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Resistenza contro le tasse.

La Jornada – Domenica 5 settembre 2010

Le comunità zapatiste si oppongono alle “alte tariffe” dell’energia elettrica (CFE)

Dicono che pagheranno i debiti quando saranno rispettati gli Accordi di San Andrés

Hermann Bellinghausen

Le comunità appartenenti alla Organización Frente Popular Campesino Lucio Cabañas (OFPCLC), aderente all’Altra Campagna dell’EZLN, hanno dichiarato di mantenersi in resistenza contro le “alte tariffe” applicate dalla Comisión Federal de Electricidad (CFE) e che non pagheranno nemmeno l’acqua né le tasse su case e terreni.

Il fronte Lucio Cabañas dichiara: “Non stiamo bloccando le strade né occupando presidenze municipali, (ma) non accettiamo briciole in cambio della nostra lotta. Non vogliamo beni personali, ma quello che il popolo chiede”. I funzionari “solo ci ingannano coi loro progetti di distribuzione di polli e alimentari scaduti”, sostiene. I suoi “principi politici” consistono nel non negoziare con la CFE né col governo, “e non pagare l’elettricità fino a che non saranno realizzati gli Accordi di San Andrés in difesa della terra e del territorio originario dei popoli”.

Il fronte denuncia inoltre la recente apparizione di un gruppo denominato Organización Lucio Cabañas Autónoma de Izquierda (OLCAI), che vuole “confondere” la gente con questo nome e con pratiche clientelari e di strumentalizzazione. Il nuovo gruppo è guidato da Armando Morales Aguilar, Pedro Espinoza Álvarez, Matilde Hernández Álvarez, Armando Luna Álvarez ed Óscar López García.

Il 16 luglio scorso “queste persone sono venute al rancho La Yuria ad offrire progetti produttivi, miglioramenti delle case e la legalizzazione dei documenti”, tra altre promesse. Il fronte Lucio Cabañas afferma che la OLCAI vuole “smantellare la resistenza della comunità”, che si trova nell’ejido Lázaro Cárdenas, municipio La Trinitaria.

A differenza dei leader della OLCAI, aggiunge, “la nostra organizzazione non è per lo scambio di beni né di progetti; la terra è per i contadini che la lavorano, non per i cacicchi”. Il gruppo in questione si è formato solo alla fine del dicembre scorso. “Vogliono solo strumentalizzare la sigla per fomentare le divisioni”.

Fondato il 2 ottobre 2007 nella zona di Las Margaritas e La Trinitaria, il fronte Lucio Cabañas ha come obbiettivo “lottare contro i maltrattamenti che ogni popolo subisce da parte dei governi locali e statale, contro la discriminazione dei popoli indigeni e non indigeni, la privatizzazione della loro terra e territorio, dell’energia elettrica, dell’educazione e della salute”.

Dichiara che “i popoli del Messico abbiamo le materie prime per migliorare i nostri ejidos e comunità, il problema è che governa il neoliberismo, ed i grandi impresari sono gli unici a beneficiarne. Le classi inferiori sono sempre più povere”.

Citando il caso di Delfina Aguilar Gómez, che nel gennaio scorso è stata citata dalla CFE a pagare di 14 mila pesos, mentre l’anno precedente ne pagava 50. La signora Aguilar Gómez “non ha pagato perché non ha i soldi per coprire quella somma”, stabilita “dall’abuso dei lavoratori della parastatale”.

L’organizzazione indipendente sostiene che il pagamento di imposte “va solo a beneficio dei governanti, non dei popoli indigeni”. http://www.jornada.unam.mx/2010/09/05/index.php?section=politica&article=015n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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