver avviato una “campagna nazionale ed internazionale contro la persecuzione giudiziaria e la criminalizzazione dei difensori dei diritti umani”.

In Messico, segnala il consiglio, “non solo è in atto la disastrosa guerra contro il ‘crimine organizzato’, ma anche contro la gente e le sue lotte per una vita degna, gente che non vuole essere calpestata e trattata come merce o come criminali”. Con la persecuzione e la repressione “il governo, ad ogni livello, affronta i popoli che si organizzano per difendere la propria terra e le proprie risorse”.

Il consiglio sostiene che nel nostro paese essere difensore dei diritti umani “è diventato pericoloso”. È così per chi si dedica a questioni legate all’ambiente o ai diritti di donne, contadini, giornalisti, migranti e indigeni.

“Esistono molti interessa economici e la lotta per vendere e possedere le risorse. Quello che disturba questi piani sono i popoli che difendono il loro stile di vita ed il loro lavoro, che vivono e preservano le loro risorse, le loro terre, la loro acqua”.

In Chiapas è il caso, “tra molti altri”, sottolinea il consiglio, di Nataniel Hernández, direttore del Centro dei Diritti Umani Digna Ochoa, con sede a Tonalá, il quale “ha accompagnato i lavori e la lotta del Consiglio Autonomo Regionale, ed è stato fermato in due occasioni per presunti reati statali e federali”.

Attualmente deve affrontare cinque processi penali “completamente preordinati e fasulli che sono un’ulteriore dimostrazione che in Messico la giustizia non esiste e che è l’impunità a prevalere”.

Il consiglio racconta che negli ultimi cinque anni è nato un movimento di comunità e quartieri che si oppongono alle elevate tariffe dell’energia elettrica imposte dalla Commissione Federale dell’Elettricità

Questo movimento è presente in almeno i1 stati della Repubblica ed uno dei suoi principali bastioni è nella costa del Chiapas. A poche ore dall’arrivo della cosiddetta “carovana del sud”, le comunità sottolineano la persecuzione poliziesca e giudiziaria contro almeno otto dei suoi membri.

“Il movimento di resistenza civile ha promosso molte istanze riguardo l’energia elettrica nel paese, come l’opposizione al modello energetico neoliberista che favorisce la privatizzazione dell’energia”

La Rete Nazionale di Resistenza Civile contro le Alte Tariffe ha denunciato la repressione e criminalizzazione dei suoi membri come una strategia orchestrata da una coalizione di funzionari della CFE, della Procura Generale della Repubblica e dai governi statali, principalmente di Chiapas, Campeche e Veracruz.

 

In altro ordine, il Cntro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de las Casas (Frayba), ha inviato comunicazioni al governatore dello stato, Juan Sabines Guerrero; al segretario di Governo, Noé Castañón León, ed al procuratore statale, Raciel López Salazar, così come alle autorità federali, chiedendo di assumersi la propria responsabilità per evitare che la comunità zapatista di San Patricio, nel municipio autonomo La Dignidad (municipio ufficiale di Sabanilla), subisca aggressioni ancor più gravi di quelle che stanno subendo dallo scorso 11 di settembre.

Il Frayba ha emesso un’Azione Urgente un’azione urgente per richiamare l’attenzione della società civile e delle autorità governative su questa situazione che la JBG della zona nord definisce  “molto critica ed insopportabile”.

Chiede che si garantisca “immediatamente” la vita e l’integrità della comunità ed il rispetto del processo di resistenza e autonomia che le basi dell’EZLN esercitano “in conformità ai trattati internazionali sui diritti dei popoli indigeni, la Costituzione Politica degli Stati Uniti Messicani e gli Accordi di San Andrés”.http://www.jornada.unam.mx/2011/09/15/politica/014n2pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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APPELLO FRAYBA.

Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de Las Casas, AC

http://www.frayba.org.mx/index.php

San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, Messico

14 settembre 2011

Azione Urgente No. 05

Persecuzione e rischio di sfollamento forzato della comunità autonoma

Secondo informazioni pervenute a questo Centro dei Diritti Umani, attraverso la Giunta di Buon Governo (JBG) “Nueva semilla que va a producir” con sede nella comunità di Roberto Barrios, municipio ufficiale di Palenque, esiste il rischio imminenti che diversi atti di minaccia e vessazione sfocino in un possibile sfollamento forzato degli abitanti della comunità autonoma di San Patricio, municipio autonomo La Dignidad, municipio ufficiale di Sabanilla, nella Zona Nord del Chiapas.

Secondo le informazioni raccolte, lo scorso 7 settembre 2011, i signori Ambrocio Díaz Gómez, Santiago Díaz Cruz, Miguel Díaz Díaz si sono presentati a casa di una delle autorità autonome zapatiste di San Patricio minacciando di invadere e cacciare la comunità col pretesto del mancato pagamento dell’imposta prediale, aggiungendo che se non avessero consegnano le terre recuperate, dove attualmente abitano, sarebbero venuti a “massacrare tutti“.

Il 10 settembre, un gruppo di persone ha sparato più volte nei pressi della comunità di San Patricio. Quella stessa notte, un gruppo di circa100 persone ha installato un accampamento permanente a soli 200 metri dalla comunità. L’11 settembre, a diverse ore del giorno, si sono uditi molti spari provenire dall’accampamento installato il giorno precedente. Inoltre, gli aggressori hanno abbattuto alberi, distrutto le coltivazioni di mais e bruciato 18 ettari del terreno di proprietà degli abitanti di San Patricio che appartengono alle Basi di Appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (BAEZLN). Il 12 settembre, sono continuati gli spari con armi di grosso calibro.

Secondo le informazioni fornite a questo Centro dei Diritti Umani, tra gli aggressori riconosciuti dalle BAEZLN, ci sono:

Del Municipio di Tila:

Mario Vázquez Cruz, della Comunitò di Ostelukum. Rogelio Ramírez Vázquez, della Comunità El Porvenir.

Del Municipio di Sabanilla:

Samuel Díaz Díaz, Marcelino Díaz Díaz, Alfredo Cruz Martinez, Abraham Díaz Díaz, Alfredo Díaz Cruz, Esteban Díaz Díaz, Arturo Cruz Martinez ed altre persone appartenenti all’ejido Los Naranjos, comunità Velasco Suárez ed ejido Unión Hidalgo.

Le minacce di sgombero forzato contro la comunità continuano anche con l’uso delle armi. Di fronte a questa situazione i coloni Basi di Appoggio dell’EZLN di San Patricio si trovano nell’impossibilità di raggiungere i propri appezzamenti per lavorare e mietere, cosa che sta provocando condizioni di emergenza alimentare.

Per quanto sopra e con riferimento agli articoli 2, 3 e 9 della Dichiarazione delle Nazioni Unite sul diritto e dovere degli individui, i gruppi e le istituzioni di promuovere e proteggere universalmente i diritti umani e le libertà fondamentali riconosciute in relazione al contenuto dell’articolo 133 della Costituzion e della giurisprudenza della Corte Suprema di Giustizia della Nazione; così come nell’articolo 8 di quest’ultimo ordinamento, questo Centro dei Diritti Umani sollecita in maniera urgente che:

  • · Si garantisca immediatamente la vita e l’integrità personale di tutti i membri delle BAEZLN della comunità autonoma di San Patricio, municipio autonomo La Dignidad, del municipio ufficiale di Sabanilla, che secondo le informazioni fornite dalla JBG di Roberto Barrios sono minacciati di sgombero con la forza da un gruppo di persone armate provenienti da diverse comunità confinanti dei municipi di Sabanilla e Tila.
  • · Si garantisca il rispetto delle terre, proprietà della comunità autonoma di San Patricio, che sono state recuperate dalle Basi di Appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Nello stesso tempo, chiediamo il rispetto del processo di resistenza e autonomia che esercitano le BAEZLN in conformità con i trattati internazionali sui diritti dei popoli indigeni, con la Costituzione Politica degli Stati Uniti Messicani e gli Accordi di San Andrés.

Rivolgiamo un appello alla Società Civile nazionale ed internazionale affinché si pronuncino inviando appelli alle seguenti autorità del governo del Chiapas e del Messico.

Inviare l’appello a:

Lic. Felipe de Jesús Calderón Hinojosa

Presidente de la República

Residencia Oficial de los Pinos, Casa Miguel Alemán

Col. San Miguel Chapultepec, C.P. 11850, México DF

Tel: (52.55) 2789.1100 Fax: (52.55) 5277.2376

Correo: felipe.calderon@presidencia.gob.mx

 

Lic. José Francisco Blake Mora

Secretario de Gobernación

Bucareli 99, 1er. Piso, Col. Juárez, Del. Cuauhtémoc,

C.P. 06600 México D.F. Fax: (52.55) 50933414;

Correo: secretario@segob.gob.mx, contacto@segob.gob.mx

 

Lic. Juan José Sabines Guerrero

Gobernador Constitucional del Estado de Chiapas

Palacio de Gobierno del Estado de Chiapas, 1er Piso

Av. Central y Primera Oriente, Colonia Centro, C.P. 29009

Tuxtla Gutiérrez, Chiapas, México

Fax: +52 961 61 88088 – + 52 961 6188056; Extensión 21120. 21122;

Correo: secparticular@chiapas.gob.mx

 

Dr. Noé Castañón León

Secretario General de Gobierno del Estado de Chiapas

Palacio de Gobierno del Estado de Chiapas, 2do Piso

Av. Central y Primera Oriente, Colonia Centro, C.P. 29009

Tuxtla Gutiérrez, Chiapas, México

Conmutador: + 52 (961) 61 2-90-47, 61 8-74-60. Extensión: 20003;

Correo: secretario@secgobierno.chiapas.gob.mx

 

Lic. Raciel López Salazar

Procuraduría General de Justicia de Chiapas

Libramiento Norte Y Rosa Del Oriente, No. 2010, Col. El Bosque

C.P. 29049 Tuxtla Gutiérrez, Chiapas

Conmutador: 01 (961) 6-17-23-00.

Teléfono: + 52 (961) 61 6-53-74, 61 6-53-76, 61 6-57-24, 61 6-34-50.

Correo: raciel.lopez@pgje.chiapas.gob.mx

 

Inviare copia a:

Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de Las Casas, A.C.

Calle Brasil 14, Barrio Méxicanos,

29240 San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, México

Tel: 967 6787395, 967 6787396, Fax: 967 6783548

Correo: accionurgente@frayba.org.mx

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