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Archive for 21 aprile 2011

Nell’ambito della Campagna “5 Altri Giorni di Azione Mondiale per i 5 di Bachajón”, que si svolgeranno dal 24 al 28 aprile, il Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de Las Casas e il Movimento per la Giustizia del Barrio, L’Altra Campagna New York, abbiamo redatto la seguente dichiarazione con l’idea di raccogliere firme di sostegno. Vi chiediamo di inviare le vostre firme di appoggio, con nome e la denominazione della vostra eventuale organizzazione o collettivo e Paese, al più tardi entro il 28 aprile 2011, a questo indirizzo: movimientoporjusticiadelbarrio@yahoo.com

Dopo tale data vi trasmetteremo la dichiarazione con tutte le firme affinché tutti insieme le facciamo circolare diffusamente per chiedere la liberazione dei 5 prigionieri politici di Bachajón.

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Dichiarazione mondiale di appoggio agli indigeni tzeltales di San Sebastián Bachajón Aderenti all’Altra Campagna

In Chiapas gli investimenti per il turismo e le infrastrutture, nella logica di “sviluppo” governativo attraverso il progetto Centro Integralmente Pianificato Palenque (CIPP) che a sua volta fa parte del progetto più ambizioso denominato Mesoamérica (già noto come Plan Puebla Panama), sono una controversia cruciale contro la costruzione di alternativa di vita dei Popoli originari in Chiapas che lottano da molti anni per il riconoscimento della propria autonomia come popoli nel segno della libera determinazione, e che nella pratica esercitano il proprio processo autonomistico. Sono loro che storicamente preservano le risorse naturali ed il territorio in un equilibrio di rapporto razionale ed umano. In questa lotta di sopravvivenza si trova La resistenza civile delle e degli ejidatarios di San Sebastián Bachajón (SSB), aderenti a L’Altra Campagna della zona di Agua Azul, si inserisce in questa lotta per la sopravvivenza.

I Popoli che resistono in difesa dei propri diritti affrontano, da parte dei governi neoliberisti, numerose azioni che vogliono distruggere l’organizzazione ed il lavoro di costruzione di altri mondi possibili. Oggigiorno, il governo del Chiapas tiene arbitrariamente in carcere e sotto costante vessazioni e minacce, 5 ejidatarios di San Sebastián Bachajón dell’Altra Campagna, tutti innocenti dei reati di cui sono accusati, sono vittime del sistema giudiziario messicano corrotto, che obbedisce agli interessi degli investimenti nazionali ed internazionali. Questo sistema serve a reprimere e distruggere Popoli, organizzazioni o persone che non condividono gli interessi del governo neoliberista, che stanno causando stragi e morte di chi scommette su una vita in cui i diritti umani si sviluppino e si vivano in pienezza.

La repressione più recente subita dagli ejidatarios è del 9 aprile di 2011, quando circa 800 agenti della Polizia Statale Preventiva, Polizia Federale e Militari hanno sgomberato gli ejidatarios di San Sebastián Bachajón che ore prima avevano ripreso il controllo del botteghino di riscossione, lo stesso che era stato sottratto loro il 2 febbraio con un piano organizzato dal governo del Chiapas insieme agli ejidatarios “filogovernativi”. La regione di Agua Azul è il chiaro esempio in cui i governi statale e federale esercitano la forza dello Stato per lo storico saccheggio del territorio dei Popoli indigeni.

Per le innumerevoli violazioni dei diritti umani commesse contro gli ejidatarios di San Sebastián Bachajón, i collettivi, comitati, movimenti, organizzazioni sociali e società civile così ci pronunciamo:

1. Per il rispetto del diritto alla libera determinazione e all’esercizio della propria autonomia del Popolo tzeltal di San Sebastián Bachajón aderente a L’Altra Campagna, come stabiliti nel Trattato (No.169) sui popoli indigeni e tribali in paesi indipendenti; nella Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni e dagli Accordi di San Andrés Documento 1, 3. 1. Documento 2, II, IV, 2. 3.); Documento 3.1 (c d); Documento 1, Principio della nuova relazione 5.

2. Per il rispetto del diritto all’uso e sfruttamento delle proprie risorse naturali che, come Popoli originari hanno preservato nel corso dei secoli.  I quali sono riportati nel Trattato (No.169) su popoli indigeni e tribali in paesi indipendente art. 13.2; nella Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni; negli Accordi di San Andrés, 1.4 B. 2.; Documento 1, Principio della nuova relazione 2.

3. Per la liberazione immediata di: Jerónimo Guzmán Méndez, ejidatario dell’Altra Campagna; Domingo Pérez Álvaro, membro della Commissione di promozione dell’Altra Campagna; Juan Aguilar Guzmán, cassiere dell’Altra Campagna; Domingo García Gómez, membro del Comitato di Difesa dei Diritti Umani; Mariano Demeza Silvano, minorenne dell’Altra Campagna.

4. Per il ritiro immediato dei corpi di polizia e militari che tengono sotto assedio la zona dell’Ejido di San Sebastián Bachajón, precisamente gli accessi allo stabilimento balneare di Agua Azul che oggi è amministrato dai governi statale e federale.–

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La Jornada – Giovedì 21 aprile 2011

Gli indigeni tzeltales non hanno autorizzato l’installazione del botteghino di ingresso unico alle Cascate di Agua Azul

Hermann Bellinghausen. San Cristóbal de las Casas, Chis. 20 aprile. Mentre gli ejidatarios tzeltales di San Sebastián Bachajón insistono per la liberazione dei loro cinque compagni arrestati a febbraio, il governo statale oggi ha pubblicizzato l’installazione “congiunta” del botteghino di ingresso alle cascate degli ejidos di San Sebastián Bachajón e Agua Azul. Lo ha consegnato alla Commissione Nazionale delle Aree Naturali Protette, benché la finalità annunciata sia turistica, e l’ha fatto senza l’autorizzazione dell’assemblea ejidale di San Sebastián, grazie al quale il giudice settimo di Tuxtla Gutiérrez ha negato il ricorso degli indigeni dell’Altra Campagna contro questo botteghino sulle loro terre ejidali. Sul posto c’è ora una forte presenza di polizia e militari.

Gli ejidatarios denunciano la connivenza dei rappresentanti filogovernativi di entrambe gli ejidos e le autorità municipali di Chilón con gli assalitori e presunti narcotrafficanti, due dei quali questa settimana hanno ottenuto la liberazione con facilità, nonostante fossero stati catturati in possesso di droga, armi ed oggetti rubati.

Il 2 aprile, riferiscono i querelanti, sono stati catturati “due delinquenti” addoso ai quali sono stati trovati “20 chili sembra di marijuana, 6 armi a canna lunga calibro 22, una pistola calibro 38 ed articoli rubati”. Sono stati messi a disposizione delle autorità, “e poi è apparsa la giustizia”: l’agente ausiliare Manuel Gómez Sarago, il priista Juan Deara Demeza, il coordinatore della Fondazione Colosio, Manuel Jiménez Moreno, ed il consigliere comunale del municipio di Chilón, Sebastián Ruiz Álvaro. “Questi hanno negoziato la libertà dei delinquenti Julián Jiménez Morales e Pedro Silvano. Nonostante le prove evidenti, sono liberi”.

Gli ejidatarios dell’Altra Campagna denunciano: “Agua Azul è sempre più militarizzata con la presenza di soldati armati, agenti federali e della polizia preventiva. Non per proteggere i turisti, ma per controllare chi difende le proprie terre”. E confidano: “Speriamo che i turisti che visitano Agua Azul sappiano quello che sta succedendo. Dietro il panorama con la presenza dei poliziotti c’è la delinquenza, in complicità con membri di partito e filogovernativi, pieni di avarizia che vogliono impadronirsi delle nostre terre per darle al governo”.

Il governo statale e federale “ha manipolato i media ed i turisti”, dicendo che “siamo delinquenti, mentre i veri ladri e delinquenti sono del governo, esperti nel fabbricare reati, come nel caso dei cinque prigionieri politici arrestati il 3 febbraio, che sono ingiustamente sequestrati da questo malgoverno”.

Gli ejidatarios dell’Altra Campagna descrivono, “come un esempio per la società ed il popolo in generali”, diverse azioni criminali compiute sul tratto di strada per Agua Azul da quando il sito è occupato dai corpi di polizia federali e statali, circa da tre mesi. Il 24 marzo è stato assaltato un bus di turisti, maestri pensionati “sotto il naso dei poliziotti che non sono intervenuti”. Il 31 marzo hanno rubato un veicolo e della merce.

“Non siamo assassini, siamo un’organizzazione pacifica, ed abbiamo dimostrato molte volte che la nostra arma migliore è la nostra parola di uomini e donne che chiedono giustizia, democrazia e libertà nella presa delle nostre decisioni”, sostengono.

Denunciano la nuova strategia governativa contro di loro, sostenuta da un’organizzazione fantasma “creata” dal segretario di Governo, Noé Castañón León, “prodotto delle sue riunioni private con il commissario ufficiale Francisco Guzmán Jiménez, principale negoziatore della multinazionale responsabile dell’ondata di violenza, furti ed assalti in strada”.

Intanto, il Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de Las Casas ed il Movimento per Giustizia del Barrio di New York, annunciano una “dichiarazione mondiale di appoggio” ai tzeltales dell’Altra Campagna, nell’ambito delle cosiddette “Altre 5 Giornate di Azione Mondiale per i 5 di Bachajón”, dal 24 al 28 aprile. http://www.jornada.unam.mx/2011/04/21/index.php?section=politica&article=011n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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