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Archive for 29 giugno 2011

La Jornada – Mercoledì 29 giugno 2011

Il Centro Fray Bartolomé de las Casas denuncia la responsabilità dello Stato per omissione, e lancia l’allarme sul rischio di sgombero forzato nel municipio chiapaneco di Chilón

Hermann Bellinghausen. Inviato. San Cristóbal de las Casas, Chis., 28 giugno. Le minacce di espulsione e di morte contro le basi di appoggio dell’EZLN nella comunità San Marcos Avilés, municipio di Chilón, denunciate lunedì, raggiungono proporzioni allarmanti per la seconda volta in meno di un anno. Il 9 settembre 2010, le famiglie zapatiste sono state sfollate per più di un mese dagli ejidatarios affiliati ai partiti politici PRI, PRD e PVEM. Gli stessi sono responsabili delle nuove aggressioni.

Il Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de las Casas (Frayba) denuncia “la responsabilità dello Stato per omissione” in queste aggressioni, “poiché le autorità non hanno agito per garantire l’integrità e la sicurezza delle basi zapatiste e l’accesso alla terra”. Questo, nonostante le denunce della giunta di buon governo (JBG) di Oventik ed i molti interventi inviati dallo stesso Frayba al governo del Chiapas.

L’organismo presieduto dal vescovo Raúl Vera, chiede la sospensione delle minacce di morte, della persecuzione e dei soprusi contro le basi di appoggio dell’EZLN da parte di elementi dei partiti politici dell’ejido, così come di proteggere e garantire la loro vita e sicurezza, “nel rispetto del loro processo autonomistico che da anni stanno costruendo nell’ambito del diritto alla libera determinazione dei popoli”, sancito dalla OIL, dall’ONU e firmato dallo Stato messicano.

Le 170 persone sfollate da San Marcos Avilés lo scorso settembre, hanno fatto ritorno il 12 ottobre. In quell’occasione, la JBG di Oventik accusò il governo statale di essere responsabile di qualsiasi nuova aggressione contro i loro compagni che erano, e sono, perseguitati perché praticano l’autonomia in maniera pacifica. Bisogna ricordare che le prime aggressioni sono avvenute nell’agosto scorso, quando gli zapatisti hanno costruito una scuola del sistema educativo ribelle autonomo zapatista.

Il 9 settembre, 30 persone dell’ejido, membri dei partiti citati, capeggiati dar Lorenzo Ruiz Gómez e Vicente Ruiz López, hanno fatto irruzione violentemente, con bastoni, machete ed armi, nelle case degli zapatisti, dove hanno tentato di violentare due donne che sono riuscite a fuggire. Per non rispondere all’aggressione, le basi zapatiste si erano rifugiate in montagna. Dopo 33 giorni di sfollamento forzato, senza cibo e protezioni, hanno fatto ritorno nelle proprie case.

Il Frayba documentò allora che le abitazioni degli sfollati erano state saccheggiate di tutti i loro beni, compresi i raccolti di mais e fagioli. Le coltivazioni e piantagioni di caffè ed alberi da frutta erano stati distrutti e gli animali da cortile rubati.

Da allora, il centro ha informato “molte volte” le autorità sulla situazione in San Marcos Avilés, “al fine di sollecitare il compimento del loro obbligo di garantire l’integrità e la sicurezza degli abitanti, e cercare una soluzione al conflitto”. Ciò nonostante, dal governo “non c’è mai stata risposta”.

Il 6 aprile di quest’anno nell’ejido è stato installato un accampamento civile per la pace i cui osservatori civili sono stati minacciati, cosa senza precedenti che illustra l’escalation delle aggressioni contro le basi zapatiste.

Non sono fatti isolati. Simili situazioni di vessazione da parte di gruppi di partito avvengono di continuo nei municipi autonomi zapatisti Lucio Cabañas e Comandanta Ramona, ed in ejidos di aderenti dell’Altra Campagna, come Jotolá e San Sebastián Bachajón, tutto questo nel municipio ufficiale di Chilón. http://www.jornada.unam.mx/2011/06/29/politica/018n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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COMITATO PER I DIRITTI UMANI DI BASE DEL CHIAPAS DIGNA OCHOA

San Cristóbal de Las Casas, Chiapas. 28 giugno 2011

AZIONE URGENTE: Vessazione, persecuzione e criminalizzazione da parte del Governo del Chiapas nei confronti dei giornalisti Ángeles Mariscal ed Isain Mandujano.

Sollecitiamo lo Stato Messicano a garantire il loro diritto alla libertà di stampa e di espressione, così come alla loro vita, integrità e sicurezza personale.

Il Comitato dei Diritti Umani del Chiapas Digna Ochoa è venuto a conoscenza attraverso una lettera pubblica firmata dai giornalisti Angeles Mariscal ed Isain Mandujano, delle minacce, persecuzioni, calunnie e pedinamenti di cui sono stati oggetto da parte di diverse autorità del governo del Chiapas.

Segnaliamo che questo clima di minaccia e criminalizzazione verso l’esercizio giornalistico e la difesa dei diritti umani è una costante nei quattro anni e mezzo dell’attuale Governo del Chiapas. Questo Comitato per i Diritti Umani esprime la sua preoccupazione per l’attuale clima di persecuzione poiché circolano voci secondo le quali il governo del Chiapas, attraverso la Procura, stia eseguendo decine di indagini per emettere mandati di cattura contro giornalisti e difensori dei diritti umani in Chiapas.

Per cui chiediamo di inviare lettere ed appelli ai seguenti indirizzi di posta elettronica, per chiedere quanto segue:

Che il governo del Chiapas operi nel rispetto del diritto alla Libertà di Espressione e del Diritto all’Informazione, sanciti dagli articoli 6 e 7 della Costituzione Politica Messicana; dagli Articoli 18 e 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani; dagli Articoli 18 e 19 del Patto Internazionale dei Diritti Civili e Politici; e dall’Articolo 13 della Convenzione Interamericana sui Diritti Umani.

La sospensione immediata di ogni azione di criminalizzazione, persecuzione, minacce e pressione esercitata contro giornalisti e comunicatori in Chiapas, così come contro tutti i difensori dei diritti umani. 

Che lo stato messicano adotti le misure pertinenti per garantire la vita, l’integrità e la sicurezza personale dei giornalisti Ángeles Mariscal, Isain Mandujano e dei loro familiari ed amici.

COMITATO PER I DIRITTI UMANI DI BASE DEL CHIAPAS DIGNA OCHOA

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Testo proposto:

Indirizzi a cui inviare la mail:

felipe.calderon@presidencia.gob.mx, secretario@segob.gob.mx, upddh@segob.gob.mx,juansabines@chiapas.gob.mx, correo@cndh.org.mx , secretario@segob.gob.mx, ddhh.chiapas@gmail.com, isainmandujano@gmail.com

Felipe de Jesús Calderón Hinojosa, Presidente della Repubblica

Francisco Blake Mora, Segretario di Governo

Juan José Sabines Guerrero, Governatore dello Stato del Chiapas

Raúl Plascencia Villanueva, Presidente della CNDH

Navanethem Pillay, Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umania

Sr. Ambeyi Ligabo, Relatore Speciale dell’ONU della Commissione per i Diritti Umani sulla promozione e protezione del Diritto alla Libertà di Opinione e di Espressione

Margaret Sekaggya, Relatore Particolare dell’ONU sui Difensori dei Diritti Umani

Santiago A. Cantón, Segretario Esecutivo della CIDH

Souhayr Belhassen, Presidente della FIDH

Ana Hurt, Programma Regionale per l’America, Segretariato Internazionale di Amnesty International

 

Paese, ……….   Data, ……………..

Solicitamos que el Estado Mexicano garantice el derecho a la libertad de prensa y de expresión, así como de la vida, integridad y seguridad personal a los periodistas Ángeles Mariscal e Isain Mandujano.

Que el gobierno de Chiapas se conduzca bajo el respeto al derecho a la Libertad de Expresión y del Derecho a la Información, consagrados tanto en los artículos 6º y 7º de nuestra Constitución Política; en los Arts. 18º y 19º de la Declaración Universal de los Derechos Humanos; como en los Arts. 18º y 19º del Pacto Internacional de Derechos Civiles y Políticos; y en el Art. 13º de la Convención Interamericana sobre Derechos Humanos.

Cese inmediato de toda acción de criminalización, hostigamiento, amenazas y presión, ejercida contra periodistas y comunicadores  en Chiapas, así como a todos los defensores de derechos humanos.

Que el estado mexicano tome las medidas pertinentes para garantizar la vida, la integridad y seguridad personal de los periodistas Ángeles Mariscal, Isain Mandujano, así como de sus familiares y amigos.

Firma

……………

I FATTI

I citati giornalisti denunciano: “contro di noi è stata lanciata una campagna mediatica, attraverso la radio pubblica governativa, sui media stampati e online, su web, blog e social network”.

“Amici che lavorano nell’apparato di governo in Chiapas, ci hanno detto che è stato ingaggiato un gruppo di giovani esperti in sistemi informatici la cui missione è smentire ed attaccare nelle questioni politiche, l’ex governatore predecessore di Sabines, giornalisti come il sottoscritto ed organizzazioni come il Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de Las Casas, attraverso le reti sociali di internet”. Questo gruppo di esperti è stato condotto in Chiapas “con un contratto confidenziale e sotto la minaccia di gravi conseguenze se qualcuno dei suoi membri renderà pubblico il suo lavoro”

Raccontano che recentemente “Nella notte tra sabato 18 e domenica 19, è stato aggredito Fausto Jacobo Elnecavé Luttman in un esclusivo bar della città, che non ho mai conosciuto in vita mia”.

Isaín Mandujano denuncia che “Vogliono coinvolgermi in questa aggressione lasciando intendere che sarei l’autore intellettuale, perché segnala la Procura, gli aggressori avrebbero agito a mio nome. Ritengo questo una grossolana nuova azione per spaventarmi non avendo fino ad ora nessun altro elemento per censurare il mio lavoro. Mi dissocio da qualsiasi atto violento”.

“Come ho documentato personalmente, in Chiapas si abusa del potere, della forza pubblica, si piegano i giudici e si distorcono le leggi e ritengo che non esistoao le condizioni per svolgere un giornalismo dove sia garantita la mia sicurezza e principalmente quella della mia famiglia esposta ad elevato rischio di aggressioni.”

” Il mio blog e la mia presenza nei social network disturbano i promotori della “bella immagine” del governo del Chiapas. Per cui non escludiamo che vogliano implicarci in altre denunce o false accuse. Sappiamo che in Chiapas dall’apparato pubblico si cospira contro quello che ritengono attenti contro i loro interessi.”

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