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Archive for 23 dicembre 2009

La Jornada – Mercoledì 23 dicembre 2009

Cocopa: Sono ancora vive le cause che provocarono la sollevazione armata del 1994

Roberto Garduño . La Commissione di Concordia e Pacificazione (Cocopa) è integrata nella Camera dei Deputati e sarà presieduta dal perredista José Narro Céspedes. Il gruppo di lavoro vuole far rivivere la strada del dialogo tra l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) ed il governo federale, visto che in questi 15 anni il tema è stato relegato nell’oblio.

La Cocopa sarà supportata da un gruppo di specialisti nel tema che negli anni scorsi hanno già fatto parte della commissione. Tra loro ci sono Jaime Martínez Veloz, Miguel Álvarez (che fece parte della Commissione Nazionale di Intermediazione), Juan Guerra e José Murat.

I deputati e senatori membri della Cocopa appartenenti alla 61a legislatura federale sono i panisti Andrés Galván, Ovidio Cortázar e Jesús Giles; del Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI), Ramiro Hernández, María Elena Orantes, Sami David e Rubén Moreira; per il Partito della Rivoluzione Democratica (PRD), Salomón Jara, Rubén Velázquez, Juan Carlos López Hernández e José Narro; per il Partito del Lavoro (PT), Alejandro González Yáñez, Amadeo Espinoza e Óscar González; per Convergencia, Pedro Jiménez; del Partito Verde, Manuel Velasco ed il deputato locale Carlos Arturo Penagos.

Come rappresentante del governo del Chiapas lavorerà nella Cocopa Jaime Martínez Veloz.

La commissione avrà una presidenza a rotazione di sei mesi, ed inizialmente starà guidata dal PRD con José Narro Céspedes.

Gran parte dei membri dell’attuale commissione hanno svolto un ruolo particolare nella riforma costituzionale che raccoglieva i principali consensi concretati negli accordi di San Andrés e che nel 1996 presentarono al Congresso federale come la Legge Cocopa, per il riconoscimento costituzionale dei diritti collettivi dei popoli indio.

La commissione che riconosce che sono ancora attuali le cause che diedero origine al conflitto armato del primo gennaio 1994, e spera di contribuire a raggiungere una pace giusta e degna nello stato del Chiapas.

Uno dei primi compiti della Cocopa sarà di visitare le giunte di buon governo nei municipi autonomi, per ottenere informazioni diprima mano sullo stato attuale del conflitto. http://www.jornada.unam.mx/2009/12/23/index.php?section=politica&article=008n1pol

(Traduzione “Maribel” Bergamo)

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Acteal.

La Jornada – Mercoledì 23 dicembre 2009

“Una presa in giro”, la conclusione dei giudici del caso Acteal: Arizmendi

Elio Henríquez, corrispondente. Acteal, Chis., 22 dicembre. Durante l’omelia in ricordo dei 45 indigeni assassinati 12 anni fa da un gruppo di paramilitari in questa località, Felipe Arizmendi Esquivel, vescovo di San Cristobal de las Casas, ha dichiarato: “È una presa in giro ed una vergogna che si siano liberati per cavilli legali 29 responsabili di un crimine tanto orrendo.

“Quello che è successo il 22 dicembre 1997 continua a farci male e ci indigna che, nonostante la loro colpevolezza, alcuni siano stati liberati avvalendosi di deficienze del procedimento penale”. Ribadendo che “senza giustizia non ci può essere pace stabile e duratura e si perde fiducia nelle istituzioni”.

Alberto Brunori, rappresentante dell’Alto Commissariato dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) per i Diritti Umani in Messico, ha ripetuto il suo appello allo Stato messicano a “porre fine all’impunità” nel caso Acteal e a garantire il diritto alla giustizia, alla verità ed al risarcimento. “L’oblio e l’impunità non sono la risposta che ci si aspetta da uno Stato democratico, rispettoso dei diritti umani”, ha affermato davanti a centinaia di persone.

Ha aggiunto che per il suo ufficio “il caso non è chiuso” e che se sono stati commessi errori ed omissioni nelle indagini, bisogna punire i responsabili. “Ma dopo tanti anni non ho ancora visto nessun responsabile”, ha affermato, dopo aver definito il massacro di Acteal come “il fatto più cruento nella storia recente del Messico”.

Le attività per ricordare le 21 donne, 15 bambini 9 uomini assassinati il 22 dicembre 1997 sono iniziate con un pellegrinaggio di decine di cattolici dalla comunità di Majomut ad Acteal, di circa quattro chilometri.

All’entrata di questa località l’organizzazione della società civile Las Abejas ha collocato uno striscione con la scritta: “A partire da oggi Acteal è stato designato ‘Luogo di Coscienza dell’Umanità ‘, per ispirazione di tutti quelli che lottano per la pace e la memoria incancellabile per le generazioni future”.

In una cerimonia successiva è stata fatta la dichiarazione ufficiale di Acteal come “Luogo di Coscienza”, per cui ora fa parte della Rete Latinoamericana che raggruppa 21 membri.

Alla fine del pellegrinaggio, con riti tradizionali, canti ed accompagnati da diversi sacerdoti e dai vescovi Arizmendi Esquivel ed il suo ausiliare, Enrique Díaz Díaz, gli oltre 500 partecipanti, tra i quali i rappresentanti del Sindacato Messicano degli Elettricisti e del Fronte dei Popoli in Difesa della Terra di San Salvador Atenco, oltre a molti visitatori stranieri, hanno ricordato le vittime con una messa tradotta in tzotzil.

Las Abejas hanno affermato che i paramilitari “credevano che avrebbero distrutto il nostro seme, ma non solo non siamo scomparsi, ma nostro Dio padre-madre ci ha dato ali per volare in molte parti del Messico e di altri paesi per denunciare l’ingiustizia e le bugie dei governi e la pace che vogliono i popoli”.

(…) “Non vogliamo una guerra che torni a costare il sangue di milioni di fratelli. Vogliamo una nuova rivoluzione, ma non violenta, affinché abbiamo libertà, giustizia e pace e per recuperare la terra dalle mani di coloro che la stanno distruggendo e saccheggiando”, hanno aggiunto. http://www.jornada.unam.mx/2009/12/23/index.php?section=estados&article=026n2est

(Traduzione “Maribel” Bergamo)

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La Jornada – Mercoledì 23 dicembre 2009

Accordo firmato tra OCEZ e governo

Elio Henríquez, corrispondente. San Cristóbal de las Casas, Chis., 22 dicembre. Il governo dello stato e l’Organizzazione Campesina Emiliano Zapata (OCEZ-Regione Venustiano Carranza) hanno firmato un accordo per soddisfare le richieste in ambito agrario e sociale dell’organizzazione.

La OCEZ si è impegnata a rimuovere il presidio installato dal 26 ottobre scorso nella piazza della Cattedrale di San Cristóbal de Las Casas. http://www.jornada.unam.mx/2009/12/23/index.php?section=estados&article=026n1est

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