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La Jornada – Martedì 26 aprile 2011

Incendiate le case delle donne a Pikote, denuncia la JBG. Erano centri comunitari. In Chiapas, inusitata violenza contro le basi dell’EZLN

Hermann Bellinghausen

La giunta di buon governo (JBG) Corazón Céntrico de los Zapatistas delante del Mundo, dal caracol di Oventik, negli Altos del Chiapas, chiede aiuto ad organizzazioni e collettivi solidali e dell’Altra Campagna per tre donne, basi di appoggio dell’EZLN nella comunità Pikote, municipio ufficiale di Sitalá che sono state vittime di un grave incendio lo scorso 18 aprile.

Intorno alla mezzanotte, riferisce la giunta, a Pikote sono state bruciate tre abitazioni, una delle quali era la casa di cura autonoma; sono andati distrutti medicinali ed attrezzature per la somministrazione dei vaccini. Un’altra costruzione serviva da cucina, e l’altra era un piccolo negozio di generi alimentari, andato completamente distrutto. “Era l’unica fonte di sostentamento delle compagne che vivono sole, e sole cercano il modo di sopravvivere e proseguire nella nostra lotta zapatista”.

Le tre costruzioni erano di legno e lamiera. “Le compagne sono riuscite solo a salvarsi ma non hanno potuto fare nulla per salvare i propri beni.” La JBG valuta le perdite in 580.500 pesos, la maggior parte in merci del negozio.

“Noi come giunta di buon governo non abbiamo la possibilità di aiutarle economicamente né materialmente, perché non abbiamo risorse economiche, perché siamo governi autonomi e siamo in resistenza. Non dipendiamo dal malgoverno”. Per tale ragione, la giunta si rivolge alla società civile “per vedere se c’è la possibilità e la volontà di aiutarci con risorse economiche o materiali”.

Noi zapatisti, aggiunge la JBG, “sappiamo che nel nostro stato e nel nostro paese ci sono persone sincere ed oneste che comprendono le giuste cause della nostra lotta e che sono disposti ad aiutarci”. E dichiara: “Malgrado i molti ostacoli, proseguiamo nella nostra lotta e nella costruzione della nostra autonomia”. Infine, si invitano le organizzazioni che vogliono dare aiuto a recarsi negli uffici della JBG ad Oventik.

Su un altro fronte, le organizzazioni dell’Altra Campagna chiedono la liberazione immediata di Patricio Domínguez Vázquez, contadino base di appoggio dell’EZLN dell’ejido Monte Redondo, arrestato nei giorni scorsi come atto di rappresaglia del governo municipale di Frontera Comalapa e del Pubblico Ministero, sulla base di accuse prive di fondamento. Questo è già stato denunciato dalla JBG della zona selva di confine, con sede nel caracol di La Realidad.

Le organizzazioni della Rete Contro la Repressione e per la Solidarietà denunciano: “La scalata di violenza e stoltezza che i personaggi della classe politica hanno scatenato in lungo e in largo nella nostra nazione, viene applicata con inusitata forza contro i compagni chiapanechi, basi di appoggio dell’EZLN ed aderenti all’Altra Campagna. A Monte Redondo, militanti di PRD, PVEM e PAN, capeggiati dal commissario ejidale, dal Pubblico Ministero e dal presidente municipale David Escobar, hanno attaccato, incendiato, spogliato delle terre e beni gli zapatisti di questa comunità”.

Domínguez Vázquez “ha subito una violenta aggressione fisica, la distruzione e l’incendio della sua casa ed inoltre è privato della libertà in maniera assurda; si applica il vecchio concetto del priismo di gridare, ‘al ladro, al ladro’, quando sono loro stessi ad aggredire, picchiare, vessare e derubare i degni contadini basi di appoggio dell’EZLN”.

Nel chiedere che “si fermi questo orrore che la destra inserita nei tre livelli di governo ha scatenato contro il popolo di questa nazione, e l’immediata liberazione del nostro compagno rinchiuso nella prigione di Motozintla”, la Rete si pronuncia per la sospensione delle aggressioni contro le comunità e popoli zapatisti. http://www.jornada.unam.mx/2011/04/26/index.php?section=politica&article=015n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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