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La Jornada – Giovedì 9 giugno 2011

I “prigionieri politici” della Voz del Amate denunciano furti e abusi della polizia

Hermann Bellinghausen

I “prigionieri politici” della Voz del Amate, aderenti all’Altra Campagna reclusi nel Centro Statale di Reinserimento Sociale (CERSS) numero 5,a San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, denunciano un operativo a sorpresa ingiustificato del gruppo chiamato Lobo, che è entrato nelle loro celle rubando oggetti e denaro.

I fatti, denunciati oggi, sono avvenuti lo scorso 25 maggio. Il gruppo di agenti specializzati ha effettuato una “perquisizione a sorpresa” ed ha sequestrato tutti gli elettrodomestici di proprietà dei reclusi. Il direttore della prigione, David Montero Moreno, ha dichiarato che gli utensili, principalmente radio e riproduttori di musica, sono stati consegnati al sottosegretario Gustavo Ferreira Jiménez che li restituirà ai proprietari a condizione che gli mostrino lo scontrino di acquisto.

“Questo è impossibile”, sostengono i detenuti, perché “molti di questi elettrodomestici sono stati comperati all’interno del carcere” da persone che ora non sono più in carcere. Oltre ad essere i legittimi proprietari degli oggetti, dichiarano, “questi ci servono per ascoltare riflessioni di crescita personale e per il nostro reinserimento”.

La Voz del Amate denuncia questi “abusi delle autorità incompetenti”, esige la restituzione dei loro oggetti e rivolge un appello al governatore Juan Sabines Guerrero affinché “dia istruzioni affinché si restituiscano televisori, registratori, riproduttori di dvd”, e tutti gli oggetti di loro appartenenza.

Esta clase de abusos y hostigamientos no son aislados: “En todos los centros penitenciarios del estado la población tiene mucho qué decir, lo cruel y triste que vivimos bajo las amenazas de los que se hacen llamar autoridades”, dicen finalmente los presos que, por lo demás, llevan varios años deman- dando su libertad, dado que sostienen que su encarcelamiento es injusto, pues son inocentes de los cargos por los cuales fueron procesados: es el caso del profesor tzotzil Alberto Patishtán Gómez, quien ha purgado condena durante más de una década por delitos que se sabe no cometió. http://www.jornada.unam.mx/2011/06/09/politica/025n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

 

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