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Archive for ottobre 2014

Gli studenti di Ayotzinapa: “Scade oggi il termine affinché il governo ci consegni vivi i nostri compagni”

 Gli studenti che hanno manifestato sull’autostrada del Sole, tra Chilpancingo ed Acapulco, smentiscono che siano dei loro compagni i corpi ritrovati nelle fosse clandestine (ancora non si conoscono i risultati dell’esame del DNA) ed avvertono che se non saranno riconsegnati vivi, le azioni in tutto lo stato saranno più forti.  

Chilpancingo, Guerrero. 5 ottobre 2014. A poche ore dall’annuncio del governo di Guerriero del ritrovamento di fosse clandestine con dei cadaveri che potrebbero essere degli studenti scomparsi lo scorso 26 settembre ad Iguala, la richiesta degli studenti e dei famigliari è che i 43 giovani sequestrati “dalla polizia” siano riconsegnati vivi, perché, dicono, ci sono prove filmate che mostrano che gli studenti sono stati caricati vivi sui veicoli della polizia, dopo che tre di loro erano stati uccisi insieme ad altri due in episodi separati ma legati allo stesso operativo.

Mentre i famigliari si sottopongono ai test del DNA per controllare se i corpi ritrovati ieri nelle fosse clandestine appartengono ai loro figli, corpi che sembra siano stati bruciati con la benzina, centinaia di studenti e genitori hanno manifestato su oggi sull’Autopista del Sol, prima all’ingresso di Chilpancingo e poi al casello di Palo Blanco, a pochi chilometri da Acapulco, dove hanno bloccato il traffico, ad intermittenza ogni 20 minuti, fino alle 16:45.

Diego Genaro Meza, del Comité Ejecutivo Estudiantil Ricardo Flores Magón, della Escuela Normal de Ayotzinapa, in un’intervista a Desinformémonos ha dichiarato che “lo stato di Guerrero adesso è fuori controllo”, e che i fatti del 26 di settembre, “non hanno una spiegazione, sono morti diversi compagni della Normale ed altri sono detenuti-desaparecidos, così li consideriamo perché sono stati i poliziotti municipali a portarsi via i nostri compagni”, ha detto.

“Ci dispiace”, ha affermato in uno dei presidi, “del ritrovamento delle fosse. Ma vogliamo sapere dal governatore cosa si sta facendo realmente, perché sembra che stiano solo giocando con i sentimenti dei genitori. Non si può giocare con i sentimenti perché è un dolore troppo grande la perdita di un figlio, sapere che un figlio è morto, o non sapere se è vivo oppure no”.

“Se sono i corpi dei compagni”, dice il rappresentante studentesco, “vogliamo che il governo dello stato lo dica, e se non è competente per il caso, ci rivolgiamo al governo federale affinché prenda il testimone, perché sono troppi giorni che i nostri compagni sono scomparsi”.

Genaro Meza conferma che gli studenti non hanno nessuna linea di comunicazione col governo dello stato guidato da Ángel Aguirre Rivero, del PRD, ed aggiunge “nemmeno la vogliamo avere perché è un assassino”. Dopo nove giorni dalla scomparsa, dice di non sapere ancora “se li stanno cercando o no, o che cosa sta succedendo. Per noi forse un giorno è breve, ma un secondo per i nostri compagni scomparsi è eterno”.

L’altra richiesta degli studenti sono le dimissioni del governatore Aguirre Rivero, “perché sia sottoposto a processo e punito a dovere”.

Sulla possibile partecipazione della criminalità organizzata negli omicidi delle cinque persone ad Iguala e nella scomparsa dei loro compagni, il rappresentante della Normale dice: “Non sappiamo cos’è la narcopolitica, non ci mischiamo con questo tipo di persone perché non hanno niente a che vedere in tutto questo. Conosciamo le targhe delle pattuglie: 017, 018, 020, 021, 022 e quella che ha più attaccato i nostri compagni della Normale è la 302. Dopo che hanno portato via i nostri compagni, siamo andati a cercarli ovunque, nelle caserme dell’esercito, dalla polizia municipale, negli ospedali, al Semefo (Servizio Medico Forense), ma niente. Allora, che cosa sta succedendo?”.

Il termine fissato dagli studenti e dai famigliari per la riconsegna dei desaparecidos vivi, è oggi (5 ottobre), “e se non avverrà, le azioni di protesta saranno più forti”, afferma l’intervistato.

Da parte sua, Manuel Martínez, portavoce dei genitori, smentisce categoricamente che i corpi ritrovati nelle fosse siano quelli dei loro figli: “smentiamo quello che ieri ha detto il governatore, perché è una mancanza di rispetto. Ce li devono riconsegnare oggi perché altrimenti sarà responsabile di quello che accadrà nello stato, sia chiaro”.

Segnala Martínez, “se il governatore ha una dignità, rinunci al suo incarico, ma prima, oggi, riconsegni i 43 giovani che lui sa dove sono, e che sono vivi. Che smentisca quanto ha dichiarato ieri, perché ha giocato con i sentimenti delle persone a livello nazionale ed internazionale. E che conti i giorni di permanenza in questo stato, perché sa bene che se ne dovrà andare dal Guerriero”, conclude.

Proveniente da Cerro Gordo, ad Ayutla, il padre di Carlos Iván, di 18 anni, informa di aver eseguito il test del DNA per confrontarlo con quello dei cadaveri ritrovati, ma “non ci sono i risultati. Non sappiamo niente, vogliamo che liberino i nostri ragazzi, siamo disperati”.

Un’altra madre con gli occhi colmi di lacrime chiede: “Li hanno presi vivi, e vivi li rivogliamo. I ragazzi non sono né assassini né vandali, devono restituirceli”.

Il blocco stradale è stato rimosso alle 16:45 di oggi, ed i manifestanti si sono quindi diretti alla Scuola Normale di Ayotzinapa. Durante la protesta gli studenti hanno distribuito volantini agli automobilisti con le notizie aggiornate: 43 studenti scomparsi, sei persone assassinate (tre di queste studenti) e quattro gravemente feriti. Questo il saldo fino ad oggi dei fatti del 26 settembre, quando la polizia di Iguala ha represso e sparato contro gli studenti della Normale che si erano impossessati di alcuni autobus per organizzare una raccolta di fondi.

http://desinformemonos.org/2014/10/vence-hoy-el-plazo-para-que-el-gobierno-nos-entregue-con-vida-a-nuestros-companeros-estudiantes-de-ayotzinapa/

 

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Guerrero

Una protesta il 5 ottobre 2014 per chiedere la verità sulla
scomparsa degli studenti in Messico. (Felix Marquez, Ap/Lapresse)

Messico

Cosa sappiamo dei 43 studenti scomparsi in Messico

Internazionale.it  6 ottobre 2014

Le autorità messicane hanno annunciato il recupero di 28 corpi nelle fosse comuni ritrovate nella stessa zona in cui sono spariti 43 studenti, il 26 settembre.

Il procuratore dello stato di Guerrero Iñaky Blanco ha dichiarato in una conferenza stampa che serviranno almeno due settimane per identificare i resti umani che sono stati ritrovati nelle fosse.

Blanco ha anche confermato che sono in carcere i 22 poliziotti coinvolti nel caso della scomparsa dei ragazzi.

Intanto continuano le proteste nel paese: centinaia di persone chiedono che sia fatta chiarezza sulla scomparsa degli studenti. È stata anche bloccata la strada che collega Acapulco a Città del Messico.

Ecco quello che sappiamo e quello che è ancora da capire sulla scomparsa dei 43 studenti:

  • Il 4 ottobre sono state ritrovate tre fosse comuni a Pueblo Viejo, a 15 chilometri da Iguala, dove sono scomparsi i 43 studenti dopo scontri tra polizia e manifestanti il 26 settembre. I corpi erano appoggiati su una struttura di legno e rami che è stata incendiata con benzina o petrolio.
  • Le autorità hanno detto che non è ancora possibile mettere in relazione le fosse comuni con gli studenti scomparsi. Ci vorrà una settimana per avere i risultati delle analisi sui cadaveri ritrovati. Ma le fosse sono state individuate grazie alla testimonianza di alcuni poliziotti arrestati.
  • Ci vorranno 15 giorni per conoscere i risultati delle analisi del dna sui resti ritrovati.
  • Al momento sono in carcere 30 persone, tra cui 22 poliziotti. Secondo gli inquirenti, i poliziotti lavoravano per un gruppo criminale legato al clan dei Beltrán Leyva.
  • La notte del 26 settembre un gruppo di studenti si sono impossessati di tre autobus per protestare, la polizia locale ha aperto il fuoco contro i manifestanti e ha ucciso uno studente. Nelle ore successive, mentre gli studenti denunciavano l’accaduto, un gruppo armato li ha attaccati. Allo stesso tempo un altro gruppo ha aperto il fuoco contro un autobus che trasportava una squadra di calcio, uccidendo un giocatore. È stato dimostrato che le armi usate dal commando erano della polizia. Dopo questi avvenimenti 56 studenti risultavano scomparsi, il 29 settembre sono stati ritrovati 13 studenti, ma 43 persone sono ancora disperse.

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