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La Jornada – Venerdì 22 ottobre 2010

Picchiano gli abitanti di Mitzitón e distruggono l’auto del Pubblico Ministero

Gli evangelici sequestrano “per errore” due soldati nella base di Rancho Nuevo, Chiapas

Hermann Bellingausen

Apparentemente “per errore”, membri del gruppo evangelico Ejército de Dios hanno sequestrato nella base militare di Rancho Nuevo, Chiapas, due soldati dell’Esercito Messicano che erano in borghese, e dopo averli portati sul monte Las Uvas, vicino alla strada San Cristóbal de las Casas-Ocosingo, li hanno torturati e minacciati di morte. Poco prima avevano aggredito l’auto del Pubblico Ministero oltre ad aver picchiato selvaggiamente quattro coloni di Mitzitón, aderenti all’Altra Campagna.

Le autorità dell’ejido di Mitzitón riferiscono che, dopo circa 40 minuti, mentre torturavano i soldati, sono arrivati due camion dell’Esercito con 24 effettivi. “Sono andati dai paramilitari che hanno consegnato i loro commilitoni”. I fatti, avvenuti martedì scorso 19 ottobre, sono il culmine di una serie di aggressioni contro la comunità di Mitzitón, i suoi abitanti e boschi, da parte di individui dell’Ejército de Dios, parte della chiesa Alas de Águila.

Dalla settimana scorsa questi individui, segnalati come paramilitari, compiono disboscamenti non autorizzati. Questo è causa frequente di arresto per gli indigeni della zona, ma nel caso di Mitzitón lo sfruttamento illegale de legno resta impunito. Ciò nonostante, gli ejidatarios hanno presentato una denuncia ed il Pubblico Ministero martedì è arrivato nella comunità per verificare questo “reato”. L’autorità ejidale riferisce che: “22 compagni l’hanno accompagnato affinché vedesse quanto successo e con l’intenzione di stimare i tronchi abbattuti”. Quattro indigeni che per strada vigilavano sull’auto del Pubblico Ministero “sono stati aggrediti da 10 paramilitari che li hanno picchiati selvaggiamente con un crick”. Inoltre, “li hanno legati con una corda al collo come per impiccarli” e derubati.

Hanno bucato le gomme dell’auto del Pubblico Ministero, “con una pietra hanno rotto i finestrini e l’hanno svaligiata”. Venti minuti dopo, una commissione di ejidatarios ha accompagnato il Pubblico Ministero fino alla periferia della zona militare di Rancho Nuevo, vicino a Mitzitón. “Lì sono arrivati i paramilitari ed hanno confuso due soldati in abiti col Pubblico Ministero”.” Li hanno picchiati, legati “ed anche a loro hanno messo una corda al collo”.

Gli ejidatarios sottolineano che: “Quello che non ci piace è che non hanno rilasciato i nostri compagni. Abbiamo sentito dire in televisione dal presidente Felipe Calderón che l’Esercito lavora per la nostra sicurezza e per combattere la criminalità organizzata. Allora perché non arrestano quei delinquenti che trafficano con le persone, disboscano, torturano, ammazzano e commettono tante aggressioni? Perché non hanno riscattato i nostri compagni il cui unico reato è quello di lottare per difendere la loro terra, il loro territorio, i loro diritti, la loro vita e la loro dignità?”

Gli aggressori identificati nella denuncia sono: Candelario Pérez Heredia, Pedro Hernández Hernández, Carmen Gómez Gómez, Andrés Jiménez Hernández (segundo), Agustín Pérez Díaz, Feliciano Pérez Heredia, Faustino Jiménez Heredia, David Hernández Hernández, Miguel Jiménez Jiménez e Tomás Díaz Gómez.

“Sono i paramilitari che si sono sempre comportati in maniera violenta e sono loro a provocare problemi nella nostra comunità. Hanno ammazzato, torturato, tentato di violentare le nostre compagne, sparano; e noi li abbiamo denunciati ma non fanno mai niente. Sono trafficanti di legname, sequestratori, torturatori, sono armati e non smettono di minacciarci”.

Gli ejidatarios accusano “di ogni aggressione, sparizione o morte che commettano” il dirigente Esdras Alonso González ed il governo, perché “sono assolutamente informati della situazione”.

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)



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