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Archive for gennaio 2011

La Jornada – Domenica 9 gennaio 2010

L’Altra Campagna indaga ed arresta i rapinatori

Hermann Bellinghausen. San Cristóbal de las Casas, Chis. 8 gennaio. Le autorità ejidali di San Sebastián Bachajón, municipio di Chilón, aderenti all’Altra Campagna, hanno informato dell’arresto in fragrante di un rapinatore a Xanil, sulla Strada che conduce ad Agua Azul, nel municipio di Tumbalá.

Lo scorso 3 gennaio le autorità ejidali erano state informate che al chilometro 87 sulla strada Ocosingo-Palenque, quattro individui “stavano assaltando i passeggeri di un’auto e qualche minuto dopo autorità dell’Altra Campagna si sono assunte il compito di indagare sul luogo dei fatti”.

Sul posto è stato bloccato uno dei rapinatori, Miguel Demeza Silvano, di 16 anni, originario del villaggio Maquin Chab. I fatti sono avvenuti alle 21:30 del giorno stesso. Il giorno 4, prosegue la comunicazione degli ejidatarios tzeltales, si è proceduto a metterlo a disposizione delle autorità della procura della zona Selva Palenque.

Comunicano inoltre che, come autorità dell’organizzazione, stanno lavorando intensamente per identificare i colpevoli degli assalti che si sono verificati di frequente su quel tratto di strada, e metterli a disposizione delle autorità (ufficiali) affinché applichino la legge come dev’essere.

Ricordano lo scorso 12 dicembre ci fu un altro assalto nella zona e giorni i colpevoli furono arrestati. Uno di loro risultò essere membro del commissariato ufficiale che, tuttavia, riceve il costante supporto del governo municipale di Chilón. Così, funzionari filogovernativi stanno intervenendo per liberare i veri delinquenti, poiché dicono che uno di loro è un’autorità e membro dirigente del suo commissariato.

Gli ejidatari dell’Altra Campagna dicono di sperare che l’arresto dei criminali non sia un affare lucroso per i diversi enti di governo. Questi, aggiungono “stanno sporcando l’immagine dell’Altra Campagna” con accuse false. Che sia ben chiaro che i membri della nostra organizzazione non sono quelli che rubano. Quelli che delinquono sono i membri del Partito Verde Ecologista del Messico (filogovernativo ed alleato del Partito Rivoluzionario Istituzionale) e membri del commissariato ufficiale.

Infine, rivolgendosi ai turisti nazionali e stranieri che numero in questo periodo visitano l’area, dicono: Stiamo lavorando per dare sicurezza a tutti quelli che visitano le cascate di Agua Azul. http://www.jornada.unam.mx/2011/01/09/index.php?section=politica&article=015n2pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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Offensiva antizapatista.

Los de Abajo

Offensiva antizapatista

Gloria Muñoz Ramírez

Il prossimo 12 gennaio si compiono 17 anni dalla storica marcia di cui fu protagonista la società civile per chiedere il cessate il fuoco dell’Esercito federale contro le comunità indigene zapatiste che in Chiapas si erano ribellate quella prima alba del 1994. Una marcia per la pace che inondò lo zócalo della capitale ed obbligò l’allora presidente Carlos Salinas de Gortari a decretare la sospensione delle ostilità. L’EZLN fece la sua parte e da allora ha mantenuto il suo impegno di continuare la lotta per la via pacifica. Non così il governo ed i suoi complici.

Il 12 gennaio diventò il simbolo della partecipazione collettiva e della solidarietà tra popoli. Lo zapatismo è l’unico movimento in Messico che può vantarsi di avere costruito e mantenuto un movimento globale che condivide la sua causa e ha saputo rispondere in molte occasioni alle offensive dei diversi governi. E questo momento non è l’eccezione.

Di fronte alla campagna iniziata lo scorso 1° gennaio con la pubblicazione di un comunicato scritto da un’ipotetico membro dell’EZLN che ha rivendicato a questo movimento la paternità del sequestro di Diego Fernández de Cevallos, l’indignazione è esplosa in molte parti del mondo. Negli oltre tre lustri di vita pubblica dell’EZLN non è mai stata messa in dubbio la sua legittimità e tanto meno la sua etica, e così praticamente nessuno ha creduto all’autenticità del comunicato. Ma non è questo il problema, bensì le intenzioni della sua divulgazione che non sono altro che l’incremento alle ostilità contro i popoli in resistenza.

Intellettuali, sindacati, organizzazioni e collettivi di Messico, Argentina, Brasile, Uruguay, Colombia, Ecuador, Venezuela, Canada, Stati Uniti, Stato Spagnolo, Italia, Austria, Grecia, Francia, Svizzera, Olanda, Germania e Slovenia, tra altri, hanno diffuso una dichiarazione in cui respingono le notizie diffuse non solo contro l’EZLN, ma anche contro il movimento sociale e pacifico che unisce le organizzazioni e gli individui che formano L’Altra Campagna.

Quello che si vuole fare, avvertono nella dichiarazione collettiva, “è un nuovo attacco, con la speranza che questa volta siano creduti e che serva per facilitare una nuova scalata di aggressioni contro le comunità zapatiste, e nel contempo criminalizzare e reprimere ogni tipo di protesta, lotta sociale ed anticonformismo con le cattive ed impuni pratiche del governo messicano, le sue istituzioni e sbirri”.

E concludono: “… possono essere sicuri che non sono soli. Faremo particolare attenzione a quello che potrà accadere nei prossimi giorni e settimane”. (L’indirizzo di posta elettronica per inviare firme di appoggio all’EZLN è: contacto@cedoz.org). http://www.jornada.unam.mx/2011/01/08/index.php?section=politica&article=014o1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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La Jornada – Lunedì 3 gennaio 2011

Nuova escalation repressiva contro il movimento, afferma la Cocopa

ENRIQUE MÉNDEZ

La Commissione di Concordia e Pacificazione (Cocopa), del Congresso dell’Unione, “respinge decisamente qualunque tentativo di voler vincolare l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) col sequestro di Diego Fernández di Cevallos” ed ha chiesto al governo di Felipe Calderón un’indagine esaustiva sull’origine delle voci che, sostiene, vogliono scatenare una nuova campagna di diffamazione contro questo movimento.

Il presidente della commissione – formata da deputati e senatori – il petista José Narro Céspedes, ha contestato le notizie diffuse riguardo agli zapatisti che sarebbero coinvolti nel sequestro dell’ex candidato presidenziale del PAN. “Tutto indica che si tratta di documenti che vogliono essere l’inizio di una scalata repressiva contro l’EZLN”, ha dichiarato.

In un comunicato emesso ieri, il deputato petista ha affermato che nei fatti “L’EZLN ha dimostrato la sua volontà di trovare una soluzione al conflitto, per la via politica, ed ha fatto la sua parte”.

Narro Céspedes ha ricordato che dopo la riforma in materia di diritti e cultura indigena, dove si è lasciata fuori la sostanza degli Accordi di San Andrés Larráinzar, l’EZLN “decise di promuovere un innovativo processo di organizzazione e lavoro comunitario” con le giunte di buon governo… che sono un esempio di quello che può fare il popolo organizzato ed i cui risultati sono migliori di quelli che conosciamo nella politica tradizionale”.

Il titolare della Cocopa affermò che persiste la tentazione di isolare lo zapatismo e di distruggerlo attraverso il suo esaurimento, l’usura del suo discorso e la fine del suo impatto.

Ha ricordato che quasi un anno fa, come ora, “senza nessuna fonte di informazione seria”, gli zapatisti erano stati accusati di ricevere finanziamenti da ETA. (…)

http://www.jornada.unam.mx/2011/01/03/index.php?section=politica&article=011n2pol

(Traduzione “Maribel”-  Bergamo)

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Falsa notizia 1.

La Jornada – Lunedì 3 gennaio 2011

L’EZLN e L’Altra Campagna si dissociano dal sequestro di Fernández de Cevallos

L’autore della notizia ha avuto i suoi 15 minuti di notorietà, affermano gli indigeni zapatisti

Hermann Bellinghausen. San Cristóbal de las Casas, Chis. 2 gennaio. Enlace Zapatista, pagina web ufficiale dell’Esercito Zapatista di Liberazione (EZLN) e dell’Altra Campagna, ha smentito le notizie giornalistiche che vincolano queste organizzazioni al sequestro dell’ex senatore del PAN Diego Fernández de Cevallos. http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2011/01/02/se-desmiente-vinculacion-de-el-ezln-y-la-otra-campana-con-cualquier-secuestro/

Il documento, firmato da Javier Elorriaga e Sergio Rodríguez Lascano, editori di Enlace Zapatista, si riferisce al lancio dell’agenzia Efe, ripreso alla lettera da alcuni media, e ribadisce che L’Altra Campagna è un movimento politico, civile e pacifico. “Così è stato dalla sua fondazione e così si è mosso ed agito in questi anni. Non ricorre pertanto a sequestri per ottenere risorse né per fare propaganda politica”.

Il comunicato prosegue: “è a tutti noto che l’EZLN, e la sua storia e pratica da 27 anni dalla sua nascita fino ad oggi lo dimostrano, non compie sequestri, questo va contro i suoi principi”. Quindi, “l’EZLN non ha sviluppato né la struttura organizzativa né l’infrastruttura materiale per questo tipo di azioni”. Si ricorda che da 17 anni, quando gli zapatisti “hanno dichiarato il cessate il fuoco offensivo per dare un’opportunità alla costruzione della pace giusta e degna, rispettano la parola data, non così lo Stato messicano che li ha aggrediti militarmente, politicamente ed economica, dal primo gennaio del ’94 fino ai nostri giorni”.

Il 1° di gennaio “è circolata una notizia su alcuni giornali nazionali e stranieri, a partire dall’agenzia di stampa spagnola Efe, secondo la quale un componente delle forze ribelli dell’EZLN”, con un comunicato attribuiva il sequestro di Diego Fernández de Cevallos all’EZLN”. Nella “confusa nota” si accusano anche diversi collettivi dell’Altra Campagna “di essere complici di detto sequestro, …….. ”

In realtà, alcuni editorialisti, legati alle forze di sicurezza federali ed al governo del Chiapas hanno suggerito dietro addietro questa ipotesi che inaspettatamente ha preso forza nell’Anno Nuovo, senza ulteriore fondamento.

Elorriaga e Rodríguez Lascano riferiscono che il “comunicato” apocrifo è arrivato completo anche all’indirizzo di Enlace Zapatista, “tale e quale è arrivato ai media che ne hanno parlato dando la notizia”. E sottolineano: “Basterebbe con che lo pubblicassero integralmente perché qualsiasi lettore capisse che è impossibile che abbia origine dall’EZLN. È incoerente in tutto il suo contenuto ed è chiaro che chi lo ha scritto cerca solo protagonismo e vuole generare confusione e servire gli interessi dal potere”.

Esprimono la preoccupazione che “le comunità indigene zapatiste soffriranno una nuova scalata di aggressioni come risultato di questo tipo di trovate opportuniste e poliziesche”. Questo è “il vero pericolo”, concludono ed invitano a vigilare “di fronte a questa nuova provocazione contro i compagni zapatisti”. E ribadiscono che “né l’EZLN né L’Altra Campagna compiono sequestri”.

“Se qualcuno nutre simpatie o ritiene politicamente corretto praticare il sequestro, non ha posto nell’Altra Cmpagna. Il ‘guerriero Balam’, come si definisce chi ha inviato il comunicato ha avuto i suoi 15 minuti di fama, alcuni media hanno ripreso dei frammenti del suo scritto e sbattuti in prima pagina. Godeteveli. Nel frattempo, le comunità indigene zapatiste subiranno una nuova escalation di aggressioni come risultato di questo tipo di trovate opportuniste e poliziesche.

“Questo è il vero pericolo, restiamo vigili di fronte a questa nuova provocazione contro i compagni zapatisti”, conclude il comunicato. http://www.jornada.unam.mx/2011/01/03/index.php?section=politica&article=011n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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La Jornada – Domenica 2 gennaio 2011

Los de Abajo

Gloria Muñoz Ramírez

Diciassette anni dalla sollevazione in Chiapas

In silenzio e con il lavoro accumulato per la costruzione dell’autonomia, l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) arriva al 17° anniversario della sollevazione che scosse il mondo intero. Quale altro movimento in Messico può, dopo tanti anni, andare a testa alta e senza vergogna per non aver mai tradito? Quale altro movimento è stato tanto duramente attaccato politicamente e militarmente per più di tre lustri e si mantiene vivo, coerente e degno?

Come ogni anno, molto inchiostro viene fatto scorrere per fare domande allo zapatismo, applaudirlo o, come ogni anno, darlo per morto. Intellettuali e giornalisti che si adattano al governo di turno riempiono pagine di giornali per dare sepoltura ad un movimento che, piaccia o no, è l’unico che può rivolgersi al Messico con la certezza che, benché non sempre si condividano le sue posizioni, è rimasto coerente e continua a guardare in basso e a sinistra.

Sotto o lontano dai riflettori e dopo 17 anni di costruzione interna e verso l’esterno, l’EZLN e la sua colonna vertebrale (le basi di appoggio appartenenti ai popoli che lo formano) non solo sono sopravvissuti a quattro presidenti che hanno cercato di annichilirli, ma hanno presentato al mondo la certezza che un altro mondo è possibile e che, nel sudest messicano, quest’altro mondo esiste già, nonostante la guerra di sterminio che si perpetua contro di loro.

La formazione dei suoi governi autonomi, nei quali si creano nuove relazioni comunitarie e la politica è luogo di incontro e convivenza dal basso, resta un riferimento e, benché non lo propongano, un esempio di organizzazione. Hanno ripetuto fino alla stanchezza che la loro esperienza è inimitabile, perché avviene in un tempo e spazio determinati ma, così come l’hanno spiegato, non si tratta di ripetere o copiare, bensì di sapere che ci sono alternative e che le risposte, quali che siano, non verranno mai dall’alto.

Nel gennaio del 1994 il mondo intero tornò a guardare il Messico diversamente. Non era per la prima Miss Universo messicana o per la celebrazione del Pentapichichi, né per il Trattato di Libero Commercio e l’ingresso nel primo mondo del Messico salinista. L’insurrezione degli indigeni maya mostrò un popolo fino a quel momento invisibile ed a partire da quel giorno molti cambiamenti sarebbero arrivati. Il Messico non è più lo stesso, anche se ora si nega allo zapatismo il suo ruolo decisivo nelle riforme che ebbero luogo.

La guerra iniziata in Chiapas il primo gennaio 1994 continua fino ai nostri giorni… e così le sue cause. L’EZLN ed i suoi popoli sono vivi, non si sono arresi e continuano ad essere una speranza. L’unica, per molti.

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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