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Archive for giugno 2009

La Jornada – Mercoledì 17 giugno 2009

Le terre degli indigeni tzotziles “saranno tagliate a metà”

A Mitzitón protestano contro la costruzione dell’autostrada

HERMANN BELLINGHAUSEN

Mitzitón, Chis. 16 giugno. I lavori di costruzione dell’autostrada San Cristóbal de las Casas-Palenque bussano ormai alle porte di questo ejido tzotzil, nato nella diaspora chamula del 1911, dopo la guerra del leader Jacinto Pérez Pajarito. I nonni e bisnonni delle attuali famiglie arrivarono nel 1912 per finire servi dell’allora proprietario di queste terre, un antenato dei Velasco Suárez. Ma presto riuscirono ad occupare parte di esse. Perfino nel Chiapas di allora riverberava la lontana Rivoluzione.

Ciò nonostante, la giustizia agraria tardò ancora. Le terre di Mitzitón furono consegnate a questi tzotziles nel 1939, ai tempi di Lázaro Cárdenas. La storia della loro lotta come comunità è lunga, e benché costellata da lotte interreligiose, soprattutto in tempi recenti, la loro è un’esperienza di comprensione ed unità che presto sarà centenaria.

I mezzi pesanti degli appaltatori stanno già allargando la strada che esce da San Cristóbal, lungo l’ejido Aguaje, o La Albarrada. Centinaia di alberi cadono sotto la pala meccanica che taglia il bordo boscoso, rompe pendii e guadi. Così si fanno le strade. E questo è solo l’inizio.

Gli abitanti di Aguaje dicono di non volere l’opera, ma non si sono opposti con determinazione. “Non perdiamo molto, anche se colpisce la scuola ed è pericolosa per i bambini. È poco in confronto a quello che subiscono quelli di Mitzitón. A loro passeranno in mezzo alle loro terre”, dice un uomo mentre, insieme ad altri, raccoglie la lega al bordo della strada lasciata dal cataclisma meccanico che si fa largo verso la base militare di Rancho Nuevo. Anche la base cederà una buona porzione di territorio all’autostrada. Si stanno già costruendo muri dietro il perimetro attuale.

Ma il kilometro zero, l’inizio propriamente detto dell’autostrada, si trova a Mitzitón, più avanti di Rancho Nuevo. Qui dovrebbe partire il tratto nuovo dell’autostrada che lasciando le valli degli Altos la si vuole far passare su foreste, case, piantagioni (attualmente in pieno germoglio) di mais, fagioli, patate, lattuga, ravanelli, cavoli.

A 100 metri dal punto zero si trova la generosa sorgente del villaggio, l’unica con acqua tutto l’anno. Una recinzione impedisce l’accesso al bestiame. Inoltre, c’è uno stagno. Alcune donne lavano il bucato ed i loro corpi. Sopra queste acque passerebbe il primo tratto della futura autostrada.

Gli ejidatari guidano La Jornada sulle terre minacciate. I tecnici arrivano e piantano i loro bastoni arancioni. “L’autostrada passerà sopra 10 case e molte milpas, sui nostri boschi e pozzi d’acqua.” I boschi di olmi e pini di varie specie sono variopinti.

Ci sono ancora armadilli, opossum e lepri e recentemente sono tornati i cervi perché le foreste sono state recuperati. Vennero “Sono venuti a trovare l’ombra. Il fatto è che siamo noi i custodi della foresta”, afferma con gioioso orgoglio uno dei rappresentanti ejidali.

L’autostrada attraverserebbe “circa 10 chilometri”. Mitzitón misura 2.039 ettari, per 302 ejidatari distribuiti ai due lati dell’attuale strada San Cristóbal-Comitán. Il nucleo originario, Flores Magón, resta nel municipio di Teopisca, ma la maggioranza dei contadini (270 ejidatari) si trovano a Mitzitón, dove la terra è migliore.

Gli indigeni prevedono che il prossimo territorio che attraverserebbe l’autostrada è l’ejido Los Llanos, dove come a Mitzitón i contadini sono aderenti all’Altra Campagna ed hanno concordato che non permetteranno la realizzazione di questa infrastruttura.

Il piano del governo è di completare entro questo anno i primo otto o nove chilometri di autostrada. Quello che segue è Mitzitón. Al chilometro zero, un cartello di legno dell’assemblea ejidale annuncia, in due parole: “no pasarán“.

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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Denuncia del Frayba

San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, Messico

16 giugno 2009

Comunicato Stampa No. 24

PEDINAMETI DI MEMEBRI DEL CENTRO DEI DIRITTI UMANI FRAY BARTOLOME DE LAS CASAS

Questo Centro per i Diritti Umani denuncia di essere stato oggetto di azioni di persecuzione da agenti non identificati. Queste nuove azioni si inseriscono nel contesto del conferimento del Premio Fray Bartolomé de las Casas e nei giorni di sessione ordinaria del Consiglio Direttivo del Centro.

Domenica 14 giugno, intorno alle ore 16.00 Diego Cadenas Gordillo, Direttore di questo Centro, ha notato che a tre isolati da casa sua, a San Cristcóbal de las Casas, sostava un veicolo Jeep Wrangler, di colore nero, senza targa, con vetri oscurati, con una delle portiere aperte e due uomini dentro dal comportamento sospetto. Alle 16.30 lo stesso veicolo si era avvicinato al suo domicilio e poteva osservare perfettamente la casa.  Diego Cadenas era di ritorno a casa dalla Spagna dove la settimana precedente aveva ricevuto il Premio Fray Bartolomé de las Casas, conferito da Casa America di Madrid.

Lunedì 15 giugno, alle ore 10.00 circa mentre Diego Cadenas si recava negli uffici di questo Centro, lo stesso veicolo sostava tra Calle Brasil e Calle Canada nel quartiere Mexicanos. Quel giorno iniziava la sessione Ordinaria del Consiglio Direttivo di questo Centro per i Diritti Umani.

Lo stesso giorno, intorno alle 10:20 due membri del Frayba notavano che in un veicolo Chevy bianco senza targa, parcheggiato a mezzo isolato dal Frayba, si trovava un uomo che video-registrava e scattava foto alle strutture di questo Centro. Quando si è accorto di essere stato scoperto si è subito allontanato.

Martedì 16 giugno 2009, alle 09.30 circa, Diego Cadenas e Jorge Armando Gómez, memebri di questo Centro, notavano che la Jeep Wrangler nera era parcheggiata in Calle Guadalupe Victoria all’altezza del No. 35 di questa città. Entrambi uscivano da una riunione con Mons. Samuel Ruiz García, Presidente di questo Centro per i Diritti Umani. Diego e Jorge Armando hanno affrontato gli occupanti della jeep, tre uomini, Diego ha chiesto perchè li stavano seguendo. La persona che stava al volante ha risposto che non stava seguendo loro, ma che aspettava sua sorella. Diego ha chiesto se fossero del CISEN. L’uomo si è messo a ridere ed ha risposto di no. Diego e Jorge Armando hanno cercato di fotografare i tre uomini con i loro telefoni cellulari, ma questi sono coperti il volto e l’autista ha estratto una macchina fotografica ed ha cominciò a fotografare.

La persecuzione attraverso pedinamento e sorveglianza costituisce una violazione del diritto all’integrità e sicurezza personale. La Commissione Interamericana dei Diritti Umani ha reiterato in vari momenti la sua preoccupazione davanti al fatto che le forze di sicurezza dello Stato dirigano le loro attività di intelligenza contro le organizzazioni dei diritti umani e dei loro membri esclusivamente in ragione delle loro attività.

Il Centro dei Diritti Umani denuncia questi fatti e ritiene responsabile i governi statale e federale per qualsiasi atto contro l’integrità fisica e psicologica di ognuno dei membri della nostra squadra, così come contro il patrimonio della nostra istituzione.

Il lavoro che come Difensori dei Diritti Umani realizziamo da 20 anni, sappiamo che disturba chi detiene il potere e si cerca con tutti i mezzi di affossare le azioni a favore della giustizia che portiamo avanti insieme alle comunità ed alle vittime di violazioni dei diritti umani.

_______________________________________________

Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de Las Casas AC

Brasil #14, Barrio Mexicanos, San Cristóbal de Las Casas, Chiapas

29240, MEXICO

Tel +52 (967) 6787395, 6787396, 6783548

Fax +52 (967) 6783551

frayba@frayba.org.mx

http://www.frayba.org.mx

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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Storia – La Jornada 1994

La Jornada – Lunedì 15 giugno 2009

La Jornada 94

Alle ore 0:00 del primo gennaio, mentre entra in vigore il Trattato di Libero Commercio dell’Amercia del Nord, migliaia di indigeni appartenenti ad uno sconosciuto Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), occupano in Chiapas i palazzi municipali di San Cristóbal de Las Casas, Ocosingo, Altamirano e Las Margaritas, per leggere una dichiarazione di guerra contro il governo di Carlos Salinas. Il 2 attaccano il quartiere militare di Rancho Nuevo e ad Ocosingo si scontrano con l’Esercito Messicano subendo numerose perdite. Il 3 gli inviati speciali di questo giornale – Fabrizio León, David Aponte, Frida Hartz e Ismael Romero – restano coinvolti in una sparatorio nei pressi di Rancho Nuevo. Romero è ferito ad una spalla.

L’insurrezione sorprende completamente il paese e prendendo la decisione di riportare nelle sue pagine tutti i comunicati zapatisti e coprire il conflitto nei suoi molteplici aspetti, La Jornada diventa riferimento obbligatorio per milioni di lettori che nel mondo seguono passo passo la ribellione dei maya.

Il giorno 8, Rosa Icela Rodríguez informa che un’auto bomba è esplosa in un sotterraneo di Plaza Universidad. Il 10, Carlos Salinas designa Manuel Camacho Solís commissario per la pace in Chiapas. Il 12 ordina il cessate il fuoco dell’Esercito; decine di migliaia di persone radunate nello Zócalo chiede di “fermare la carneficina”. Il 14 La Jornada diffonde una serie di comunicati peculiari del subcomandante Marcos, portavoce ribelle, che in questo modo lancia un’originale offensiva mediatica. Il 27 questo giornale pubblica ome suppllemento un suo scritto Chiapas: el Sureste en dos vientos, una tormenta y una profecía. Il 29 in una località degli Altos, Blanche Petrich e Helio Enríquez raccolgono la prima intervista esclusiva concessa dai comandanti zapatisti David, Ramona, Moisés ed altri. Parlando con difficoltà in spagnolo, spiegano per la prima volta le casue della loro insurrezione.

Il dialogo per la pace si svolge nella cattedrale di San Cristóbal con la mediazione del vescovo Samuel Ruiz, dal 20 febbraio al 4 marzo. Dopo la firma di 32 punti che dovranno essere poi ratificati dalle loro basi, i delegati ribelli tornano nelle loro comunità. Il giorno 23, due settimane dopo il discorso di presunta “rottura” con Salinas, il candidato alla presidenza del PRI, Luis Donaldo Colosio, viene assassinato a Tijuana. Il coordinatore della sua campagna, Ernesto Zedillo, lo sostituisce nel mezzo di una grave crisi politica ed una fuga di capitali (11 mila milioni di dollari) che fa crollare la Borsa.

In aprile l’EZLN intensifica la sua strategia mediatica: i suoi comunicati narrano la vita quotidiana degli indigeni. Marcos interpreta eventi che vengono riportati giorno dopo giorno dalle cronache di Hermann Bellinghausen. In Tabasco, il candidato del PRD a governatore dello stato, Andrés Manuel López Obrador, denuncia atti di corruzione del suo avversario, il priista Roberto Madrazo. Il 13 maggio la televisione diffonde il primo dibattito della storia del Messico tra gli aspiranti alla Presidenza. Diego Fernández de Cevallos (PAN) incalza Cuauhtémoc Cárdenas (PRD), ma i sondaggi dichiarano vincitore Zedillo.

Il 15 maggio Cárdenas arriva in Chiapas ed il 17 si riunisce con la comandancia del EZLN a Guadalupe Tepeyac. Marcos lo elogia per la sua lotta contro il regime, ma critica il PRD. Il 31 gli zapatisti rompono il dialogo con il governo e dichiarano che il loro unico interlocutore sarà la società civile che convocano alla Convenzione Nazionale Democratica (CND) nellaselva per “definire la direzione” del loro movimento. Il 2 giugno, a Palenque, viene scoperto il sarcofago di una principessa maya di oltre mille anni. L’11 una bomba esplode all’esterno di una discoteca a Guadalajara.

Il 21 luglio il banchiere Roberto Hernández dice che se Zedillo perde le elezioni ci sarà una crisi economica. Il 25 un tir investe l’auto su cui viaggia Amado Avendaño, candidato del PRD al governo del Chiapas; muoiono quattro dei suoi accompagnatori. Il 28 il nunzio Girolamo Prigione ammette di aver plarlato mesi prima con i narcos Ramón e Benjamín Arellano Félix, presunti assassini del cardinale Juan Jesús Posadas Ocampo.

Il 9 agosto a mezzanotte, nella selva del Chiapas, si chiude la CND alla quale hanno partecipato 6 mila persone. Zedillo vince le elezioni del giorno 21. Il 5 settembre il Fisco interviene presso la Banca Cremi-Union, di Carlos Cabal Peniche, un protetto di Miguel de la Madrid, che le autorità sospettano che lavi denaro per conto del cartello del Golfo. Il 28, il segretario generale del PRI, José Francisco Ruiz Massieu, viene assassinato a Città del Messico da un sicario di Tamaulipas. Saline nomina capo delle indagini Mario Ruiz Massieu, fratello della vittima; questi è protagonista di una farsa per occultare l’autore intellettuale del crimine e rinuncia affermando che “i demoni agiscono da cani sciolti“.

Nel suo editoriale di lunedì 19 settembre, celebrando il suo decimo anniversario, La Jornada rivela che “in questo eccezionale 1994 (in cui la nazione ha vissuto giorni di incertezza, di tragedia, di cambiamento accelerato e di speranza)”, ha raggiunto “tirature senza precedenti”. Il 20 novembre le elezioni in Tabasco e Chiapas si risolvono a favore del PRI. López Obrador denuncia la frode e marcia con 5 mila persone su Città del Messico DF; ancora convalescente per le ferite, Amado Avendaño con l’appoggio dell’EZLN si dichiara governatore ribelle.

Il primo di dicembre, mentre Zedillo si insedia a San Lázaro, scatta la repressione dei seguaci di López Obrador sull’Eje Central; il reporter Manuel Meneses cade svenuto da una bastonata. All’alba del 18 gli zapatisti annunciano che le loro forze si sono distribuite in 38 municipi chiapanechi. Il 19 la Borsa perde il 4,15%. Il 20 Zedillo mette in oscillazione il pesos che si svaluterà del 100% in sette giorni, mentre in Chiapas l’Esercito avanza verso le nuove posizioni ribelli. Il 28 si dimette il segretario delle Finanze, Jaime Serra Puche. Al paese restano 10 mila milioni di dollari delle riserve internazionali. Nel mondo sta per esplodere una crisi di borsa che, grazie al Messico, sarà conosciuta come l’Effetto Tequila.

Rayuela

7 settembre

C’era una volta un banchiere che mise troppa crema nei suoi tacos…

http://www.jornada.unam.mx/2009/06/15/index.php?section=politica&article=013n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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Los de Abajo

La Jornada – Sabato 13 giugno 2009

Los de Abajo

Contro l’Impunità

Gloria Muñoz Ramírez

http://www.jornada.unam.mx/2009/06/13/index.php?section=opinion&article=014o1pol

Ancora una volta gli zapatisti ci mettono la casa. In questa occasione per la celebrazione del Primo Incontro Continentale Americano contro l’Impunità e per la Giustizia Autonoma, uno spazio nel quale è confermata la partecipazione di Martín Almada, del Paraguay, premio Nobel Alternativo della Pace, scopritore degli “archivi del terrore” della dittatura di Stroessner, a partire dai quali si è ricostruita gran parte dell’Operazione Condor.

Dal Brasile arriveranno nel territorio autonomo chiapaneco rappresentanti del Movimiento de los Sin Tierra, e dalla Bolivia si è iscritta l’Associazione dei Detenuti, Desaparecidos e Martiri per la Liberazione Nazionale. Senza dubbio sarà accolta con particolare interesse l’Associazione per i Diritti Umani del Perù, paese ferito dal recente massacro di indigeni. Parteciperanno inoltre l’associzione HIJOS, di Guatemala e Perú, tra altre organizzazioni e persone di Paraguay, Guatemala, Nicaragua, Cile, Brasile, Argentina, Uruguay, Bolivia, Messico, Perú, Martinica, Repubblica Dominicana, Haiti e Stati Uniti, oltre ad osservatori di Spagna, Italia, Paesi Baschi e Australia.

L’incontro, al quale il poeta Mario Benedetti ha inviato una delle sue ultime adesioni, avrà come sede il caracol zapatista della comunità di Morelia, Chiapas; non solo si elaborerà una radiografia sull’impunità in un’America ferita da dittature, governi neoliberisti e da altri che si autodefiniscono di sinistra. La riunione parte dal presupposto che non esiste “una giustizia pronta, completa ed imparziale”, per cui si ha diritto “a cercare altre forme di fare giustizia per processare, giudicare e, se possibile, garantire la certezza della pensa per i responsabili di queste gravi violazioni ai nostri diritti”; in altre parole, organizzare la giustizia autonoma, aspetto nel quale gli anfitrioni offrono una vasta esperienza.

La Rete Nazionale contro la Repressione e per la Solidarietà, incaricata dell’organizzazione in Messico, ritiene urgente “avanzare nella creazione di un tribunale autonomo e di altre forme di fare giustizia che siano efficaci e sicure”. Il filosofo messicano Luis Villoro è stato invitato affinché collabori “a stendere le basi etiche della giustizia vera”.

Questo non sarà un incontro col passato, ma con la memoria, nel quale “vogliamo riunirci per stabilire un dialogo tra generazioni che, oltre a denunciare, informi ed analizzi la realtà attuale, serva per creare nuovi strumenti di prevenzione e protezione davanti all’escalation della violenza e dell’impunità di quelli che comandano”.

L’appuntamento è per i prossimi 20 e 21 giugno. Per maggiori informazioni: encuentro@contralaimpunidad.org

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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La Jornada – Giovedì 11 giugno 2009

E’ un atto di giustizia storica, afferma il vescovo Raúl Vera

LA SPAGNA CONSEGNA IL PREMIO FRAY BARTOLOME DE LAS CASAS AL CENTRO FRAYBA

La cerimonia nel Palazzo della Zarzuela; assente l’ambasciatore

ARMANDO G. TEJEDA

Madrid, 10 giugno. In un atto di “giustizia storica”, secondo la definizione del vescovo di Saltillo, Raúl Vera, oggi nel Palazzo della Zarzuela di Madrid, dove divenne realtà il Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de las Casas (anche noto come il Centro Frayba), l’organizzazione fondata nel 1989 da Samuel Ruiz per proteggere i diritti più elementari degli indigeni, ha ricevuto dalle mani del principe delle Asturie il Premio Fray Bartolomé de las Casas. Il lavoro del frate domenicano spagnolo in difesa dei popoli originari, durante la conquista, si lega ora, in pieno XXI° secolo, col compito infaticabile di questo centro, considerato “obiettivo militare” dallo Stato messicano, secondo le parole del suo direttore, Diego Cadenas.

Con una cerimonia sobria – alla quale non ha partecipato l’ambasciatore del Messico in Spagna, Jorge Zermeño – i principi Felipe e Letizia hanno conferito il primo riconoscimento pubblico internazionale ad un centro che dalla sua creazione ha difeso i popoli indios del Chiapas. Il suo lavoro, che è costantemente minacciato, soprattutto per l’irruzione nella vita nazionale dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), rappresenta per lo Stato spagnolo un “esempio” della promozione del “dialogo, la tolleranza e la riconciliazione”. (…..)

Il premio di 70 mila dollari, servirà al Frayba per costruire una sede propria a San Cristóbal de las Casas, poiché l’attuale è in affitto, e questo significa una “protezione” in più per il lavoro che svolge. “Non è un’armatura, ma può servire affinché ci guardino con più rispetto. Anche se sappiamo bene che se e quando lo Stato ed il governo riterranno che sia il momento di entrare in una nuova fase più violenta contro il movimento indigeno, il Frayba sarà un obiettivo militare”, ha dichiarato Cadenas in un’intervista a La Jornada.

Cadenas ha voluto inoltre richiamare l’attenzione sulla criminalizzazione della protesta, un fenomeno che si è acutizzato negli ultimi anni. “Lo Stato messicano vuole mostrare crudeltà verso chi osa mettere in discussione i criteri con i quali vuole controllare questo paese, ed ogni giorno si comporta con la gente come ha fatto a San Salvador Atenco e Bachajón. Lo Stato messicano si comporta come i terroristi, ma in questo caso è terrorismo di Stato e non viene perseguito, così come abbiamo visto accadere ai tempi della militarizzazione in Chiapas, quando l’Esercito e lo Stato messicano commettevano veri ed atroci azioni terroristiche”. In questo senso ha ricordato la situazione nella quale si trovano alcune persone di Bachajón per difendere il loro territorio, imprigionate e sottoposte a processo senza alcuna garanzia. http://www.jornada.unam.mx/texto/020n1pol.htm

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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In Chiapas il 20-21 giugno

La Jornada – Giovedì 11 giugno 2009

SI SVOLGERA’ IN CHIAPAS IL 20 E 21 GIUGNO L’INCONTRO CONTINENTALE CONTRO L’IMPUNITA’

HERMANN BELLINGHAUSEN

L’Incontro Continentale Americano contro l’Impunità si svolgerà in territorio zapatista del Chiapas i giorni 20 e 21 giugno. Inizialmente il suo svolgimento era stato annunciato nella città di San Cristóbal de las Casas, ma “grazie al fatto che la giunta di buon governo Corazón del Arco Iris de la Esperanza ha accettato di essere nostro anfitrione e permetterci generosamente che il suo caracol ne fosse la sede”, si svolgerà nel caracol Torbellino de Nuestras Palabras, nell’ejido Morelia, ha comunicato la commissione organizzatrice.

Hanno confermato la loro partecipazione persone di Paraguay, Cile, Brasile, Argentina, Uruguay, Bolivia, Messico, Perú, Martinica, Repubblica Dominicana, Haiti, Stati Uniti, e sono attesi rappresentanti di “molti altri paesi”.(…)

Intanto, questo fine settimana, partirà la sesta Karovana Nazionale di Osservazione e Solidarietà con le Comunità zapatiste del Chiapas, alla quale parteciperanno aderenti nazionali della Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) e della Zezta Internazional.(…)

Gli organizzatori sottolineano che dal gennaio scorso sono avvenute “aggressioni e provocazioni contro i nostri compagni, utilizzando per questo i governanti priisti e perredisti ed organizzazioni di queste filiazioni politiche per aggredire le basi di appoggio zapatiste a Zinacantán, Las Margaritas ed Ocosingo.”

Questo, mentre le basi zapatiste, “insieme ai compagni e le compagne dell’EZLN, hanno mantenuto pienamente la parola data nel 1994, di non realizzare azioni armate, ma di costruire un movimento di opposizione civile e pacifico al regime politico messicano e alle sue istituzioni”. Hanno mantenuto la parola, si aggiunge, con “dignità e coraggio”. Ora “tocca agli aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona di mobilitarsi ed agire con decisione e solidarietà in loro aiuto.”

http://www.jornada.unam.mx/texto/021n1pol.htm

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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Incontro a Morelia 20-21 giugno

INCONTRO CONTINENTALE AMERICANO CONTRO L’IMPUNITA’

20 E 21 GIUGNO 2009

Caracol IV, Morelia, Chiapas, Messico

La commissione organizzatrice dell’Incontro Continentale Americano Contro l’Impunità informa che:

1. L’Incontro si terrà i giorni 20 e 21 giugno prossimi nel Caracol IV “Torbellino de Nuestras Palabras”, a Morelia, Chiapas, Messico, grazie al fatto che la Giunta di Buon Governo “Corazón del Arcoiris de la Esperanza” ha accettato di essere nostro anfitrione e consentirci generosamente che il suo Caracol fosse la Sede dell’Incontro, cosa che per noi è un onore e motivo di sostegno e gioia.

2. Insieme alla Rete Nazionale Contro la Repressione e per la Solidarietà abbiamo deciso di unire l’Incontro Continentale Americano Contro l’Impunità con l’Incontro Messicano Contro l’Impunità e per la Giustizia Autonoma, per cui il Messico si unisce con un’ampia partecipazione all’Incontro Continentale.

3. Fino ad ora abbiamo la conferma della partecipazione di Paraguay, Cile, Brasile, Argentina, Uruguay, Bolivia, Messico, Perú, Martinica, Repubblica Dominicana, Haiti, Stati Uniti, ed in questi giorni aspettiamo altre conferme.

Si sono registrati come osservatori organizzazioni e persone dei Paesi Baschi, di Italia e Spagna.

4. Per partecipare all’Incontro è necessario iscriversi alla seguente pagina web: http://www.contralaimpunidad.org/encuentro1/solicitudregistro.php

e compilare il questionario

Per ulteriori informazioni scrivere a: encuentro@contralaimpunidad.org ; redcontralarepresion@gmail.com

5. Entro pochi giorni renderemo pubblico il programma e la dinamica di lavoro, così come le informazioni per raggiungere il Caracol di Morelia. http://enlacezapatista.ezln.org.mx/jbg/1929

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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